FABIO INGROSSO: “SONO UN MATTO TOTALE, MI PIACE L’ARTE A 360 GRADI”

Un artista che sfrutta la propria voce a 360 gradi. Cantante, speaker radiofonico e giudice di All Togheter Now, abbiamo intervistato FABIO INGROSSO in occasione dell’uscita del suo nuovo singolo “FUOCHI D’ARTIFICIO”.

In questa canzone parli di un momento speciale come il capodanno e di una storia d’amore finita. Parli di esperienza personale o di qualcosa che nella vita può capitare?

“Assolutamente parlo della mia vita, parto sempre dal mio vissuto quando scrivo una canzone. Non so altri come facciano ad inventarsi storie senza basarsi su loro stessi, nel mio caso il cuore della storia è totalmente autobiografico.”

Nel video ufficiale del brano tu paragoni i tuoi diversi stati d’animo alle stanze di questa villa meravigliosa. Qual’è la relazione?

“E’ un brano che vive di contrasti e personalmente non volevo che il video fosse didascalico. Dato che amo l’arte, soprattutto quella contemporanea, parlando coi miei registi gli ho detto che mi sarebbe piaciuto non solo allontanarmi dal testo e quindi cantare solo in una stanza, ma vivere anche di altre situazioni che potrebbero stare al Guggenheim ad esempio. C’è questa ballerina con le frange che rappresenta la mia rabbia e delusione, lo scoppio del mappamondo perché capodanno lo si festeggia dovunque. Poi il tempo, perché quando finisce una storia è come se si disintegrasse e non restasse più nulla.”

Professionalmente parlando, sei una vera “macchina da guerra”. Cantante, speaker radiofonico, giudice nel programma All Togheter Now e anche docente. Come fai a fare tutto mantenendo anche un determinato livello?

“Ma perché io sono un matto totale!, sono sempre stato così. Amo l’arte a 360 gradi e soprattutto l’idea di spingermi sempre oltre e imparare cose nuove, sono curioso. Non mi piace improvvisarmi, quindi qualsiasi cosa faccio ci vado dentro, studio e mi informo.”

Da dove arriva la passione che ti ha portato a fare tutto questo?

“Guarda io sono cresciuto tra l’Italia e gli Stati Uniti, precisamente a Dallas, e qui mi sono aperto a questo mondo. Andavo spesso a teatro, a New York per vedere gli spettacoli di Broadway e in queste occasioni assorbivo qualsiasi cosa vedessi e ascoltassi. Dal balletto, alla prosa fino al musical, amo tutto il teatro, e così anche la musica che si evolve ispirandosi al momento.

Milano o Dallas? A quale sei più legato e cosa ti hanno dato, a livello personale ma anche artistico, la cultura italiana e americana?

“Guarda io mi ritengo molto fortunato, passavo dall’ascoltare Battisti e Dalla alla radio con Johnny Cash e i grand artisti del soul. Sono come un “polpettone”, nato a Milano, da genitori pugliesi tra Milano e Dallas… ho passato molto tempo con quest’amica di mia mamma americana, mi hanno preso sotto la loro ala diciamo.

Per non farti mancare nulla hai anche recitato nel musical “Sette Spose per Sette Fratelli” con Tosca per la compagnia della Rancia. Che esperienza è stata?

“E’ arrivata all’improvviso, devi sapere che a Dallas ho studiato davvero di tutto: tip tap, danza classica, recitazione, canto… poi sono tornato in Italia, avevo 19 anni, vado ad una lezione di canto e l’insegnante mi dice che il girono seguente ci sarebbero state le audizioni per questo musical. Vado, mi prendono e da lì ho capito che avrei continuato a coltivare le mie ambizioni in Italia e non negli Stati Uniti. Pensa io ero stato preso come uno dei fratelli e mi ricordo he correvo dietro le quinte per cambiarmi e far in tempo ad ascoltare Tosca. Ha una voce di burro fantastica che ti entra nelle orecchie e ti avvolge.

Ad un certo punto nella tua vita arriva anche la radio.

“Anche questo è stato un passaggio nel tempo. Lasciando il teatro ho iniziato solo a cantare e anche qui sono stato molto fortunato perché tramite una persona del musical ho fatto un provino per fare dei cori alla Best Sound, casa discografica degli Articolo 31, mi prendono e da li inizia tutto. La musica però non mi dava da mangiare quindi ho fato dei corsi di speakeraggio, sono diventato voce ufficiale di MTV Italia, da li Radio 105 mi aveva sentito e poi ci sono arrivato. Questo è stato un pò il percorso.”

Capitolo “All Togheter Now”, un programma completamente nuovo per la televisione italiana. Che giudice sei?

“Sono molto felice di farne parte, intanto perché apprezzo molto il format perché non è un talent che ti promette un contratto discografico. Tu fai vedere quello che sai fare, poi grazie ad un grande Roberto Cenci, regista e direttore artistico, tutti hanno la possibilità di partecipare… non c’è limite di età, di nazionalità. Sono un giudice che si alza e dimostra la sua approvazione se riesci a farmi entrare nel tuo mondo

Lo strumento più importante che utilizzi è la voce. Come te ne prendi cura?

“Col tempo ho imparato a conoscere il mio corpo, bisogna sapersi ascoltare. Quando c’è qualcosa che non va, e senti che stai spingendo troppo è li che devi mettere un freno, molti invece continuano a spingere ed è li che fai male alle corde vocali. Ci sono anche tanti piccoli rimedi come i fumenti per quando devi cantare o il propoli.”

Per il 2021? cosa ti aspetti?

“Mi aspetto un anno delle prime volte, non ho intenzione di fermarmi perché ho voglia di finire questo EP sul quale sto lavorando da un pò di tempo. Ho voglia di fare le cose per bene e di fare musica che mi rappresenti al 100%, la sfida sarà, dopo aver fatto uscire il video di Fuochi d’Artificio, mantenere lo stesso livello.”

Chiudiamo con un commento sul prossimo Festival di Sanremo, dato che tu insegni anche presenza scenica ad Area Sanremo con la tua masterclass.

“Sono molto contento, prima di tutto che si faccia, anche perché Sanremo è una macchina che non deve fermarsi per una quantità di ragioni innumerevoli. Ci sono tantissimi musicisti che non stanno lavorando causa Covid perciò è fondamentale. Bello vedere come Amadeus voglia “svecchiare” il festival e dargli un respiro più moderno e attuale. Non vedo l’ora di sentire Madame, Fedez con Francesca Michielin e Random.”

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