ORIETTA BERTI: “ANDARE A SANREMO E’ UN PO’ COME TORNARE A CASA”

A cinquantacinque anni dall’esordio, Orietta Berti si racconta alla vigilia del suo dodicesimo Festival, in gara quest’anno con Quando ti sei innamorato. Solare e molto disponibile, per sentirsi completamente a suo agio, ci ha chiesto di darle del tu

Orietta Berti Sanremo 2021

In questi ultimi anni ti abbiamo vista ricoprire ruoli diversi: opinionista, inviata, ballerina, cuoca e sei stata anche unicorno a “Il cantante mascherato”…

«Sì (ride, ndr), quella è stata proprio una bella esperienza. Quest’anno i Ricchi e Poveri non respiravano dentro la loro maschera, ma anche io avevo dei problemi nella passata edizione, perchè la testa dell’unicorno era talmente pesante che non riuscivo a mantenere l’equilibrio! Allora ho pensato di farmi fare due scarpe tipo zattera, talmente pesanti che mi tenevano dritta. Naturalmente non potevo muovermi, non ero disinvolta, la cosa importante per me era non cadere».

Ecco, ne hai fatte di cotte e di crude, quindi questo Sanremo lo vivrai un po’ come la chiusura di un cerchio?

«Esattamente, è un po’ come se avessi fatto il giro lungo per poi tornare a casa. Come tutte le cose importanti della mia vita, anche in questo caso hanno deciso gli altri per me. Da ragazzina ho cominciato con le canzoni di Suor Sorriso che non volevo cantare, fino ad arrivare a questo Festival, perchè sono ventinove anni che rifiutavo di andarci. Mi hanno convinto perchè era l’unico modo per promuovere il cofanetto per i miei cinquantacinque anni di carriera. Così, eccomi qua. Il cerchio si è chiuso, sono tornata a casa, anche se non è più la stessa di prima, perchè è molto più moderna e astratta. Un tempo c’erano le giurie, oggi si vota con i telefonini».

Ma se hai superato anche il sistema di voto con le schedine del Totip negli anni ’80, non ti farà di certo paura il televoto?

«No di certo, però quest’anno ci sono tanti personaggi che, chiedo scusa, non conosco. Sono famosi perchè hanno tanti follower, diciamoci la verità. Anche se porteranno canzoni sicuramente belle e attuali. Non sarà sicuramente facile per me, questo sarà il primo ostacolo, però vado lì consapevole che ci saranno comunque tante persone che mi sosterranno».

Eppure i bookmaker ti quotano bassissima

«Sai, quello è sempre un discorso legato ai numeri, alla popolarità che noi cantanti abbiamo sul web. Gli scommettitori sanno già che, molti ragazzi in gara, hanno una rete di votazione dieci volte superiore alla mia. Sono consapevole di essere molto amata, ma i miei follower non sono certo quelli di Fedez. Comunque sia, torno al Festival per presentare la mia canzone e sono sicura che la gente l’apprezzerà molto. Alle prove i musicisti mi hanno applaudita, hanno apprezzato l’arrangiamento del Maestro Campagnoli, alcuni di loro mi hanno anche detto: “finalmente suoniamo della musica”».

Orietta Berti Sanremo 2021

Ma i famosi peperoncini che sei solita usare per schiarirti la voce, sono dolci o piccanti?

«Sono piccantissimi, devono esserlo per pulire le corde vocali. Quelli che uso io provengono dall’orto della mamma di un mio amico di Vasto, sono lunghi e hanno la buccia molto sottile, quindi sono molto digeribili. Ho tre freezer in casa dove conservo un sacco di peperoncini di quella qualità, ne prenderò una decina e li porterò sicuramente con me a Sanremo. Sai, c’è chi usa il cortisone, io preferisco questo metodo naturale, l’effetto è lo stesso».

A proposito di piccante, tra i cantanti in gara quest’anno, chi è secondo te il più sexy? 

«Ma non li ho mica visti! Ho guardato solo delle foto dove c’è la faccia e il mezzobusto, ma una persona la devi vedere in presenza, dipende molto da come ti muovi, dallo sguardo, per giudicare se è una persona sexy oppure una persona normale, ecco. Diciamo che il mio prototipo ideale di uomo è George Clooney e quest’anno, spiace dirlo, non c’è nessuno che somiglia a lui in gara (ride, ndr)».

Cambiando completamente discorso, com’è cambiato negli anni il tuo rapporto con la spiritualità?

«Si è rafforzato, perchè molti dei miei amici più cari sono sacerdoti, con loro ho un colloquio più intenso della fede. Anche se mi rammarico di non avere molto tempo per andare a messa, prego molto. Sono serena, sto bene, mi ritengo fortunata, perchè nei momenti di difficoltà è importante avere un appoggio, una speranza».

Nico Donvito
Nico Donvito
Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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