DAVIDE SHORTY: “L’ORCHESTRA DI SANREMO MI HA SPETTINATO”

Intervista al cantautore palermitano Davide Shorty, a poche ore dal suo debutto sul palco di Sanremo 2021, categoria Nuove Proposte, con il brano Regina

Davide Shorty Regina

In che modo stai esorcizzando questa attesa?

«In realtà sto semplicemente finendo il mio disco, lavorando a tanta nuova musica. Mi sto prendendo cura di me, ho ripreso ad allenarmi, cerco di mangiare bene, dedicando ogni giorno un po’ di tempo alla meditazione. Evito di strapazzarmi, tutto qui».

La meditazione per Sanremo serve sempre, anche se quest’anno sarà un Festival diverso dagli altri. Tu come te lo immagini?

«La cosa che mi rattrista un po’ è che ci sarà l’assenza delle jam, di tutte quelle situazioni collaterali al Festival. Non poterlo fare, toglie una piccola parte di magia a quella settimana lì. Allo stesso tempo, è anche un modo per restare più concentrati sull’esibizione, perchè con il solito contorno sanremese il rischio è quello di distrarsi un po’. Quando penso a Sanremo, mi immagino le strade piene di gente, musicisti che suonano a destra e a manca, i giornalisti, il tappeto rosso e tutte quelle cose lì. Onestamente non so cosa aspettarmi, ma va bene così, vivo questa esperienza con uno spirito positivo, sono disposto ad accettare tutto».

A parte la possibilità di creare delle jam session su Clubhouse, come stanno andando le prove con l’orchestra?

«Meravigliosamente, il muro sonoro dell’orchestra mi ha spettinato, mi ha fatto davvero del bene. Sapevo che avrebbe mosso qualcosa di veramente forte dentro di me, ma l’effetto dal vivo va al di là di ogni immaginazione. Spero che la resa sia al 100%, perchè si è creata una bellissima sintonia con i sessantacinque musicisti, una bellissima atmosfera».

Quanto è cambiata “Regina” con la nuova partitura orchestrale?

«Non è cambiata tantissimo, ma il suono dell’orchestra permette una partitura un po’ più larga. Abbiamo cercato di sfruttare il più possibile ogni sezione, per fare in modo che il brano ne venisse fuori in maniera ancora più potente. Devo tanto a Carmelo Patti perchè, insieme a Tommaso Colliva, ha tessuto un vestito da serata di gala perfetto. Da questo punto di vista mi ritengo molto soddisfatto e fortunato di lavorare con professionisti che hanno una visione molto simile alla mia».

Cosa ti rende più orgoglioso di questo pezzo?

«Il sound. Essendo un genere che non è stato molto presente a Sanremo nel corso degli anni, mi farebbe piacerebbe che le persone potessero incuriosirsi su questa parte dell’hip hop un po’ più soulful, un po’ più contaminata dal jazz e dal funk, più distante da generi che oggi vanno per la maggiore, come ad esempio la trap».

Ci sono degli episodi e delle canzoni che ti legano a questa manifestazione?

«Sicuramente ci sono un paio di canzoni che mi legano al Festival, una fra le tante è “Di sole e d’azzurro” di Giorgia, ma anche “Salirò” di Daniele Silvestri, fino ad arrivare a “Ho amato tutto” di Tosca dello scorso anno. Una canzone che, sin dal primo ascolto, mi ha sconvolto emozionalmente, come non mi accadeva da tanto tempo».

Chi stimi in maniera particolare tra i big in gara quest’anno?

«Tra i big ci sono tanti amici, in primis Ghemon, che considero un mentore da tantissimi anni, per lui faccio un tifo sfegatato. Poi, conosco molto bene Dimartino, un mio concittadino, proprio come Dario Mangiaracina de La Rappresentante di Lista. Sono particolarmente contento che ci sia in gara una bella fetta di Palermo. Infine, stimo tantissimo anche Gaia e Francesca Michielin, oltre a Willie Peyote per la sua penna, così come Madame, nonostante faccia un genere un po’ distante dal mio».

In un momento storico così particolare, cosa ti piacere riuscire a infondere nel pubblico che da casa ascolterà la tua canzone?

«Sicuramente è un grande privilegio e una grande responsabilità poter far musica in un momento come questo. La mia è una canzone che parla d’amore e di consapevolezza, della luce che ciascuno di noi custodisce al proprio interno. Spero di riuscire a trasmettere positività, motivazione, allegria e solarità».

© foto di Alberto Romano

Nico Donvito
Nico Donvito
Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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