FOLCAST: “SANREMO GIOVANI? SIAMO DEI PRIVILEGIATI NEL POTERCI ESIBIRE IN QUESTO MOMENTO”

A tu per tu con il cantautore romano Folcast, a poche ore dalla finalissima di Sanremo Giovani, per parlare del brano in gara intitolato “Scopriti”, prodotto da Tommaso Colliva e composto insieme a Raffaele Scogna, con l’arrangiamento degli archi curato da Rodrigo D’Erasmo.

Eccoci con Folcast, ciao Daniele benvenuto! “Scopriti” è il titolo del brano con cui ti giocherai la finalissima di Sanremo Giovani. Con quale spirito stai vivendo questa attesa?

«Sono carico, nell’ultimo mese sono sempre stato molto concentrato, pronto anche a cantare da un momento all’altro (sorride, ndr). Sono contento di essere qui a Sanremo, è la prima volta per me, anche come turista non c’ero mai stato. Venire qui per giocarmi l’accesso al Festival è una prima volta da ricordare. Suonare il brano con la band, in un momento come questo, sarà tanta tanta roba».

Quali sono gli elementi e le caratteristiche che ti rendono più orgoglioso di questo brano?

«Il fatto che sia molto suonato, con Tommaso Colliva abbiamo preso questa direzione, volevamo far sentire gli strumenti. Questo mi rende orgoglioso, poi c’è Rodrigo D’Erasmo che ha orchestrato gli archi. Sono tranquillo, perchè riconosco il grande lavoro che è stato fatto, è un brano che è nato molto spontaneamente e questa cosa, secondo me, si sente».

“Scopriti” non parla della situazione che stiamo vivendo a causa della pandemia, ma in qualche modo si può ricollegare, perchè racconta la voglia di rialzarsi dopo una caduta, quella solitudine che ci viene imposta o che a volte ci autoimponiamo. Quali pensieri ti hanno indotto questa riflessione?

«Ero a casa, al pianoforte, in una situazione di fermo non voluta o in parte autoindotta, a livello musicale mi sentivo un po’ bloccato. Componendo questo pezzo ho cercato di buttare fuori le sensazioni che provavo in quel momento, è venuta fuori una canzone che parte in maniera soffusa e poi esplode con rabbia sul finale. Successivamente con Tommaso abbiamo aggiunto lo special, una parte emblematica che sottolinea la voglia di uscire da una situazione di immobilità, mostrandosi per quello che si è».

Quale messaggio ti piacerebbe riuscire a trasmettere, attraverso questa canzone, a chi a volte crede di non farcela?

«Cercare il più possibile di pensare in positivo, anche se non è sempre facile. Chi sono io per dare dei suggerimenti a questo proposito? Nel mio caso, il messaggio è che c’è sempre una luce, che se ne può uscire anche in modo migliore, anzi, è solo grazie a queste situazioni che ci si riscopre più forti».

La musica in questo può aiutare?

«Assolutamente sì, lo stiamo vedendo nella situazione in cui ci ritroviamo. Senza musica, senza l’arte in genere, sarebbe tutto ancora più pesante».

Voi ragazzi di Sanremo Giovani, in qualche modo, siete dei privilegiati perché avete la possibilità di fare musica in un momento in cui è tutto fermo. Come ti trovi con gli altri compagni di avventura?

«Quello che dici è vero, siamo veramente dei privilegiati. In un momento del genere, poter cantare dal vivo ed essere supportati da una band è una grande opportunità, quindi dobbiamo salire sul palco del Casinò con tutto il rispetto e l’amore per la musica. Questa situazione ci ha sicuramente unito tra noi ragazzi. Dirti di aver legato con qualcuno in particolare, sarebbe difficoltoso. Alcuni li conoscevo da prima, ma ho familiarizzato davvero con tutti, siamo un gruppo molto affiatato. E’ un po’ come a scuola, sembra di essere tornati in classe! Il clima è molto disteso, tra noi non si avverte alcun tipo di competizione».

Anche perchè, mai come quest’anno, il cast è davvero variegato, non ci sono doppioni e diventa difficile anche fare pronostici. E’ come se partiste tutti dallo stesso piano, no?

«Sono d’accordissimo, ciascuno di noi ha una sua peculiarità, una caratteristica che l’altro non ha. Sarà una finale di Sanremo Giovani molto interessante, ripeto: essere qui è per tutti noi un super privilegio».

Nico Donvito
Nico Donvito
Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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