MADAME: “E NON DITEMI CHE SONO PICCOLA”

Pur essendo la più giovane tra gli artisti in gara nella categoria “Big”, Madame dalla prima serata ha dimostrato di avere grande personalità, presenza e carisma. L’esatta rappresentazione di un nuovo cantautorato che avanza, figlio dello streaming e di un modo di comunicare che parte da autori come De Andrè. Non sappiamo se vincerà o no il Festival, per noi è già accaduto.

Voce” doveva essere l’intro del disco, poi l’avete strutturata. E’ un raccoglitore delle tue emozioni preferite che sono rabbia, disperazione, vittoria. Perché la rabbia è una delle tue preferite?

“Perché concretamente ha delle bellissime conseguenze sul mio corpo, nel senso che è un’emozione che scalda il petto, il viso e rinforza le braccia, le gambe, è un’emozione che sembra quasi accenderti e poi è più facile da sfogare o almeno per me.”

Fa parte del tuo carattere?

“Si, io sono abbastanza irosa, quindi ti dico che ormai ho imparato più che a sfogare, a gestire la rabbia. Non a caso non ho mai rancori, ne rabbia repressa perché sfogo tutto subito, mentre i ferro è caldo, e dopo essermi incazzata mi sento proprio quasi rinata, mi sento sempre da Dio.”

Hai detto che per tutte le tue canzoni ti sei ispirata a qualcosa di già esistente, che poi hai fatto tua. E’ accaduta la stessa cosa anche nel caso di voce?

“Nel caso di voce no, fatalità, è nata in freestyle e in realtà è stata proprio io che canto a caso concretamente e appena è arrivato l’accordo di quello che appunto poi sarà il ritornello c’è stato qualcosa in me che mi ha acceso e che mi ha detto “oddio canta sta roba, dove sei finito amore.”

Nelle tue canzoni salta subito all’occhio il fatto che tu abbia un vocabolario molto ampio. Cosa ne pensi delle persone che sempre di più, non imbroccano un verbo manco a pagarli oro? 

“Allora ti parlo da wanna be, volevo essere un’insegnante, ma d’italiano e grammatica, a me da un fastidio tremendo, c’è sempre un mio amico che dice che da grande vuole fare i soldi, è bravissimo in economia ma non usa e non sa usare i congiuntivi, usa sempre i condizionali e gli dico – “guarda che così non li fai i soldi se non sai usare i congiuntivi”.

Un grande fastidio?

“Molto fastidio proprio perché mi suona male, è come quando senti una canzone stonare, per me è la stessa identica situazione quando qualcuno sbaglia un verbo e magari lo sbaglio anche io , perché siamo umani. Però sbagliarlo sistematicamente mi da parecchio sui nervi, ti dico la verità.”

Ed è per questo motivo che un’autrice molto originale e complessa come te, ha scelto proprio Prisencolinensinainciusol che non parla di niente? 

“Ti dico la verità Prisen è stata scelta fondamentalmente perché volevo sviluppare il tema dell’istruzione che mi sta molto a cuore. e appunto l’idea di mettere un faro, una buona luce sull’argomento dell’istruzione mi sembrava perfetto.”

Quindi sensibilizzare quel tema di fronte ad un grande pubblico

“A Sanremo tracciare questo inizio di sensibilizzazione perché è un sistema che non funziona più , è un sistema vecchio, che non comunica, ma non insegnante alunno, non comunica ne con gli insegnanti ne con gli alunni e questo è ancora più grave perché vuol dire che non si sta gestendo il tutto in modo corretto.” 

La più giovane tra i big di Sanremo 2021. Ti sei mai sentita schiacciata da questa condizione? 

“Si, da più piccolina si perché mi dicevano <eh a sedici o diciassette anni che cazzo ne vuoi sapere tu della vita> perché sono molto permalosa su questo aspetto, se una persona mi dice che sono troppo piccola mi agito, mi incazzo proprio di brutto e anche se magari è vero ma non me ne frega un cazzo, non è vero mai, io sono grande fanculo, mi sono scritta 2002 sulla pancia, tatuata.”

Caratterino eh? 

“Cosi ho detto <inizia stupida bambina ad accettare la tua età, gli anni che hai, questo limite insomma e non romperti le balle più di tanto> e da quando l’ho tatuato ho iniziato in realtà a vivermela in modo naturale e tranquillo,è stato tipo un’arte catartica che faccio su di me per accettare una cosa che non riuscivo più a digerire.”

Esibirsi senza pubblico con cosa potrebbe avere un’affinità che hai già fatto ?

“Con i videoclip, perché, ci sono altre persone sul palco con me , non sono totalmente sola, C’è una grande orchestra . Ti dico, a me va anche bene perché non avendo fatto particolari concerti e cose sono serena, sto andando ad affrontare qualcosa che in un qualche modo ho già fatto, nel senso, io stare davanti alle telecamere l’ho già fatto e lo continuo a fare.”

Non hai ancora rivelato niente del nuovo album “Madame”ma dall’apertura del pre order è tra gli album più venduti su Amazon che in questo momento è il mercato . Dammi qualche anticipazione? 

“Il disco si chiama Madame e parla Madame per me. Io dico sempre che Madame è un po’ il grillo parlante, la santona, la patrona che guarda dall’alto la vita di questa adolescente ritardata e la descrive, l’analizza, la giudica, la sottopone a delle sfide, le dice cosa fare, la fa sbagliare apposta, e La riconduce nella giusta strada quando deve.”

Oltre a parlare di Madame , cosa possiamo trovare?

“In un qualche modo tendo nel complesso a ringraziare questa mia voce che non so cosa sia, è una voce interiore mia, è un mio genio, è quello che è il mio talento penso, una cosa che mi fa scrivere bene, in pochissimo tempo solitamente e non ne so il motivo. Mi hanno sempre detto “quando non sai perché ami una persona vuol dire che la ami” e io non so perché scrivo, non so cosa mi porta a farlo quindi probabilmente è un talento, è un amore, qualcosa di più grande di me per tagliartela breve, è una psicanalisi di me, fatta da Madame.”

Hai dichiarato tempo fa, che la tua voce a 14 anni non era ancora pronta a livello di estensione, per poter fare la cantante, quindi decidesti di buttarti sul rap ispirata da Izi ed Rkomi, concentrandoti soprattutto sulla scrittura. 

“Sai, ti dico la verità, io all’inizio ho usato il rap per quel motivo che hai detto tu, per la voce banalmente, e perché anche, sentivo che l’artista o sctittotre era concretamente erano molto più liberi di esprimersi. Le canzoni che andavano in radio non affrontavano i temi che sentivo io da piccola da De Anrdrè, ad altri, comeil tema della morte, il tema dell’amore, il tagliarsi le vene, quelle cose li che mi hanno sempre affascinato molto.”

Per il tipo di percorso e di scrittura un giorno potresti tranquillamente scrivere un libro o essere la regista di un film?

“Si, ho intenzione di farlo. Sai, ho la fortuna divina di avere accanto delle persone meravigliose, due in particolare, Mariagrazia Chiuri e Paola Zukar ,due donne che hanno un’umanità fuori dal normale, geni in quello che fanno, persone, madri, donne emancipate e realizzate, con le loro mille fragilità ma restano perfette dandomi input al di fuori della musica.”

Due persone di mondi differenti per chi non le conoscesse

“Si, Mariagrazia lavora nella moda e mi fa fare delle lezioni di storia dell’arte femminista, lezioni di moda da delle sue amiche che insegnano arte all’università e magari un giorno magari mi farà parlare con un regista o uno scrittore di un film.”

Paola Zukar è invece è la tua manager

“Paola mi sta aiutando tanto, e ho detto che vorrei scrivere un libro, e lei si è subito attivata, ha subito chiamato quelli delle edizioni Einaudi, Mondadori, la casa editrice e ha mi ha detto <Fra ce l’abbiamo possiamo partire. Ho quindi la fortuna di avere queste due donne che nonostante una lavori nel rap e l’altra lavori nella moda che si incontrino perché sono molto affini, nonostante appunto siano agli antipodi,e secondo me diventeranno anche buone amiche.”

Quale limite di te stessa non sei ancora riuscita a superare?

“Tantissimi, ma quello più grande penso sia quello delle relazioni sentimentali più profonde perché sono ancora un bel po’ svarionata. Vedo tanta gente che ha tante idee chiare sul fatto di coppia, io no, non so niente, non riesco a capire, non riesco a cogliere, ogni volta che mi metto in una relazione la distruggo quindi questo è penso il mio limite più grande.”

Come ti trovi a Milano?

“Dipende, benissimo se ho tantissime cose da fare. Mi accendo, dormo sei ore a notte e la mattina sto sveglia carichissima. La mia natura però è più quella da vita della campagna.”

Stiamo facendo il dopo festival su Clubhouse con artisti, voci della radio , addetti ai lavori, verrai a trovarci una sera ?

“Un po’ mi ha già stancato perché mi stanco in fretta delle cose, e questo è un altro mio grande limite. All’inizio era bellissimo, dopo quando ho iniziato a dover vivere ad aver un po’ più di robe da fare non ho più provato ne il tempo ne la voglia ne l’input, io però se ci sarai tu sarò sempre super contenta di partecipare ovviamente e quindi ci sentiremo su Clubhouse.”

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