AIELLO: “VI SPIEGO QUESTO SESSO IBUPROFENE”

Dopo un anno di successi, arriva l’esordio sanremese per Aiello con il brano “ORA”. Tema centrale una storia d’amore finita male e il sesso, come Rino Gaetano che lo portò per la prima volta nel lonano ’78.

Nel pezzo si parla di sesso, il primo che lo portò a Sanremo fu Rino Gaetano nel ’78,. A parte la terra d’origine cosa ti lega alla sua musica?

<<Guarda, sono elementi e scoperte che ho fatto nel tempo, anche questo discorso del sesso, non sapevo fosse stato lui il primo a farlo. E’ tutto un disegno magico, a Rino mi lega la terra, ma anche il suo approccio alla musica, era visto quasi come un pazzo durante il suo momento di condivisione musicale. Dopo la morte gli è stato riconosciuto un talento gigante, anche il suo modo di cantare con queste pennate, dei disegni, dei movimenti della voce che sono come dire degli schiaffi, delle robe improvvise. C’è qualcosa che ci accomuna e questo mi inorgoglisce, lui per me è uno dei tre pilastri delle mia ispirazione proprio di base: lui, Dalla e Battisti.>>

Nel brano “Ora” parli di un sesso curativo ma non abbastanza. La tua canzone è un’omissione di colpe o un messaggio per le donne?

<<In realtà è un messaggio per tutti, come fa la mia musica e come io mi approccio alla vita è un messaggio senza alcun tipo di categorizzazione alcuna soprattuto sessuale quindi, per donne, uomini, giraffe, ippopotami, elefanti, chiunque. Per fortuna quando si parla di sesso e di amore si parla di grande libertà, in questo caso ho scelto di parlare di un sesso che in realtà è stato un sesso ibrupofene perché è stato curativo, non abbastanza. Liberatorio, per certi aspetti anche tossico, un sesso che ha diverse possibili interpretazioni e nel dichiarare che sono stato uno stronzo semplicemente, ho fatto dei conti con me stesso durante il primo lockdown e anziché dire sempre “è colpa tua, è colpa sua” ho detto “è colpa mia”. Quindi in realtà è un atto di coraggio.>>

La diversità è la parola chiave della tua musica, in questo disco, c’è pop, clubbing, flamenco, classic, in cosa ti senti unico?

<<Sicuramente nel modo di scrivere e di cantare, cioè forse la cosa più unica è il modo di cantare che mi distingue da tutti quanti, non mi rende ne più bravo ne meno bravo, perché poi è una questione di gusti. Ci sono delle voci che per alcuni sono meravigliose e per altri le stesse sono acqua che scorre… quindi nulla. Cito il gigante che è stato Battisti, uno dei pionieri di questo mix di contaminazione: lui era rocker, era pop, era new wave, era tante cose e quindi non sono certo il primo che inventa nella musica la mescolanza di generi, però lo faccio a mio modo cucito sulle mie canzoni. Ho mescolato ciò che ascoltavo da bambino, R&B Soul, Clubbing, Elettronica Indipendente, Flamenco, Popolare, Meridionale. Sono molto felice.>>

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