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PAOLO SIMONI: “SI POSSONO ANCORA FARE DISCHI IN UNA CERTA MANIERA”

Dieci canzoni sospese nel tempo, parole rese immortali dal suono del pianoforte. Questo e molto altro ancora è “Anima”, il nuovo disco di Paolo Simoni
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Dieci canzoni sospese nel tempo, parole rese immortali dal suono del pianoforte. Questo e molto altro ancora è Anima, il nuovo disco di Paolo Simoni

Partiamo da “Anima”, quali riflessioni e quali stati d’animo ti hanno accompagnato durante la fase di composizione di queste dieci tracce?

«Ha albergato in me il sentimento di riuscire a portare a casa un disco autentico e onesto, volevo trasmettere veridicità. Il mio pensiero è che si possono ancora realizzare dischi in una certa maniera, che non bisogna avere paura a farli, mettendo al centro della scena le canzoni e il pianoforte. “Anima” è un disco che risponde più alla musica che al commercio. Proprio per questo non c’è stato alcun tipo di editing, il computer l’ho utilizzato solo come registratore, incidendo ogni singola traccia più volte fino a quando non mi procurava soddisfazione».

La musica, secondo te, è ancora in grado oggi di veicolare questo tipo di tematiche? O meglio, la gente ha ancora la “pazienza” di mettersi lì ad ascoltare il significato profondo di un disco come questo?

«C’è una nicchia di persone che ancora lo fa, ma la moltiplicazione delle uscite quotidiane oramai ha intasato il sistema, perchè tutti i giorni escono singoli o dischi. Me ne accorgo anche da fruitore, non faccio in tempo ad innamorarmi di un album che dopo dieci minuti ne esce un altro. L’attenzione all’ascolto diventa un problema anche per chi la vuole ascoltare la musica. Però, questo non deve lasciare gli artisti corrompersi, bisogna cercare di vivere il proprio tempo, raccontandolo attraverso la musica e le parole, facendolo nella maniera più onesta possibile».

Quali sono gli elementi le caratteristiche che ti rendono più orgoglioso di questo tuo nuovo album “Anima”?

«Il fatto di essere riuscito solamente con il pianoforte a realizzare le mie canzoni. Utilizzare questi ottantotto tasti e la mia voce per poter comunicare senza orpelli aggiuntivi, con pochi elementi. Lavorare in sottrazione è molto complicato, è più facile aggiungere che togliere».

Paolo Simoni | Videointervista

© foto di Ray Tarantino

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