MARIO BIONDI: “LE PERSONE FRUSTRATE DEVONO NECESSARIAMENTE VEDERE IL PEGGIO NEGLI ALTRI PER SENTIRSI MIGLIORI”

Mario Biondi nell’occhio del ciclone! L’artista siciliano bersaglio dell’ironia social per una dichiarazione sul mondo della radio. Ma qualcuno si è soffermato sul senso delle sue parole?

Mario Biondi radio

Il nome di Mario Biondi negli ultimi giorni è stato molto spesso al centro dell’attenzione. Il cantautore siciliano domenica 18 aprile ha scritto un provocatorio post sui social riflettendo sulla situazione delle radio italiane, secondo lui troppo avvezze a trasmettere musica internazionale.

“Volete fare i rivoluzionari? Volete fare qualcosa per la musica italiana? Esortate tutte le radio che programmano musica straniera a proporre musica nazionale o boicottatele. Fatelo per una settimana, se non bastasse per due, ma siate coerenti e vedremo insieme se essere uniti per la musica può servire. Coraggio!”

Le parole di Mario Biondi

Il senso di quanto affermato dall’artista siciliano non è stato colto e l’ironia social ha puntato sul fatto che Mario Biondi canta prevalentemente in inglese.

Commenti anche molto forti che non lo hanno lasciato indifferente.

“Sovranista, rincoglionito, incoerente, sfigato, scemo, stupido, assurdo, imbarazzante, poco serio, da abolire, blasfemo, ridicolo.

Le persone frustrate devono necessariamente vedere il peggio negli altri per sentirsi migliori.”

Un post accompagnato dagli hashtag #supportoallamusica #noaimaleducati e poi ulteriormente rincarato, riveduto e corretto.

“Avete una vaga idea di quanti artisti italiani cantino in lingue diverse dall’italiano? Sono italiani? Cantano musica italiana in lingue diverse? Non è sempre musica italiana? Non in italiano.”

Mario Biondi radio

Le radio oggi

Tornando a quanto affermato da Mario Biondi, siamo certi che le parole dell’artista corrispondano a verità? Cerchiamo di analizzare la situazione basandoci sui dati.

Il mercato musicale in Italia è in una fase di profondo cambiamento e ciò lo abbiamo avvertito in maniera dirompente anche durante l’ultimo Festival di Sanremo. Le scelte di Amadeus, che, dati alla mano, hanno portato una sorta di cambio di rotta nella musica italiana si sono riversate anche nelle playlist delle emittenti radiofoniche.

Artisti come La Rappresentante di Lista, Colapesce e Dimartino o i Coma_Cose mai erano entrati nelle prime posizioni della classifica radio Earone e ora da diverse settimane stazionano nei pressi della vetta con il loro brano sanremese.

Ma è corretto affermare che le radio trasmettono più musica straniera rispetto a quella del nostro paese? La risposta è semplice, NO.

È vero che in radio si ascoltano molti pezzi stranieri, ma il numero dei brani internazionali nella Top 100 annuale è pari a quello dei pezzi italiani.

Se andiamo un po’ più nello specifico nelle 53 settimane del 2020 la musica italiana ha occupato la vetta per 39 volte contro le 14 di quella internazionale. Nelle prime 15 settimane del 2021 nessun pezzo internazionale ha ancora guidato la chart.

Anche le radio, in ogni caso, si stanno uniformando ai gusti del pubblico. Un passaggio difficile, ma necessario. Per esempio, mai si era verificato un plebiscito come nel caso di Musica Leggerissima di Colapesce e Dimartino, pezzo in testa alle classifiche Fimi, Spotify ed Earone. Oppure un crescente riscontro radiofonico di pezzi come La Canzone Nostra di Mace, Blanco, Salmo e dei brani di Sfera Ebbasta o tha Supreme.

La radio, ancora troppo legata a dinamiche del passato, sta iniziando a capire quella che può essere una nuova strada, anche per intercettare un pubblico che mai prima d’ora si era avvicinato al mezzo.

Non possiamo non sottolineare che, mai come in questi ultimi anni, i progetti degli artisti italiani occupano stabilmente le prime posizioni delle classifiche dei passaggi. L’incidenza rispetto a 5-10 anni fa è ora ben diversa. E chi pensa il contrario… cade in un tranello e in luogo comune troppo distante dalla realtà.

Soprattutto perchè non possiamo dimenticare come quando nacquero le prime radio private la programmazione era quasi esclusivamente composta da musica internazionale.

Qualche settimana fa si è svolta in diretta su Rai 1 una serata in cui Carlo Conti ha celebrato il mito dei Ricchi e Poveri. Il conduttore toscano durante lo show si è scusato con la band perchè agli albori della sua carriera da deejay radiofonico non passava i brani di Angelo, Angela, Franco e Marina perchè la musica italiana… non era di moda!

Oggi la situazione è differente ed è bene rendersene conto.

Simone Zani
Simone Zanihttp://www.stefanofisico.it
Speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali. In vent’anni ha realizzato oltre 8.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo "La Festa di Don Martello".

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