WILLIE PEYOTE: “SNATURARMI PER SANREMO SAREBBE STATO UN FALLIMENTO”

Willie Peyote si racconta in conferenza stampa, all’indomani della sua prima esibizione a Sanremo 2021, in gara con “Mai dire mai (La locura)”

Esordio sanremese per Guglielmo Bruno, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Willie Peyote, ispirato cantautore classe ’85 che abbiamo modo di apprezzare in questa 71esima edizione del Festival di Sanremo. Mai dire mai (La locura) è il titolo del brano presentato sul palco dell’Ariston, composto insieme a Carlo Cavalieri D’Oro, Daniel Gabriel Bestonzo e Giuseppe Petrelli.

«Non è la prima volta che faccio un pezzo radio friendly pur rimanendo me stesso – racconta l’artista nel corso dell’incontro stampa virtuale all’indomani del suo debutto festivaliero – il palco di Sanremo merita rispetto, se hai qualcosa da dire devi provare ad esprimerla proprio in questo contesto. Avendo 36 anni non sono più di primo pelo, snaturarmi per partecipare al Festival sarebbe stato un fallimento».

Sull’idea della citazione di Boris presente all’inizio della canzone, precisa: «E’ nata riguardando la serie durante il lockdown, mi sembrava una frase attuale ed evocativa, molto calzante anche su un palco come quello dell’Ariston. Sinceramente, ho scoperto di essere molto più tranquillo di quanto pensavo. Sto ricevendo un sacco di feedback da parte di un tante di persone, questo è bello».

«Ho provato tante emozioni, anche contrastanti. Sono tante le reazioni che mi hanno colpito, anche se so di aver lavorato molto sul testo, quindi partivo di base un po’ tranquillo. Essendo il mio approccio molto provocatorio è sempre un rischio, ma non la considero una scelta coraggiosa, cerco solo di essere coerente, lo devo a me e ai vent’anni di musica che ho fatto per arrivare qua».

Infine, riguardo la cover di “Giudizi universali” che presenterà questa, conclude: «L’emozione di salire sul palco con Samuele Bersani è forte, ma le prove sono andate talmente bene che sono tranquillo. Mi sembrava giusto omaggiare una delle penne che mi hanno ispirato durante il mio percorso, era per dare l’idea di dove arrivo e di dove voglio arrivare».

© foto di Chiara Mirelli

Nico Donvito
Nico Donvito
Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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