GALEFFI: “VORREI SUONARE CON CREMONINI E I DAFT PUNK”

Intervista natalizia al giovane cantautore romano in occasione dell’uscita dell’album “Settebello” e del nuovo singolo “Il Regalo Perfetto”.

Finalmente è uscito il tuo nuovo album in versione fisica. Perché l’hai chiamato SETTEBELLO?

“Beh intanto perche il brano contenuto nell’album, che appunto si chiama Settebello uno dei miei preferiti, e poi sono un grande giocatore di carte… gioco spesso a scopone scientifico e quindi era carino rendere omaggio a questa cosa. Ho imparato dai nonni ma ho anche fatto tornei, l’estate scorsa ad esempio ero sul Lago Maggiore a sfidare diversi pensionati… ero il più giovane, mi sono divertito. Ovviamente mi hanno distrutto ma ho imparato tanto (ride)”.

A questo album hai aggiunto anche un nuovo singolo dal titolo “Il Regalo Perfetto”. Brano dalle sonorità natalizie che insieme al video ufficiale racconta un pò quella che è stata la tua infanzia giusto?

“Guarda inizialmente avrei dovuto fare un video diverso dove ballavo e cantavo, poi invece mi sono accorto di avere un sacco di videocassette di me da piccolo ambientate durante il periodo natalizio e ho proposto quest’idea alla casa discografica. Loro erano molto contenti perciò le abbiamo sviluppate e messe in digitale poi abbiamo montato tutto. Devo dire che mi sono emozionato molto. L’hanno rivisto tutti i miei parenti che si sono messi a piangere. Davvero bello”.

Qual’è il regalo perfetto per Galeffi?

“Eh… bella domanda… guarda sembra una cazzata… ma vorrei che questo diventasse il mestiere che farò per tutta la vita. Potrebbe essere il regalo perfetto che faccio a me stesso, dato che dipende tutto dalle mie canzoni e dall’estro. Poi se ce n’è uno, in particolare, che vorrei trovare quest’anno sotto l’albero… è il desiderio che tutto torni alla normalità per tornare a suonare… mi manca troppo questa cosa. Poi io sono un amante del cibo, sono un mangione e ho la fortuna di essere magrissimo, perciò ho sempre cenato fuori… ora invece mi tocca stare a casa e farmi da mangiare… poi sono pigro… non ho mai voglia di lavare piatti e pentole”.

Ti senti tanto in competizione con gli altri? Chiamala paura o sensazione di non doverti mai fermare e di sentirti obbligato a far uscire sempre nuova musica per stare al passo?

“Ma no… io gli altri non li guardo, già faccio fatica a vedere me stesso e non ce la farei proprio a livello psicologico. Degli altri purtroppo o per fortuna guardo poco, ecco magari mi interesso di cosa stanno facendo gli artisti che ascolto e che seguo in prima persona. Cerco di rispettarmi, è tutto un discorso fatto di equilibrio: se sento che devo stare 10 ore in studio lo faccio, ma se rispettarmi significa vedere un film o uscire col cane o allenarsi seguo questo”.

Che musica ascolti?

“In questo momento mi sono particolarmente innamorato della musica francese e non è detto che in futuro questa non contaminerà la mia. Se vuoi dei nomi ti dico Edith Piaf, Serge Gainsbourg, Francoise Hardy… fino alla stessa Carla Bruni, faccio un viaggio transalpino diciamo. Anche Stromae, nonostante questo sia belga, altro fenomeno. Lui ha avuto un successo enorme con l’album “Racine Carrée” poi ha deciso di sparire… ma lo capisco perché questo non è un mestiere che possono fare tutti. Non è sempre bello essere al centro dell’attenzione, a volte bisogna saper stare in disparte”.

“Non è normale che mi manchi anche il giorno di Natale…” ti riferisci ad una relazione finita o alla mancanza della tua infanzia?

“Ma in realtà è un pensiero aperto a diversi fini… ognuno ci può vedere quello che vuole, io questa canzone, Il Regalo Perfetto, l’ho scritta due anni fa dopo “Mai Natale”, evidentemente sono perfetto per questo periodo. Per indole mi piace di più l’inverno… l’abbigliamento natalizio rispetto a quello da mare, poi molti dei miei cantanti preferiti come John Lennon e i Coldplay hanno fatto pezzi pazzeschi che celebrano questo periodo. Comunque il brano è nato un pò in maniera autoironica e ripeto… nella strofa del ritornello ognuno può immaginare la propria storia”.

Cos’è cambiato da quel lontano 2017, anno nel quale hai esordito con “Scudetto”?

“Ti dirò da quando è iniziata la mia carriera, a differenza di chi crede che con un mestiere del genere ci si possa dimenticare dei veri amici, io mi sono legato a loro ancor più di prima. Come se volessi mantenere sempre di più Marco… alla fine è lui che è arrivato ad ottenere tutto questo primo del nome d’arte, perciò è bene che continui lui su questa strada. Poi ovvio che adesso questo è il mio mestiere col quale mi guadagno da vivere e non è come prima dove timbravo il cartellino e lavoravo in pizzeria, però sono sempre io e non mi sento cambiato per nulla”.

Nonostante la tua giovane età credo tu abbia già iniziato a pensare in grande. Se ti dico Festival di Sanremo?

“Il Festival di Sanremo prima o poi mi piacerebbe farlo, perché comunque mi sento molto italiano… sarebbe un sogno anche solo per far contenti mamma, papà e i nonni. Solo per loro anche se dovessi arrivare ultimo sarei felice lo stesso, non so quando capiterà ma rappresenta qualcosa di concreto che voglio raggiungere”.

Un pregio e un difetto di Galeffi?

“Un difetto è che sono pigro… molto pigro. Per quanto riguarda il pregio invece credo di essere molto bravo ad osservare, a capire, ad accettare ma anche a comprendere. Mi piace far sentire a casa “l’altro”, mi viene spontaneo mettere a proprio agio una persona che incontro per la prima volta, oppure fare da spalla ad una persona che sta vivendo un momento no e ha bisogno di sfogarsi. Tutto questo poi rappresenta il contenuto delle mie canzoni, attimi di vita quotidiana che riporto nei miei brani quindi alla fine il grosso del lavoro lo fanno gli altri non io (ride). Le storie degli altri diventano uno spunto per me”.

Artisti con i quali ti piacerebbe un giorno collaborare?

“Purtroppo molti di quelli con i quali avrei voluto collaborare sono morti, di quelli vivi Cesare Cremonini su tutti, Paolo Nutini… anche con i Daft Punk che secondo me hanno rubato molto dalla nostra musica e poi sono stati bravi a renderla più dance… hanno anche collaborato con Giorgio Moroder per questo lo dico. Un altro artista con il quale collaborerei volentieri è Nicolò Fabi”.

Cosa mi dici del calcio? Sei tifoso?

“Beh certo… tifoso della “maggica”… della Roma. Quest’anno stiamo andando bene, galoppiamo e vediamo che succede. Fonseca non mi dispiace, ci ha messo un pò a carburare… credo abbia un difetto: nelle partite importanti arriva a 30 ma non riesce mai a fare 31. Comunque mi sembra che la squadra lo segua e si diverte soprattutto, la Roma poi è molto giovane quest’anno, diciamo che ha un buon mix di giocatori. E’ un buon anno, non credo per vincere il campionato però siamo li, farei altri due acquisti per allungare la rosa soprattutto la davanti”.

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