IRAMA: “COME UNA TAVOLOZZA SEMPRE IN MOVIMENTO”

Irama torna a Sanremo con il brano “LA GENESI DEL TUO COLORE”. Dopo i risultati del singolo “Mediterranea”, canzone più ascoltata del 2020 su Spotify oltre che triplo platino, e l’Ep Crepe, certificato oro, Eè normale aspettarsi un risultato diverso dal settimo posto ottenuto nell’edizione del 2019.

“La Genesi del tuo Colore” è un inno alla vita con un legame molto forte con la sofferenza: nasce qualcosa dentro di noi che fa scoppiare il colore e fa tornare a scorrere la vita. Come ci sei riuscito in un momento così difficile?

“Secondo me il colore rappresenta la vita, non per forza qualcosa di gioioso, ce ne sono diversi: il bordeaux che mi fa venire in mente la carnalità, la passione ma anche qualcosa di cruento, come il sangue, qualcosa di reale. Poi i colori più morbidi, più accesi, più tristi. La vita è fatta di tanti colori, piano piano è una cosa che continua a girare, una tavolozza che continua a cambiare.”


La produzione del brano è firmata Dardust e il tuo musicista storico Giulio Nenna. Potrebbe preannunciarsi come un altro tormentone estivo fuori stagione?

“La cosa figa che stiamo riscontrando in questi anni è che non esistono più le stagioni, anche nella musica è cosi per me. Quando ho visto che “Mediterranea” a dicembre era ancora in classifica ai vertici, o “Crepe” che era comunque un pezzo del mondo più latin, ho capito che ormai non conta più il pezzo estivo o non estivo. Con Dardust e Giulio abbiamo fatto qualcosa che suonasse all’unisono con tanti ingredienti; un brano che può risuonare ad un festival di musica elettronica  m che può dare emozioni più malinconiche.”

Cyrano di Guccini, sei tu? I contenuti di questa canzone vanno un pò fuori da quelli dei tuoi coetanei su TikTok e instagram. Ce l’hai con loro?

“No, ma è incredibile questa domanda perché la cosa ancora più assurda sai qual è? è che Cyrano è un attacco anche a me stesso, è la canzone che mi rappresenta a pieno. I giornali e i media dovrebbero sostenere a pieno questa roba dei giovani italiani che vogliono raccontare l’Italia all’estero. Sanremo va visto come Sanremo, ma anche come Eurovision perché è lo sbocco sull’estero. Sai la rivoluzione è sempre fatta da pochi, piano piano… dobbiamo essere i primi. Tanti di noi voglio affacciarsi su questo nuovo mercato e io li appoggio totalmente.”

Nel tuo ultimo Sanremo c’è stata un pò di delusione perché avevi grande aspettativa nel brano “La ragazza dal cuore di latta” con un argomento molto forte. Con che spirito hai affrontato questa edizione?

“Sicuramente da quel punto di vista è stato un po’ più difficile, quando vedi che sei primo in radio, primo ovunque, primo in classifica, youtube, spotify… quando vedi quelle robe li è ovvio che hai aspettative. Il brano comunque ha ottenuto molto riscontro e una grande risonanza perciò non ho la pretesa di aspettarmi qualcosa. La affronterò bevendomi un gintonic, andando a cantare e a fare musica.”

Da allora hai cambiato anche team lavorativo. In cosa pensi di essere cresciuto e migliorato grazie a loro?

“I team vanno e vengono, secondo me tutto ha il suo corso ma l’importante è avere rispetto delle persone con le quali hai lavorato. Spesso ci sono incomprensioni, situazioni difficili da gestire però più cresco più mi rendo conto che la sincerità, la trasparenza e la riconoscenza sono fattori fondamentali. Ho deciso di cambiare, avevo bisogno di prendere un’altra strada che mi sta aiutando a crescere ancora di più, dall’altra parte più vado avanti, ma anche le persone intorno a me te lo potranno confermare, più capisco che il team è qualcosa di fondamentale. Devi sempre tenere un po’ il timone della barca e più cresco più questo timone è difficile da mantenere perché le responsabilità aumentano sempre di più. Bisogna avere il famoso pelo sullo stomaco.”

Nonostante la pandemia è stato un grande anno per te grazie all’EP Crepe con il singolo Mediterranea. Che lussi sei riuscito a concederti?

“No, zero, io non faccio quasi mai vacanze, al massimo quattro giorni poi mi rompo le scatole perché ho bisogno di fare, sono in un periodo della vita in cui non riesco a guardarmi indietro perché mi viene l’ansia. Lo farò quando sarò più vecchio. L’unico lusso che riesco a concedermi è stare con le persone a cui voglio bene quando riesco a staccarmi da tutto questo e vivere la quotidianità, che sembra una cavolata non è che non la viva, però faccio più fatica nel momento in cui do priorità al lavoro. Vivere la quotidianità per me è la cosa più semplice e sincera. Spesso penso a mio nonno che mangia il pane con le noci, probabilmente gli ricorda la semplicità ed è la cosa migliore che ci sia, quindi diciamo che io cerco più il pane con le noci che andare nel resort a fare le vacanze. Quello lo farò più avanti quando avrò tempo.”

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