TAMI, LA DJ “HEALTHY” SCOPERTA DA BIG FISH

“Tami è una dj/producer italiana di origini moldave e vietnamite. Cresciuta con un background hip hop, nel 2017 entra nel roster di Doner Music, label e management, fondata da Big Fish.”

Come ti hanno scoperta?

In quegli anni facevo diverse serate in una discoteca di Milano in zona Corso Como. Il vocalist di quel locale una sera mi disse che c’era una persona interessata a conoscermi e a propormi un nuovo progetto musicale. Come ogni sagittario che si rispetti, mi sono fatta prendere dalla curiosità e ho subito accettato di fare un incontro con “questa persona”. Il giorno dopo ero negli studi di registrazione di Big Fish

Come vi siete conosciute tu e Chadia? Raccontaci un aneddoto divertente nel backstage di una delle vostre serate.

Galeotto fu lo studio di Big Fish. Sono passata un pomeriggio in studio perché dovevo ritirare un pacco ed è il che ho trovato questa piccola nanetta con una grande energia. “Piacere Chadia”, mi disse e subito pensai “dev’essere una pazza questa, good vibes”. Abbiamo iniziato a lavorare insieme e sin da subito si è creata una bella alchimia. Per me Chadia è come se fosse la sorella minore che non ho mai avuto (ci passiamo 5 anni di differenza), ogni tanto la “rimprovero” perché ormai sono portata dalla razionalità, mentre lei dall’istinto.

Aneddoto divertente? Onestamente ce ne sarebbero davvero tanti. Abbiamo fatto più di 100 live in un anno e ti garantisco che per quanti aneddoti potremmo raccontare, potremmo scrivere un libro.

Ricordo uno dei primi live in una discoteca di Lecco: siamo in camerino, andiamo in bagno a prepararci e truccarci, chiudo la porta a chiave e taaac! Rimango con la maniglia in mano: guardo Chadia e mi fa: “Non è vero”. Attimi di panico, perché eravamo anche sottoterra e non potevamo avvisare nessuno con il telefono. Abbiamo iniziato a battere i pugni sulla porta e il nostro tour manager ci ha sentito e liberato.

Ho seguito un tuo Dj set all’Altromondo Studios di Rimini, in seguito allo showcase con Chadia. In quell’occasione suonasti principalmente trap. Tratteresti mai altri generi? Fino a dove riusciresti a spingerti?

Parto dal presupposto che è stato uno dei migliori djset quello di Rimini. Penso che la musica è arte e come tale è bella da ascoltare e suonare tutta. Ogni mio djset è a se. Ovviamente la trap italiana va per la maggiore quando suono con Chadia. 

Io amo la trap americana, quella da ghetto pesante, ma molte volte mi ritrovo a suonare reggaeton, funky Brazil, dancehall, techno, house. Non faccio quasi mai una scaletta prima della serata, il tutto dipende dal pubblico che mi trovo davanti e dalle vibes che mi trasmette al momento. 

Mi piace anche mischiare i vari generi e sperimentare (quando è possibile). Penso che l’empatia sia una delle caratteristiche principali per essere un dj.

Qual è stato il tuo Dj set più bello di questi ultimi 3 anni? 

Sicuramente il djset più bello è stato quando ho aperto il concerto di G-Eazy al Fabrique di Milano. Ero ancora agli inizi del mio percorso e avevo un’adrenalina addosso che prima non avevo mai provato e ogni volta che ci ripenso ho la stessa sensazione, come se fosse appena accaduto. 

Mi ricordo che c’erano 3mila persone, ero agitata perché tutti aspettavano G-Eazy e avevo il timore di non poter piacere. Ma una volta salita su quel palco, dopo l’attimo di silenzio che precede ogni djset, ho ricevuto un calore immenso dal pubblico e ho capito che ero sulla strada giusta.

Tutti si divertivano, cantavano i ritornelli dei pezzi che mettevo, si gasavano per i miei mix, pogavano e già qualcuno al tempo, mi conosceva e diceva il mio nome. 

E’ stato davvero bellissimo. 

Prima o dopo il Dj set, riesci a concederti al pubblico per fare qualche foto e due chiacchiere? O scappi nel backstage?

Cerco sempre di avere il contatto con il pubblico, fare due chiacchiere e qualche foto. E’ bello mantenere un rapporto persona-persona e non solo artista-persona. E’ una delle cose che mi manca di più di questo anno disastroso. 

Raccontaci la tua esperienza a Battiti Live, la kermesse musicale di Italia 1. 

Abbiamo fatto Battiti Live la prima volta l’anno scorso. Era una delle prime apparizioni in televisione, per di più su Italia1.

Io ero agitata, la paura di sbagliare qualcosa davanti ad un pubblico cosi “critico” è sempre tanta, ma l’adrenalina che si ha in circolo prima di salire su quel palco, vedere il pubblico che non vede l’ora dell’esibizione è qualcosa di magico. 

Abbiamo fatto Battiti Live anche quest’anno. Ce la siamo goduta di più anche perché abbiamo passato 3 giorni in Puglia con diversi artisti, abbiamo fatto una piccola vacanzina. E’ stata un’esperienza particolare per la situazione covid, il pubblico distanziato e seduto, non si poteva avere il contatto con i fan, niente foto, niente abbracci, ma nonostante questo il calore del pubblico non è mancato.

Da un pò di anni a questa parte, molti Dj hanno iniziato ad abbandonare lo stereotipo “sex, drugs, rock’n’roll” e a seguire una filosofia più “healthy”. Tu da che parte stai? Hai una routine più salutare o ti lasci andare a qualche peccato?

A dire la verità ho sempre seguito una filosofia “healthy”. 

Non bevo perché sono allergica all’alcool (si, allergica non astemia) quindi quando suono sono sempre lucida. Infatti molti mi chiedono “ma come fai a non bere durante il djset?”, ma non avendo mai provato la sensazione dell’ubriachezza, non è una cosa che mi manca, forse è anche per quello che riesco a mantenere un buon fisico ahahaha 

Di marachelle quando ero più giovane ne ho fatte tante anch’io, ma ora preferisco sfruttare il tempo per crescere lavorativamente e progettare il mio futuro; se prima dopo una serata mi svegliavo alle 2 del pomeriggio, ora mi impongo di svegliarmi almeno per le 10 e di essere produttiva per la mia mente e il mio corpo. Mi piace tenere la mente occupata, sono tornata a leggere libri, cosa che non facevo da anni, studio, mi aggiorno sul corpo umano e sull’esercizio fisico, perché oltre ad essere una dj sono anche Personal Trainer, ricerco nuova musica, suono, sperimento, mi alleno. Sicuramente devo ancora migliorare sull’aspetto dell’healthy food, ma grazie anche a mia suocera sto imparando nuovi piatti.

Osservandoti sui social, sembra che tu sia molto appassionata di moda e spesso è una prerogativa di chi viene dal mondo dell’hip hop. Sei sempre stata così anche da ragazzina, o è una passione degli ultimi anni? 

Non penso che sia una passione ma un life mood. Ogni tanto vedo le foto che mi escono su ig delle nuove tendenze e mode, ma non sono una che ha mai seguito la moda onestamente. Sicuramente prendo qualche spunto, ma non sono una di quelle persone che nell’armadio deve avere il capo firmato se no non esce di casa. Penso che se hai gusto e la giusta attitudine nel vestire e portare un outfit puoi mettere anche una busta della spesa addosso e fare più “scena” di una persona che si mette 8 firme diverse addosso no Sense. Mi piace molto essere camaleontica: un giorno posso vestire come un ragazzo e l’altro invece infighettarmi e Beyonce levate. Tutto dipende da come mi sveglio la mattina e quale delle mie personalità prevale.

Razzismo, femminicidio, violenza, omofobia, bodyshaming. Sembra che questo 2020, ci abbia sbattuto in faccia tutto quello che facevamo finta di non vedere e che solo in pochi denunciavano. So che sei una ragazza molto sensibile alle tematiche sociali, quali di queste ti colpisce di più? Raccontaci la tua esperienza a riguardo. 

Penso che si faccia finta di non vedere o che si pensi che niente di questo ci riguardi da vicino. Ho diverse amiche e conoscenti omosessuali e transgender e le offese che ricevono sono all’ordine del giorno. Ma penso che gli hater siano i primi fan: persone represse, tristi e infelici della propria vita che devono buttare merda addosso agli altri pensando di essere migliori, ma che in verità sono i primi a non sentirsi davvero se stessi. Da piccola andavo in vacanza per i tre mesi estivi nel paesino dove è nato mio padre, da mia nonna, capitava che passeggiando per strada alcuni ragazzini mi chiamassero “cinese” (che poi non ho ancora capito che insulto potesse essere questo), o mi dicessero “vai via, qui non ti vogliamo” in dialetto. Sai cosa ho fatto? Ho imparato il loro dialetto e quando sentivo dirmi queste cose rispondevo a tono. Negli anni mi hanno affibbiato nomignoli come “tavola da surf, senza tette, senza culo, Voldemort, anoressica, piatta, sfigata, scopa, palo della luce”. Chi più ne ha più ne metta.. Se inizialmente queste parole un po’ mi ferivano, lo ammetto, con gli anni ho imparato a fregarmene altamente di quello che le persone potessero pensare di me. Tanto è più facile giudicare gli altri e criticare, piuttosto che pensare 2 volte prima di parlare o non parlare proprio. Penso che le critiche, quando costruttive, siano meglio di un complimento, ma finche le persone ti giudicano per il tuo aspetto fisico non meritano nemmeno di essere prese in considerazione, oppure si può giocare con l’ironia e il cinismo, che tanto non verranno mai capiti da certi commenti ignoranti. 

Il succo è che devi essere convinto di te stesso, di quello che vuoi essere nella tua vita e degli obiettivi che vuoi raggiungere. 

Instagram

https://www.instagram.com/tatamigram/?hl=it

Milla
Milla
Milla è una DJ che da 13 anni suona nelle più importanti consolle LGBT del mondo, tra cui Matinée - Circuit Barcellona, USA, Canada, Portogallo, Germania, Francia, Svizzera. Ha all'attivo oltre 2000 parties e ha suonato per tanti anni al Cocoricò di Riccione con i più grandi al mondo della scena elettronica: Afrojack, Martin Garrix, Axwell, Ingrosso. In Italia è stata la Dj addetta agli opening set del Deejay Time on tour, nelle piazze di tutta Italia, con Albertino, Molella, Fargetta e Prezioso. Collabora con Stefano Fisico, nella realizzazione delle interviste ed è rilevante segnalare il suo ruolo di talent scout, manager di eventi ed attivista nella la comunità LGBT.

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