I CONCERTI NEL 2021: UTOPIA O SPERANZA? LA MUSICA È PRONTA A RIPARTIRE?

Vasco Rossi ha annunciato il rinvio a data da destinarsi dei concerti programmati per giugno 2021. Ora… che succede? Qual è lo scenario?

I concerti nel 2020

L’annuncio del rinvio del tour estivo di Vasco Rossi non è certo stato un fulmine a ciel sereno, anche perchè oggi è impossibile pensare a un concerto organizzato e vissuto come fino poco più di 12 mesi fa. Questo fatto, però, impone una riflessione importante che riguarda il mercato del live, che negli ultimi anni ha sostenuto tutto il comparto della musica e dello spettacolo.

Il 2020 è stato archiviato senza grandi spettacoli dal vivo, ma con la speranza che nel giro di pochi mesi si sarebbero riaperti cinema, teatri e stadi.

La scorsa estate sono stati molti gli artisti che, pur rinunciando a grandi show, si sono accontentati di spettacoli in location più particolari e ristrette pur di mantenere un contatto con il pubblico e far lavorare tutti quegli addetti rimasti a braccia conserte a causa dell’emergenza pandemica.

Per esempio i primi due classificati al Festival di Sanremo 2020 hanno scelto di tenere alcuni concerti cercando di puntare sulla qualità dello show. Diodato si è esibito in alcuni live in luoghi suggestivi, facendo partire il tour dalla Valle D’Aosta, regione nella quale nacque quasi 40 anni fa.

Francesco Gabbani, invece, nel 2020 è stato costretto a rinviare l’atteso appuntamento all’Arena di Verona prediligendo concerti all’insegna della semplicità, dell’intensità emotiva e della bellezza, pur di non restare fermo.

Assistere a quei concerti ha significato per il pubblico e per chi vi scrive un barlume di una normalità che a distanza di quasi un anno è implosa lasciando strascichi importanti.

I Concerti Nel 2021

“Siamo messi male. I concerti annullati fino a settembre erano 4000, il settore è completamente steso con cali di fatturato che raggiungono il 97%. Come riprendere? Quello che sta succedendo in Italia è rincorrere il virus senza mantenere il tessuto lavorativo, che è difficile ricostruire se le figure professionali scompaiono.

Bisogna indennizzare, non ristorare e mettere in campo idee che arrivano dall’Europa. La musica è un grande patrimonio creativo e lavorativo che non va perduto.”

Queste le parole di Vincenzo Spera, presidente di Assomusica, ospite su La7 insieme a Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale. L’artista, che con la sua band ha ospitato a Sanremo alcuni lavoratori dello spettacolo nella serata del giovedì, ha, invece, affermato.

“Il lavoratori dello spettacolo sono figli di un modello da riformare. Questa deve essere un’occasione per avere contrattualistiche diverse. Il settore deve ragionare di più per sopravvivere alle incombenze.

Usiamo questo periodo per ragionare sulle riaperture con capienze ridotte e fiducia su un settore che l’estate scorsa ha dimostrato responsabilità. I luoghi della cultura non sono i luoghi del contagio.

Estate senza concerti? Gli internazionali ci portano già all’anno prossimo, fare un tour mondiale è complicato. Non esistono assicurazioni ad hoc, e gli Stati non hanno pensato a fondi di garanzia per annullamenti. La maggior parte dei grossi eventi si sta già riprogrammando per il prossimo anno. Mi auguro che quest’estate si possa lavorare con capienze doppie rispetto l’anno scorso e con maggiore omogeneità a livello nazionale.”

Una fotografia chiara di una situazione che è ancora in divenire, ma che non permette di guardare al futuro con ottimismo.

La musica è viva, ma ha bisogno di sostegno. I numeri che la musica italiana ha registrato anche negli ultimi 12 mesi permetterebbero di trovare un briciolo di ottimismo, ma l’incertezza sulle tempistiche della ripresa dell’attività live uccide.

Teatri, Venue, Club… Chiusi

Sono molti i locali e i luoghi della cultura che dopo oltre 12 mesi così hanno già alzato bandiera bianca. Una situazione che non permette di creare dei piani certi e che non agevola nessuno.

In Olanda, in vista anche dell’imminente Eurovision Song Contest, si è provato ad ammettere in una venue un discreto numero di persone (circa un decimo rispetto alla capienza normale) dopo una serie di tamponi a tappeto.

L’esperimento si è poi ripetuto anche durante una partita di calcio alla quale hanno potuto assistere 5000 persone.

In Spagna, invece, 5000 spettatori hanno potuto partecipare al concerto della band Love of Lesbian, che ha suonato al Palau de Sant Jordi di Barcellona. Supporter preventivamente tamponati e che hanno potuto assistere allo show con indosso la mascherina, ma senza distanziamento sociale.

Esperimenti spot, sui quali però ancora non c’è certezza che possano essere la panacea di ogni male.

Nel nostro paese si è tentato invano di ammettere pubblico al Festival di Sanremo, ma tante, troppe sono state le voci palesemente contrarie, a partire dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Dario Franceschini. In effetti quello avrebbe potuto essere un test anche per l’Italia, visto che la kermesse che si è svolta dal 2 al 6 marzo è oggi considerata un esempio da seguire per un protocollo rigido, ma che ha permesso di creare comunque uno spettacolo degno di nota, senza rilevanti problemi legati ai contagi. Un segnale di ripartenza che non può essere ignorato e non deve restare isolato.

La speranza è che l’accelerazione delle vaccinazioni possa rapidamente far calare i contagi, ma la strada è ancora lunga. E l’ipotesi di istituire una sorta di certificato vaccinale da utilizzare anche per accedere a un evento culturale non è stata recepita positivamente.

Nei giorni scorsi Tommaso Paradiso ha annunciato il rinvio della sua prima tournée solista al 2022 e alla quale segue anche il congelamento del disco di inediti pronto da tempo.

“Voglio fare uscire il nuovo album quando la Storia lo consentirà. Quando potremo godere a pieno delle canzoni e delle emozioni. […] Voglio fare uscire questo album quando potremo cantarlo dal vivo, tutti insieme.”

Vasco Rossi, invece, ha un obiettivo che sui social ha dichiarato con fierezza.

“Arrivare sani e lucidi al 2022!”

Non ci resta che attendere, nella speranza che chi di dovere prenda in mano la situazione e cerchi di analizzare con lucidità le conseguenze che il settore della musica e dello spettacolo sta pagando.

Simone Zani
Simone Zanihttp://www.stefanofisico.it
Speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali. In vent’anni ha realizzato oltre 8.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo "La Festa di Don Martello".

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