FRESH MULA: “VI RIPORTO NEGLI ANNI ’80 CON STILE E SPENSIERATEZZA”

Capelli ricci, allegria, freschezza e una voce così “clean” da trasmettere energia e positività a chi lo ascolta. Dopo il successo raccolto con gli ultimi due singoli “Hood” e “Jiggy”, Fresh Mula, il giovanissimo artista di Elektra Records, torna con il suo nuovo travolgente singolo “Franklin (Elektra Records/ Warner Music Italy).

Mi piace un sacco l’immagine che dai… allegra, spensierata…trasmetti molta energia positiva… chi è Fresh Mula?

“Fresh Mula è un ragazzo cresciuto ad Alzano Lombardo, un piccolo paese in provincia di Bergamo, che ha sempre avuto la passione per la musica sin da ragazzino. Mio padre era un percussionista di Enzo Jannacci e io già da bambino iniziai a cantare e suonare con quello che avevo, tipo le pentole. Da qui è nato il mio amore sfrenato per la musica, poi ho scoperto l’hip hop, quindi artisti come 50 Cent, Tupac e tutta quell’ondata di black rapper ai quali mi sono ispirato iniziando a fare freestyle al parchetto con gli amici. Quando ho visto che le risposte degli amici e dei primi fan erano positive mi sono detto: “PROVIAMOCI!”.

Con la tua musica hai fatto capire che vorresti far nascere un nuovo genere musicale, in questo momento a quale ti senti di appartenere?

“Questo è un argomento molto interessante, diciamo che mi sento di appartenere a vari generi perché amo la musica in ogni sua forma. Nell’ultimo periodo però, più o meno da “Hood” in poi, stiamo lavorando su dei contenuti che vanno a richiamare dei percorsi musicali passati. Tipo con “Jiggy” abbiamo voluto tirare fuori il groove di Will Smith di “Gettin’ Jiggy Wit It” e cercare di trasmettere quel concept, invece con “Franklin” abbiamo trovate come punto di riferimento il pianoforte di Nina Simone portando un mood un pò più da “night life”. Cerco sempre di perdere della musica che mi piace e renderla attuale, tra poco oltretutto uscirà anche un album con dei pezzi molto più attuali a livello di sound che comunque raffigurano quello che è il mio personaggio, i miei principi e tutto”.

Se ti dico Jackson 5? cosa ti viene in mente?

“Loro sono stati fondamentali nella mia crescita, sono quelli che hanno trasmesso tutta quella positività che voglio riportare nei miei testi. Da loro ad Aretha Franklin, Stevie Wonder… artisti dai quali ho appreso principi di bella musica, di contenuto vero e di emozione. Mi hanno fatto capire quanto sia importante prende la musica come arte e non solo come semplice ascolto. Apprezzare la musica come un’opera d’arte”.

Dopo “Hood” e “Jiggy”, nel tuo nuovo singolo, che si chiama “Franklin”, c’è molto hip hop mischiato all’elettronica e tanti riferimenti agli anni 80… perché questa scelta?…

“Ho fatto questa scelta per dimostrare al pubblico, ma anche agli altri artisti, che la musica può essere bella, può funzionare e può essere chiamata “hit” anche se non è contemporanea. Mi piace l’idea di trasmettere un mood passato ma in chiave moderna, di far capire come un concetto serio e intelligente possa avere un grande successo anche andando a prendere riferimenti degli anni ’80, ’90… dipende come mi sveglio la mattina. Lo faccio per dimostrare che qualsiasi cosa ti piaccia può diventare una “bomba”, l’importante è farlo nel modo giusto trovando una chiave di lettura adatta a tutti”.

Come scegli gli outfit e le location per i tuoi video?

“Beh qui devo ringraziare tutto il mio team di lavoro che mi aiuta molto dal punto di vista organizzativo. Ci confrontiamo sempre tantissimo per trovare il giusto compromesso legato all’immaginario, poi loro si immedesimano molto nel personaggio e cercano di creare un mondo parallelo che sia conforme alla mia figura. Ogni pezzo della squadra è una lettera del mio nome, diciamo che siamo tutti “Fresh Mula” suddivisi in tante persone che mi aiutano a montare il video, a produrre la canzone, le foto e tutti i tipi di contenuto”.

Hai esordito l’anno scorso su Youtube col singolo “My God”; quante cose sono cambiate in un anno?

“E’ cambiato tantissimo, se pensi che un anno fa vivevo ancora a Bergamo e facevo il commesso per Cisalfa andando avanti e indietro per lavorare a Milano in una condizione di pensiero e di testa molto più agitata rispetto ad ora. E’ tutta una questione di equilibrio, sicuramente dallo scorso anno abbiamo fatto un percorso gigante, adesso passiamo in radio e ci ascolta molta più gente, prima avevo solo YouTube ed era tutto più ristretto, ora posso dire che si lavora molto più e con serenità”.

Senti che rapporto hai con Milano?

“Io amo tantissimo Milano, è la città in cui ho sempre sognato di vivere, sono molto dispiaciuto per il momento che stiamo vivendo perché stavamo creando un movimento davvero forte con artisti da tutta Italia dove l’intento era quello di unirsi, di spronarsi a vicenda e di fare le serate. Per fortuna siamo giovani e abbiamo tutto il tempo per realizzare questo progetto più avanti”.

Quali sono i requisiti per essere un “cool kid”, quindi un tuo fan e che rapporto hai con loro?

“Allora i requisiti sono molto semplici: positività, energia e stile. Trasmettere positività, avere sempre voglia di fare e essere stilosi, andare contro il trend, quindi essere colorati e portare un qualcosa che quando lo vedi dici: “cavolo io sono diverso dalla massa!”. Poi muoversi senza inquinare e rispettando la natura, io spingo un sacco i ragazzini a muoversi in metro, con lo skate board, la BMX o il monopattino. Chiunque può essere un cool kid, dalla signora anziana che può essere mia nonna al ragazzino che va alle elementari e vuole vestirsi come noi. In poche parole essere colorato, di buon umore e trasmettere quest’ultimo agli altri”.

Quali sono i cantanti ai quali ti ispiri e con chi ti piacerebbe duettare un domani?

“Mi ispiro a Pharrell Williams, Bruno Mars, Stromae e i Daft Punk, ecco questi sono i quattro pilastri che rappresentano ciò che voglio fare… anche Jay-Z. Cantanti con i quali vorrei duettare, beh con uno di loro già sarebbe un sogno, in Italia invece con Jovanotti che apprezzo molto e che ha portato molta innovazione. Ha fatto ciò che vorrei fare io, mischiare un pò il rap all’hip hop portando un’ondata di freschezza alle persone”.

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