FOLCAST: “SPERO DI SMUOVERE E DESTABILIZZARE L’ANIMO DI CHI ASCOLTA”

Intervista al cantautore romano Daniele Folcarelli, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Folcast, per parlare della sua partecipazione a Sanremo 2021, categoria Nuove Proposte, con il brano “Scopriti”

Folcast SANREMO 2021

Come stai vivendo questa attesa e in che modo la stai esorcizzando?

«Cerco di vivermela al meglio, provando a mantenere un po’ di calma. Negli ultimi giorni l’ansia sta salendo, effettivamente questa esperienza ha un peso dentro di me. Per esorcizzarla, sai, non è che abbia dei rituali particolari, cerco di distrarmi pensando ad altre cose. Gira e rigira, però, il mio pensiero va sempre al Festival (sorride, ndr)».

Come stanno procedendo le prove con l’orchestra?

«Molto bene, sono state una rivelazione. Non avevo mai avuto la possibilità di avere a che fare con un’orchestra con così tanti elementi, già questo vale tutto il cammino. Sentire gli archi, i fiati e il resto degli strumenti, intonare insieme la tua canzone è un’emozione unica, oltre che una grande opportunità».

L’arrangiamento orchestrale ha in qualche modo cambiato la visione finale del pezzo?

«Direi di no, è molto fedele alla versione originale, perchè la struttura della canzone già prevedeva i fiati e gli archi. Abbiamo lavorato un po’ sui cori, ma non abbiamo stravolto la canzone, proprio com’era stato a sua volta per partecipare a Sanremo. Il risultato doveva essere bello a prescindere da quello che ci avremmo fatto».

Come te lo immagini questo Festival un po’ atipico?

«Essendo il mio primo Festival non ho un metro di paragone, se non con quelli che ho visto negli anni passati dalla televisione. Avrà un impatto diverso, sto imparando ad immaginarmelo, ad entrarci un po’ dentro, grazie anche all’esperienza con AmaSanremo, ma immaginarsi realmente quest’anno come sarà è impossibile. Un’edizione sicuramente unica nel suo genere».

Ci sono degli episodi, degli aneddoti e delle canzoni che ti legano a questa manifestazione?

«Sicuramente tanti, penso ad esempio al 2001, “Luce” di Elisa è una canzone che mi è piaciuta molto. Sicuramente anche Daniele Silvestri che, nel 1995 con “L’uomo col megafono“, è stato un po’ precursore di un certo modo di esibirsi, con un’esecuzione scenica un po’ accattivante e avanguardista, particolare per quei tempi. Per tornare a tempi più recenti, penso a “Il solito sesso” di Max Gazzè del 2008 e “Sai (ci basta un sogno)” di Raphael Gualazzi del 2013, fino a “Ho amato tutto” di Tosca e “Fai rumore” di Diodato dell’ultimo anno».

Tra i big di quest’anno chi segui in maniera particolare?

«Seguo particolarmente Fulminacci, mi piace molto come canta e come scrive, poi anche Random, ma anche Ghemon, Willie Peyote, Max Gazzè e sono molto curioso di Colapesce Dimartino come accoppiata, secondo me possono tirar fuori qualcosa di magico dal cilindro. Un cast super variegato che viene dall’underground, per cui sono contento di farne parte a mio modo».

Cosa dobbiamo aspettarci dalla tua nuova musica?

«Con Tommaso Colliva lavoriamo da tempo altre canzoni, uscirà sicuramente nuova musica che, a tutti gli effetti, è pronta. Non vedo l’ora, sono curioso della reazione del pubblico. Sono super convinto del loro valore, stiamo facendo un bellissimo lavoro. Non so dirti quale sarà la forma, ma dopo Sanremo arriverà sicuramente altra nuova musica».

In un momento storico complicato come quello attuale, cosa ti piacerebbe infondere con la tua canzone a chi a volte crede di non farcela?

«Cercare il più possibile di pensare in positivo, anche se non è sempre facile. Chi sono io per dare dei suggerimenti a questo proposito? Nel mio caso, il messaggio è che c’è sempre una luce, che se ne può uscire anche in modo migliore, anzi, è solo grazie a queste situazioni che ci si riscopre più forti. Per quanto mi riguarda, cerco sempre di dare un messaggio di speranza, rispetto ai tempi che corrono, rispetto a quello che ognuno sta vivendo nella propria battaglia quotidiana con se stesso. Non ho dei consigli da dare con la mia musica, spero solo di riuscire a smuovere e destabilizzare l’animo di chi ascolta».

La musica in questo può essere d’aiuto?

«Assolutamente sì, lo stiamo vedendo nella situazione in cui ci ritroviamo a causa della pandemia. Senza musica, senza l’arte in genere, sarebbe tutto ancora più pesante».

Folcast SANREMO 2021

© foto di Chiara Mirelli

Nico Donvito
Nico Donvito
Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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