LA DJ MANUELA DORIANI: “SIAMO DEGLI SFIGATI CHE VIVONO UNA VITA AI CONFINI DELLA REALTÀ”

Autrice tv, docente di tecniche radiofoniche. Manuela Doriani ha lavorato come speaker nei principali network italiani: Radio Deejay, Capital, Kiss Kiss, Radio Dimensione Suono, Play Radio e m2o. Nel 2018, con “m2o live @ Gay Village” ha vinto il Diversity Award per il miglior programma radiofonico focalizzato sulle tematiche LGBT. Da più di 30 anni è una delle Dj più richieste dai principali club Italiani.

Manuela Doriani, sei una delle maestre della consolle in Italia, nonostante tu non abbia mai avuto la pretesa di ritenerti tale. Peró è un dato di fatto, che tu abbia all’attivo migliaia di serate. Hai tenuto testa alle mode, distinguendoti come dj “adrenalinica”. Intendo che qualsiasi genere suoni, il filo conduttore, riguarda sempre una certa carica nello scegliere e nel mixare i brani. Come si fa ad essere così? È innato o hai una routine che ti porta poi ad esplodere in consolle?

Vorrei poter dire che ho una routine, magari una beauty routine, che in questo periodo storico fa tanto hype. In realtà è solo tanto amore per il mio lavoro e basta. Delle volte mi capita di riguardare foto e video che mi fanno mentre suono e di trovarmi anche un po’ ridicola, quindi mi riprometto di stare più calma, promessa che dura più o meno fino al terzo /quarto disco, fino a che il porku demoniu si rimpossessa di me. 

Quando hai iniziato a suonare? Con quale strumentazione?

Ho iniziato attorno al 1987, in un prestigioso club di Torino che si chiamava Big, lo stesso che proprio in questi giorni si è guadagnato un articolo su La Stampa perchè dopo anni e anni di gloria a causa del covid diventerà un all you can eat. Il Big aveva la particolarità di avere la consolle su un ponte che, nei momenti clou della serata, si alzava fino al soffitto. Gli unici piatti in grado di sopportare questo movimento senza saltare erano i Thorens che erano alti quanto una Saint Honorè. La trazione diretta non esisteva ancora e avevano quella a cinghia, per mettere a tempo due dischi dovevi essere Batman.

Dopo tutti questi anni, ti diverti ancora in consolle? 

Indubbiamente si, se no probabilmente smetterei. E’ incredibile l’effetto che la consolle ha sempre avuto su di me, sbuffo e smadonno ma appena schiaccio play è come se scomparisse tutto. Ruberò una frase che il mio amico Mauro Picotto mi ha detto durante un’intervista : “ Io non mi faccio pagare per suonare, io mi faccio pagare per il viaggio che devo fare per andare a suonare!”

Cosa rappresenta la radio nella tua vita?

La radio è il primo amore della mia vita. Ci siamo conosciuti che eravamo ragazzini, ci siamo innamorati, ci siamo fidanzati, poi sposati. Adesso siamo come quelle vecchie coppie che si vogliono bene, si stimano, litigano spesso e non trombano più da anni. A tener viva la passione e a farmi battere ancora il cuore sono i ragazzi a cui ho la fortuna di poter insegnare questo mestiere mettendo a disposizione tutta l’esperienza maturata in oltre trent’anni di microfono. Il loro entusiasmo diventa un po’ anche il mio e i loro traguardi sono le mie più grandi soddisfazioni. So che detta così può sembrare na paraculata, ma giuro che non lo è!

Hai scritto un libro nel 2007 intitolato “… Basta mostri!”, nel quale descrivi le tue relazioni passate in chiave “tragicomica”. Credo che il tuo talento, la tua abilità e la tua ironia, la tua propensione per la commedia, ti avrebbero portata ad usare queste doti in qualsiasi circostanza della tua vita. E il risultato sarebbe stato lo stesso, perchè il tuo talento è potente. Oltre ad essere una speaker radiofonica, cosa avresti potuto farne di questa dote?

Io sono così, lo sono sempre stata. Cosa avrei potuto fare sinceramente non lo so ma, se vi interessa sapere cosa ho fatto, a maggio del 2021 uscirà il mio secondo libro dove in chiave tragicomica racconto tutto quello che mi è successo a livello personale e professionale in questi anni. La gente è portata ad idealizzare le persone che fanno il mio mestiere, in realtà, nella maggior parte dei casi, siamo degli sfigati che vivono una vita ai confini della realtà. Chi l’ha letto dice che fa molto ridere, la mia vita in effetti fa molto ridere.

Ogni volta che hai avuto delle difficoltà, hai mai pensato, “potrei usare la carta dell’ironia per uscirne”?

L’ironia salverà il mondo. L’ironia ti protegge da molte cose, in primis, soprattutto in questo periodo storico, dalla cattiveria della gente. Gli haters con me hanno sempre avuto vita brevissima. Come fai a dirmi che sono vecchia, stupida, grassa e brutta quando sono io la prima a dirlo?

Secondo me ci vuole tanta intelligenza per essere ironici e tanta autostima per essere autoironici. A me personalmente fanno più arrabbiare quelli che mi lodano, sono sempre stata molto consapevole di quello che sono, che attenzione, non vuol dire sminuirsi. So di essere intelligente, so di essere brava e so di essere simpatica ma so anche di non essere e di non essere mai stata bella. Quindi se mi dici che sono meglio di Belen o mi stai prendendo per il culo e mi arrabbio, o lo pensi davvero e in quel caso sei da internare.

Per molti anni su di te sono girate voci su una tua presunta omosessualità. Erano solo pettegolezzi, legati al fatto che tu fossi e sei tutt’ora un’icona gay. Questo quanto ha influito nel tuo rapporto con gli uomini? In un certo senso, sono spaventati da questa tua apertura mentale?

Sono voci che non ho mai né confermato né smentito, perchè la mia vita privata è solo mia. Con gli uomini che ho avuto i problemi sono stati tanti ma per fortuna mai questi. Mi è capitato però di dover spiegare con esempi pratici, come si fa con i bambini, il significato che una pacca sul mio culo data da un mio amico gay ha per lui o la reazione che un bacio sulle labbra ad un’amica lesbica suscita in me. Ma hanno sempre capito.

Parliamo della tua famiglia, so che ci sono stati dei momenti molto duri per te. Come li hai affrontati?

Come li ho affrontati? Sopravvivendo.

Perdere i genitori è la cosa peggiore che possa capitare nella vita e non si supera mai. Soprattutto quando si porta dietro una scia interminabile di rimorsi per il tempo che non gli hai dedicato quando potevi, per le parole che non gli hai detto, per i regali che non gli hai fatto, per le telefonate a cui non hai risposto e tanto altro ancora.

Perdere i miei genitori mi ha trasformata in una sorta di Highlander, mi ha insegnato che posso sopportare tutto tranne la loro assenza.

Com’eri a scuola? Eri la gnocca della classe? Quella simpatica? Una bulla? O per i fatti tuoi?

I primi anni ero un’allegra buzzicona, poi sono diventata un’allegra cialtrona mediamente carina. Di base sono sempre stata una gran cazzara, avevo un QI superiore alla media, lo dico perchè mio padre quando avevo sei o sette anni mi fece fare un test, non so se fosse vero o no ma so che le cose mi sono sempre riuscite facilmente con il minimo dell’impegno.

Socializzavo ed ero sempre pronta a far caciara, ma ero anche una piuttosto incazzosa, passavo dalla grassa risata alle mani in faccia nel giro di un secondo. 

Com’è il tuo rapporto coi social network? Sei molto attiva e la sensazione è che ti divertano molto e di conseguenza tu riesca a trasmettere molta positività a chi ti guarda. 

Controverso ed incostante come tutte le cose della mia vita. Ho studiato molto gli algoritmi, i segreti della comunicazione social e i trucchetti che ci sono dietro tutto ciò. So perfettamente cosa pubblicare e quando farlo per avere risultati migliori, ma questo non significa che io lo faccia. Sui social ho scelto di essere me stessa come quando parlo in radio, salgo su una consolle o scrivo qualche articolo, pubblico quello che mi va, quando mi va e se mi va. Promuovo le cose che mi piacciono e che uso davvero, mi geolocalizzo nei posti dove vado perchè mi piace andarci ma la mia privata non è uno show e le “mie persone” restano mie.

Ti abbiamo vista recentemente in un programma di cucina condotto da Benedetta Parodi. Invito chi ci legge a rivedere la puntata, per capire a che livelli possa arrivare la tua ironia: ci hai fatto ridere con le lacrime. Ti ho trovata anche molto “televisiva”. Prenderesti mai in considerazione qualche proposta di lavoro in tv, in futuro? 

Noooo , per carità! Ho avuto qualche esperienza quando ero più giovane, ma la tv non è mai stata tra i miei progetti, mi sento più a mio agio davanti ad una pista di tremila persone che davanti ad una telecamera o una macchina fotografica. La tv mi piace farla come autore e l’ho fatta per molti anni anche a livelli piuttosto importanti. Una delle esperienze più belle della mia vita è stata GAY TV, un canale giovane, dinamico, divertente e innovativo che purtroppo è morto schiacciato dal peso di una società tradizionalista e bigotta.

Era un lavoro che mi piaceva tanto e che spero di tornare a fare… e non è detto che non accada presto!

Il tuo segno, Cancro ascendente Sagittario, dice che nel 2021 dovrai essere attenta a non cercare ciò che desideri, in chi non può assecondare le tue richieste. Ora immagina che queste richieste siano già tue: in cosa consiste questa evoluzione?

Mah, dopo aver letto che nel 2020 avrei raccolto tutto quello che ho seminato, sinceramente non credo più molto nell’oroscopo. So per certo però che i progetti che ho in cantiere non dipendono da nessuno e le cose che desidero le otterrò se mi impegnerò abbastanza e con entusiasmo. 

Grazie, è una delle intervista più belle che mi abbiano mai fatto!

MIXCLOUD PER ASCOLTARE LE PUNTATE DI MAIN ZONE 

INSTAGRAM
https://www.instagram.com/manudoriani/?hl=it

Milla
Milla
Milla è una DJ che da 13 anni suona nelle più importanti consolle LGBT del mondo, tra cui Matinée - Circuit Barcellona, USA, Canada, Portogallo, Germania, Francia, Svizzera. Ha all'attivo oltre 2000 parties e ha suonato per tanti anni al Cocoricò di Riccione con i più grandi al mondo della scena elettronica: Afrojack, Martin Garrix, Axwell, Ingrosso. In Italia è stata la Dj addetta agli opening set del Deejay Time on tour, nelle piazze di tutta Italia, con Albertino, Molella, Fargetta e Prezioso. Collabora con Stefano Fisico, nella realizzazione delle interviste ed è rilevante segnalare il suo ruolo di talent scout, manager di eventi ed attivista nella comunità LGBT.

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