MALIKA AYANE: “MILANO SEI SETTANTOTTO CITTA’ INSIEME”

Malika Ayane torna al Festival di Sanremo per la quinta volta. Ad ogni partecipazione ha sempre lasciato un segno e anche in questa occasione una delle voci di rifermento del cantautorato raffinato e contemporaneo non mancherà di farlo con “TI PIACI COSI QUI’”, un brano diverso da quelli presentati nelle edizioni precedenti che in più occasioni le hanno fatto conquistare il premio della critica.

In che momento della tua vita è nata “Ti piaci così”?

<<È nata in questi giorni l’anno scorso , giusto un attimo prima della chiusura.

E’ una storia molto divertente, ero andata a Berlino insieme a mia sorella, che vive in Inghilterra e con cui ci ci incontriamo ogni tanto da qualche parte per non essere troppo ripetitive>>

Quindi che è successo?

<<Ci siamo prese un po’ di tempo, un fine settimana per stare noi senza fidanzati, e siamo andate a ballare in questo posto dove era una vita che volevo andare, ed è un locale un po’ fighetto ma molto interessante che è sotto un ponte della u-bahn Friedrichstraße>>

L’Inizio non è male in effetti.

<<Ci apre un signore con il cilindro e c’era uno dei De La Soul che metteva i dischi quella sera, è stato un weekend strepitoso, 32 ore passate insieme e vissute istante dopo istante. Al mio rientro mi sono ritrovata nella situazione opposta , a cena con quelli che vanno a mangiare con il cartonato del famoso e non gli frega nulla delle persone che ha di fronte>>

E che hai fatto?

<<Dopo una situazione al limite del grottesco mi sono alzata , ho pagato il conto e me ne sono andata . Dipo tanto tempo il giorno dopo mi sono trovata a fare la prima riflessione su quanto sia importante la qualità di quello che fai , non ci sia tempo per assecondare troppo la vanità o altre cose degli altri, dobbiamo pensare a stare bene , perché in un attimo può cambiare tutto>>

Una perfetta riflessione quest’ultimo anno, se non l’avessi fatta precedentemente .In tutto questo quali sono state le tue valvole di sfogo in un anno così strano?

<<Per fortuna ho il sacco a casa, me lo ha regalato il mio fidanzato l’anno scorso per Natale, quindi senz’altro dare un po’ di pugni mi ha aiutato, 

mi sono auto sedata, infatti tendo a dirlo sempre più volentieri perché tante persone ho capito che si sono sentite nello stesso modo, talmente smarriti che vai in riserva energetica di emozioni per non stare male, per non sentire quella consapevolezza d’impotenza che a volte può schiacciare>>

Quando invece si è tornati ad una speudo- normalità?

<<Nel momento in cui ci hanno liberato mi sono sfogata stando il più possibile all’aria aperta, in mezzo alla natura, camminando e facendo tutto quello che mi piace, un po’in prospettiva di quella che sapevo sarebbe successo, ovvero una seconda chiusura anche se più misurata. Mi sono abbuffata fino alla fine di settembre, andavo al cinema tutto il giorno, sono andata a vedere qualsiasi cosa>>

Questa canzone potrebbe essere anche un bellissimo messaggio per un figlio adolescente sempre più legato ad un mondo virtuale e meno reale? 

<<Io non sono una grande fanatica dei messaggi nelle canzoni, nel senso che secondo me le canzoni possono raccontare delle cose in cui uno si immedesima e poi la interpreta come vuole. Questa cosa l’avevo sentito dire a Bob Dylan tanto tempo fa ,quello a cui servono le canzoni è dare abbastanza popolarità ai cantanti perché poi possano dare dei messaggi>>

Insieme ad Arisa, Annalisa, Ermal Meta, Francesco Renga, Gazzè e Noemi, siete i veterani del Festival, i rappresentati di un certo tipo di pubblico più vicino al disco fisico, all’ascolto radio piuttosto che allo streaming, diretta conseguenza dei tempi che cambiano?

<<L’ho sentita anche io questa cosa, è stato interessante vedere come siamo ormai la barricata vecchia, me ne sono resa contro mentre mi facevano un’intervista del fatto che quando si parla dei mie platini (ma non per fare ne la figa ne la vecchia bacucca), parliamo di copie comprate, proprio la scelta di uscire di casa, andare, vestirsi andarsi a comprare il disco, andare alla cassa, vedere quanto costa>>

Ti fa proprio strano, eh?

<<Ci sono proprio due tipologie di ascoltatori a mio parere, il consumatore e il devoto. Per esempio Dimartino e Colapesce hanno una storia lunghissima fatta di dischi fisici venduti , magari di streaming usato diversamente, e forse hanno fatto un campionato di diversa , però appartengono alla stessa categoria. 

Altri esempi?

<<Anche i Coma Cose non è vero che piacciono ai ragazzini, piacciono anche ai ragazzi però la spaccatura con l’accetta che hanno dato quelli dello streaming che o funziona una cosa o l’altra la trovo un po’ troppo drastica. Io penso a Gazzè , perché con Max ci conosciamo che faceva le robe che andavo alle scuole medie ed è freschissimo, non buca mai un tour, è sempre stimato>>

Quindi che festival sarà?

<<Sarà un festival molto streaming per quello che riguarda la radio. Si, si gioca zero a zero, però la cosa bella che era successa che già stesse cambiando al di là delle ironie. Radio Zeta ha investito un sacco su quella che consideriamo la musica alternativa proprio per approcciare un target, e l’anno scorso il disco nuovo di Colapese e Dimartino lo passavano praticamente solo loro, ed era bello.

Quest’anno cos’hai in mente per la serata dei duetti ?

<<Ho un’idea bellissima ma non so se si può realizzare, visto che Elvis Costello non me lo fanno invitare neanche quest’anno, ma finalmente hanno una scusa ragionevole, ho un’idea interessante di performance però sai che navighiamo a vista , bisogna prepararsi ad accontentarsi della sottoscritta e non è male perché abbiamo fatto un arrangiamento strepitoso ed è super emozionante>>

Che reazione ti piacerebbe avesse il pubblico che segue il festival?

<< Da me ci si aspetta che la gente si commuova e pianga, che arrivi proprio uno schiaffone. Sulle cose che riguardano gli ospiti sono sempre stata dell’idea che è bello condividere il palco . L’altra volta c’era la mia band con pacifico e amici ballerini, insomma, Gino Paoli il top, mi sono veramente divertita, è il punk vero, fanno tutti i fenomeni ma è lui.

Cosa stai preparando da un punto di vista visivo quando scendi, qualcosa di particolare?

<<E’ la prima volta che non ho una Ballad, è il tipico brano che sembra tutto facile, poi ogni volta che lo ascolti dentro c’è una cosa nuova, l’arrangiamento di Mendoza e dell’ orchestra che abbiamo tenuto solo per il palco perché sarebbe diventata veramente mastodontica>>

Per la legge dei grandi numeri, avendo ottenuto in ordine quinto, quarto, terzo e secondo posto, cosa manca?

<<Guarda sto bene così, anche perché secondo me i quinti e i quarti posti , un po’ se li sono inventati per non dirmi che era andata una merda. Nessuno va mai a vedere la classifica, ma va bene così se il pezzo in radio funziona bene e appena si può tornare a fare i concerti la gente continua a venire>>

E il disco?

<<Il Disco che uscirà mi auguro tanto che piacerà perché sono proprio presa bene, è proprio un bel lavoro, ecco questo per me è quello che conta, poi a Sanremo ci vado come si va ai Festival del cinema, ognuno porta la sua roba, poi c’è chi vince e bona per lui, io sono felice e basta>>

Sei del segno dell’acquario, per te l’amicizia è un valore fondamentale anche nelle relazioni sentimentali, avere una grande affinità lavorativa con i tuoi compagni è fondamentale per te?

<< Si, sarà che ne parlavo con una coreografa qualche tempo fa è anche difficile incontrare gente diversa no? Cioè gente fuori dall’ambiente. Diciamo che non potrei stare mai con una persona insensibile o che non ama la musica, o magari può anche capitare che non conosca certe cose, però senz’altro avere la sensibilità necessaria per poterle poi capire e viceversa. 

Milano è la tua città, cos’ami di questa metropoli?

Guarda ci pensavo proprio ieri sera, Milano a me piace tantissimo perché è scalcagnata da sempre, se ci pensi abbiamo un centro piccolissimo poi una serie di zone popolari residenziali arroccate una sopra l’altra, come se fosse settantotto città mese tutte insieme.

Come darti torto?

<<Un pezzetto per volta negli anni ogni parte sta prendendo personalità, si piace così, ogni zona sta iniziando a prendere proprio un’identità diversa e a riconoscersi nella sua bellezza. Questo è bello di Milano, non tante città riescono a farlo, ce poi a volte esagerano perché io li prendo in giro i miei amici che stanno in via Padova e gli ho detto “prima le case lì costavano poco, adesso ve la siete tirati da soli a dire no” adesso è sempre lo stesso cesso di periferia ma ha le case che cosano cinquemila al metro e prima duemila, però insomma io adoravo stare lì, è proprio bello, ce Milano è bella, non si vergogna di essere un mezzo disastro alle volte>>

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