LA MUSICA DOPO IL 2020: IL MERCATO NON SI FERMA E REGISTRA UNA CRESCITA

Il 2020 rappresenterà uno spartiacque anche per quanto riguarda il mercato musicale. Lo scorso anno la situazione di emergenza ha messo in risalto tutte le anomalie e le fragilità di un settore che per anni si è nascosto dietro il fiorente mercato dei live

Mercato Musicale

Nonostante un 2020 in cui il settore dello spettacolo ha sofferto, secondo i dati pubblicati da IFPI, organizzazione che rappresenta l’industria fonografica internazionale, il mercato globale della musica registrata… cresce!

La Musica dopo il 2020

La musica, anche in una situazione complicata come quella nella quale ci troviamo da ormai più di un anno, ha dimostrato la sua funzione collocandosi in una posizione privilegiata.

I canti dai balconi di 12 mesi fa hanno fotografato in maniera chiara la volontà di rifugiarsi nella musica, ritenuta un’amica fedele e una compagna di vita mai invadente.

I dati dell’annuale Global Music Report mostrano una realtà davvero sorprendente, il conferma che conferma come tutto il settore sia in grado di trovare nuove strade e reinventarsi anche in mezzo alle criticità.

I ricavi complessivi ammontano a 21,6 miliardi di dollari, con una crescita trainata soprattutto dallo streaming e in particolare dagli abbonamenti premium che nel 2020 sono aumentati del 18,5% rispetto all’anno precedente.

Attualmente gli utenti che possiedono un account in abbonamento a pagamento sono 443 milioni.

La forte crescita dei ricavi dello streaming ha più che compensato il fisiologico calo dei ricavi di altri formati, inclusi il segmento fisico (diminuito del 4,7%) e i diritti connessi, diminuiti del 10,1% a causa della pandemia.

«In questo anno difficile si è di fatto conclusa la lunga fase di transizione digitale del mercato musicale italiano: i consumatori di tutte le età hanno finalmente abbracciato le offerte online generando un significativo incremento nella fruizione dei contenuti musicali su tutte le piattaforme», queste le parole di Enzo Mazza, CEO di FIMI.

La situazione in Italia

Nel nostro Paese i consumi di musica digitale hanno subito un’impennata e i ricavi hanno superato quota 104 milioni di euro, con un incremento del 29,77%.

La quota di mercato del digitale ha ora raggiunto l’81% di tutti i ricavi dell’industria in Italia, contro il 72% del 2019. Un incremento dovuto anche alla difficoltà durante il lockdown di reperire supporti fisici.

Tra fisico, digitale e diritti il mercato ha generato nel 2020 oltre 258 milioni di euro, con un confortante + 1,44% sull’anno precedente.

Il mercato digitale vede una crescita anche per quanto riguarda il numero degli artisti che hanno superato 10 milioni di ascolti in streaming, con un numero che si attesta a 246.

In sofferenza, come auspicabile, il settore dei diritti. La chiusura di attività e di esercizi commerciali ha segnato una perdita di oltre 18 milioni di euro con un calo superiore al 31%.

Gli investimenti delle etichette discografiche

Le etichette discografiche hanno dovuto far fronte all’impossibilità di promuovere i loro artisti e gli album usciti con un’attività live che negli ultimi anni è stata vitale per il settore.

Nonostante le criticità le label non si sono fermate e hanno fornito al pubblico diverse novità discografiche, dimostrando coraggio e fiducia nel progetti.

Il segmento fisico risulta penalizzato dalle ripetute chiusure, anche se il vinile registra un interessante ulteriore incremento del 2,5%. Il calo riguarda principalmente il CD, anche se il crollo è stato scongiurato dal Bonus Cultura che ha permesso ricavi per oltre 16 milioni di euro.

Nel 2020 sono stati certificati 156 album. Un risultato solo leggermente inferiore rispetto ai 166 dello scorso anno. Un calo fisiologico dovuto proprio alla crescita del mercato digitale e a un numero di pubblicazioni inferiore rispetto alle attese e alle previsioni di inizio anno.

La musica italiana, però, dimostra di vivere un buon momento. Le prime dieci posizioni della classifica annuale degli album più venduti del 2020 sono occupate totalmente da dischi di artisti italiani.

Una Riflessione…

Il 2020 resterà uno spartiacque per il mercato musicale italiano. Il momento che stiamo attraversando ha messo in risalto ciò che in questi anni non ha funzionato, permettendo una lucida riflessione su ciò che, invece, potrebbe ricoprire un ruolo fondamentale nella rinascita.

Per anni le uscite internazionali hanno monopolizzato le classifiche, ma basta ora guardare le charts Fimi, Earone e Spotify per renderci conto di come in pochi anni tutto è cambiato.

La musica italiana è viva, funziona, anche se questo non basta per rivitalizzare un settore che, senza live, dimostra una sofferenza evidente.

I risultati della musica italiana, però, stanno facendo emergere la nostra capacità di risollevarci partendo proprio dalla creatività. I 34 brani che hanno preso parte all’ultimo Festival di Sanremo, per esempio, stanno ottenendo risultati notevoli e il fatto che 4 canzoni hanno ricevuto il disco d’oro la settimana dopo la manifestazione è sintomatico di una certa direzione che il nostro Paese sta prendendo anche dal punto di vista musicale.

Inoltre la musica italiana funziona anche all’estero! E non ottengono risultati solo generi considerati classici e legati alla nostra tradizione.

A parte l’ottimo riscontro che sta ottenendo Io sì (Seen)” di Laura Pausini anche nelle radio statunitensi, non si può non considerare che sono entrati nella Top 200 mondiale i 4 pezzi più forti del Festival di Sanremo 2021, ovvero quelli di Colapesce e Dimartino, Francesca Michielin e Fedez, Maneskin e Madame.

Risultati sui quali bisogna riflettere. Le difficoltà portano opportunità. I dati su cui soffermarsi parlano chiaro e nonostante il silenzio delle Istituzioni è chiaro che la nostra musica è viva. La creatività, quindi, non ha nessuna intenzione di implodere, ma cresce e ci sta proiettando in una dimensione sempre più importante.

Simone Zani
Simone Zanihttp://www.stefanofisico.it
Speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali. In vent’anni ha realizzato oltre 8.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo "La Festa di Don Martello".

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