EUROVISION 2022 IN QUALE CITTÀ? IN LIZZA MILANO, ROMA, TORINO, NAPOLI, MA SPICCANO ALCUNE CURIOSE CANDIDATURE!

Manca un anno all’Eurovision 2022, ma sono già molte le città che si sono candidate per ospitare la prossima edizione.

Maneskin 2022 1

L’Eurovision Song Contest 2021 è terminato con la meritata vittoria dei Maneskin, che hanno riportato il nostro paese sul tetto d’Europa 31 anni dopo l’ultima volta.

Parte ora la corsa per ospitare la prossima edizione della manifestazione che come da regolamento si svolgerà in Italia.

Le prime città che hanno manifestato interesse sono Bologna, Pesaro e Milano. Ma già si sono fatte avanti anche Napoli, Roma, Torino, Verona, Sanremo, Reggio Emilia, Matera e Rimini.

Eurovision 2022 in Italia

Il capoluogo lombardo ha tutti i requisiti richiesti dall’Ebu e sicuramente parte in pole position in un’eventuale sfida con altre località.

Per poter ospitare l’Eurovision è necessario avere a disposizione una location coperta con almeno 10’000 posti. La città, poi, deve avere una ricettività alberghiera adeguata e collegamenti interni e internazionali che gli aeroporti di Malpensa, Linate e Orio al Serio possono garantire.

L’interesse nei confronti dell‘ESC è confermato da Pierfrancesco Maran, Assessore a Urbanistica, Agricoltura e Verde a Milano con un tweet evocativo.

“Siamo fuori di testa ma diversi da loro… grandi Maneskin!
E ora speriamo la prossima edizione sia a Milano!”


Per la città sarebbe un’ulteriore step importante in vista anche del grande appuntamento con le Olimpiadi del 2026.

Il Comune di Sanremo, invece, vorrebbe fare pressione alla Rai in virtù di un accordo firmato nel 1990. Già nel 1991 l’Eurovision avrebbe dovuto svolgersi nella Città dei Fiori, ma a causa della guerra del Golfo e dell’instabilità politica nell’area balcanica fu deciso lo spostamento a Roma.

Sanremo, che ha ricevuto l’appoggio anche del Governatore della Regione Liguria Giovanni Toti, non ha, però, strutture adeguate.

Stesso problema anche per Verona. Sarebbe, infatti, bellissimo assistere a un Eurovision all’Arena, così come confermato da Gianmarco Mazzi.

“Mai dire mai nella vita, ma voglio essere sincero, credo sarà molto difficile. L’Eurovision prevede strutture pazzesche che a livello logistico mal si conciliano con il nostro anfiteatro, ci vogliono mesi di lavoro e soprattutto di solito scelgono location coperte perché altrimenti in caso di pioggia sarebbe un disastro. Per nostra fortuna abbiamo un sindaco che spinge sempre forte sull’acceleratore e fa di tutto per portare a Verona i grandi eventi quindi mai direi mai, ma sarà molto difficile vedere l’Eurovision 2022 in Arena.”

Curiosa la volontà da parte di Reggio Emilia, che potrebbe, quindi, inaugurare la RCF Arena con un evento in grande stile.

Secondo il Sindaco di Rimini Andrea Gnassi, invece, la location ideale sarebbe la Fiera di Rimini.

“L’enorme capacità ricettiva rende la nostra area tra quelle potenzialmente in grado di accogliere Eurovision 2022, come poche altre in Italia.”

Maneskin 2022 1

Le parole di Stefano Coletta – Direttore di Rai 1

“Tra maggio e giugno si mette a punto Sanremo. La priorità è quella, poi si passerà subito dopo all’Eurovision. Del resto è proprio Sanremo ad aver ispirato la competizione europea. Penso che chi vincerà il Festival sarà l’espressione di quello che faremo. Non so quanto è stato capito, ma la selezione musicale dello scorso Festival è stata rivoluzionaria. Amadeus ha avuto coraggio nel trasgredire la liturgia tradizionale del melodico di Sanremo. Penso che la strada dell’innovazione non vada abbandonata.”

Stefano Coletta, Direttore di Rai 1, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera, parlando proprio dell’Eurovision e di quelle che sono le priorità.

“Riportare l’Eurovision nel nostro paese dopo 31 anni sarà l’occasione per mostrare la grande capacità della Rai di guidare una macchina così complicata e articolata. Sono consapevole che per me, per il vicedirettore Claudio Fasulo e tutto il gruppo che sta dietro a questi eventi comincerà un lavoro straordinario. Considero l’Eurovision anche un’esperienza antropologica: in tre ore di show c’è la possibilità di dare uno sguardo alle tendenze, al costume ma anche ai messaggi di tanti Paesi europei.

Quando la Rai scende in campo non ce n’è per nessuno lavoro. Realizzeremo un evento alla portata del nostro talento, mantenendo le caratteristiche del Made in Italy, tra cui una certa capacità empatica. L’entusiasmo sarà superiore alle problematicità, basta non perdere il coraggio il coraggio di essere contemporanei, elevando i linguaggi e le espressioni al tempo di oggi. Poi la gente ti segue.”

Foto NPO/NOS/AVROTROS NATHAN REINDS

Simone Zani
Simone Zanihttp://www.stefanofisico.it
Speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali. In vent’anni ha realizzato oltre 8.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo "La Festa di Don Martello".

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