SENHIT: “EUROVISION? LA CONDIVISIONE SARA’ ANCORA PIU’ SENTITA”

Torna dieci anni dopo la sua prima partecipazione alla kermesse europea Senhit, artista italo-eritrea in gara con Adrenalina, brano che si avvale della collaborazione con il rapper statunitense Flo Rida

Partiamo dalla domanda più banale del mondo: quanta adrenalina hai per questo Eurovision?

«Da uno a dieci? Diecimila! Più passano i giorni e più cresce, non vedo l’ora di arrivare a maggio, quest’attesa è un po’ snervante. Nel frattempo si lavora e si procede all’allestimento di “Adrenalina”, c’è sempre tanta roba da fare».

Un pezzo che ti rappresenta, quanto c’è di Senhit in questo brano?

«Tantissimo, a partire dalla scelta sonora che richiama le mie origini eritree, passano per il titolo che ho voluto mantenere in italiano, perchè all’inizio il pezzo si chiamava “Adrenaline”. E’ una canzone cercata e lavorata, realizzata assieme ad un team di produzione internazionale, autori e musicisti sparsi in giro per il mondo. C’è stato un bellissimo mix di consigli, di sapori e di culture diverse».

Un brano impreziosito dal cameo di Flo Rida, quali sono le caratteristiche che più apprezzi del suo modo di fare rap?

«Lui è stratosferico, un rapper di fama mondiale, anche se rimane nel mio immaginario meno “commerciale” di altri suoi colleghi, come ad esempio Pitbull o Sean Paul. La scelta di Flo Rida è arrivata per caso, cercavo una voce che mi aiutasse a creare delle belle barre, lui ha appoggiato subito l’idea, apprezzando tantissimo il brano. I suoi versi ci stavano benissimo, perchè sono potenti ma non volgari, in più è riuscito ad entrare molto bene nel beat, si è creata una strana alchimia in pochissimo tempo, perlopiù in maniera virtuale. Incrociando le dita, spero vivamente di riuscire a portarlo con me a Rotterdam, sarebbe davvero fantastico».

Riguardo la messa in scena, cosa puoi anticiparci?

«In realtà posso dire poco (sorride, ndr), ma la performance sarà sicuramente molto colorata, non si potrà fare a meno di ballare grazie a Luca Tommassini, il direttore creativo del progetto, la mente di tutta la parte scenografica e coreografica. Abbiamo pensato ad una coreografia che ci auguriamo diventi virale. Cercheremo di creare tanto spettacolo, ma faremo poca fatica, perchè è davvero tanta la voglia di divertirci e di far divertire».

In un progetto come questo è più che mai fondamentale il team di lavoro…

«Assolutamente sì, non ci sarebbe Senhit senza questa squadra di lavoro che mi accompagna fiduciosa e leale da tantissimo tempo. Ringrazio in primis l’azienda che mi produce, ovvero la Panini, che da anni mi sopporta e mi supporta (sorride, ndr), passando per l’ufficio stampa Parole e Dintorni, nelle persone di Riccardo Vitanza e Marta, poi ancora Elio e Gabriele di Showreel che si occupano della parte digitale, il mio manager Roberto Mancinelli, fino a Luca Tommassini e tutto il suo team. C’è una squadra formidabile, entusiasta e molto carica. Il merito di tutto questo è anche e soprattutto loro».

Eurovisivamente parlando, San Marino e Italia non si sono molto spalleggiate negli ultimi anni…

«Non saprei dirti da cosa dipenda in realtà. Mi auguro che proprio quest’anno, dopo il periodo funesto che tutto il mondo ha vissuto, si crei una sorta di alleanza tra questi due Stati, perchè io personalmente tiferò Italia, sia perchè sono italiana sia perchè i Maneskin se lo meritano, hanno davvero una bellissima canzone. Spero che ci siano tanti italiani che votino San Marino, così come farò di tutto affinché i famosi 12 punti sammarinesi vadano in favore per l’Italia».

Hai partecipato a questa manifestazione dieci anni fa, ma questa volta sarà sicuramente diverso. Quest’anno sarà tutto un po’ diverso, ma credi si possa riuscire a mantenere lo stesso spirito di condivisione che contraddistingue l’Eurovision?

«Secondo me sarà ancora più forte, perchè siamo stati per troppo tempo fermi, orfani di una macchina complessa come quella dell’Eurovision che, in realtà, dura tutto l’anno. L’organizzazione si è comunque mossa per qualsiasi evenienza, facendoci realizzare una sorta di video backup nell’eventualità non si riuscisse ad essere in presenza. Spero vivamente di poter cantare dal vivo con il pubblico, seppur ridimensionato. C’è stato troppo silenzio, siamo stati tutti coinvolti nello stesso disagio, per cui la condivisione sarà più sentita, almeno io la sento tantissimo. Partirò con il giusto spirito, con la grinta che fortunatamente non mi manca mai e la voglia di fare del mio meglio».

Nico Donvito
Nico Donvito
Appassionato di scrittura, consumatore seriale di musica italiana e spettatore interessato di qualsiasi forma di intrattenimento. Innamorato della vita e della propria città (Milano), ma al tempo stesso viaggiatore incallito e fantasista per vocazione.

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