GIO EVAN: “HO FATTO ESPLODERE LA MIA ANSIA SUL PALCO”

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Poeta, musicista, forse anche filosofo, Gio Evan è un artista fatto di tante personalità. Il suo esordio nella musica avviene nel 2013 con “Cranioterapia”, disco autoprodotto. Poi tanti viaggi spirituali, dall’India fino al Sudamerica. Al Festival di Sanremo è in gara tra i Big col brano “ARNICA”.

La conferenza di Gio Evan si apre con un commento sulla differenza tra la performance live e le prove: “Da dove si capta la differenza tra le prove e il live … nelle prove ti concedi la crudità, nel live invece c’è il fattore consapevolezza… c’è una magia bella che compie atti belli … tu lo vedi comunque il pubblico… guardi le poltrone e c’è una vita invisibile… io gli spettatori li ho visti tutti, come fossero stati li. La distanza a volte ci insegna che siamo tutti attaccati”. 

Curioso è stato anche l’impatto con Sanremo: “Io non ho una cultura italiana… ho attraversato diverse terre… India, Sudamerica e ho una famiglia allargata. Non ho mai vissuto Sanremo se non per sentito dire, perciò rispondo presente all’appello di quello che mi trovo davanti nella vita. 

Gio Evan che partecipa per la prima volta ad un evento mainstream come il Festival ha spiegato qual’è il suo punto di vista: “Dobbiamo accettare che siamo schiavi della vita, una schiavitù magnifica … ben venga anche il mainstream se unisce le persone … basta stare staccati e fare le prime donne, prima bisogna essere primi umani e poi prime donne.

Per la serata delle cover ha scelto Gli Anni degli 883 che canterà insieme ai cantanti di The Voice Senior: Max pezzali mi ha accompagnato nei primi passi della mia adolescenza dove neanche mio padre è riuscito a entrare: i primi amori, i vicoli, il motorino… erano gli anni 90 e lui mi piaceva molto. Mi faceva da papà ed era uno di noi perché non era spocchioso… ti faceva capire che c’era una distanza vicina. Eravamo simili. La scelta dei partecipanti di The Voice Senior perché volevo delle persone vere e non gente costruita. Mi hanno commosso e la commozione è la massima espressione dell’accettazione interiore che abbiamo.” 

Per chiudere ci si è soffermati sulla sua esibizione sul palco: “Ho sfruttato l’ansia per arrivare alla fine della serata ed esibirmi con energia, l’ansia ha retto e poi l’ho fatta esplodere. Sono arrivato al secondo blocco della canzone che non ce la facevo più, sembrava che il corpo mi stesse dicendo: << Adesso ti faccio cadere…>>. Poi un bel momento è stato quando mi sono inchinato verso l’orchestra mandando anche i baci. E’ così che cerco una connessione.”

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