Zo Vivaldi Rumors

ZO VIVALDI: “MI SONO LANCIATO IN MARE APERTO, MI SONO RIMESSO IN GIOCO”

Debutto discografico per Lorenzo Caio Sarti, alias Zo Vivaldi, già autore per Fedez, Dark Polo Gang e diversi giovani artisti della scuola di “Amici” (Einar, Thomas, Jacopo Ottonello). L’artista classe ’97 si racconta in occasione dell’uscita del singolo “Rumors”
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Debutto discografico per Lorenzo Caio Sarti, alias Zo Vivaldi, già autore per FedezDark Polo Gang e diversi giovani artisti della scuola di Amici (Einar, Thomas, Jacopo Ottonello). L’artista classe ’97 si racconta in occasione dell’uscita del singolo “Rumors”

Zo Vivaldi Rumors

Partiamo da “Rumors”, cosa racconta?

«“Rumors” è il primo capitolo della storia di Zo Vivaldi. Segna il momento in cui ho deciso di mettere fine a tutte le paure auto-inflitte che mi trattenevano dall’inseguire ciò che sognavo, e, soprattutto, racconta il modo in cui ho deciso di farlo. Mi sono lanciato in mare aperto, mi sono messo in gioco». 

Com’è esordire da protagonista dopo aver ricoperto il ruolo di autore?

«É stata la cosa più avvincente e creativamente stimolante che abbia mai provato. Quando si lavora come autore, spesso, la direzione creativa viene lasciata all’artista una volta che la canzone viene ultimata. Dare sfogo a tutto ciò che di artistico si può fare oltre la finalizzazione di una canzone, come per esempio video, foto, grafiche, mi ha portato una grande gioia».

C’è un aspetto che ti affascina particolarmente nella fase di composizione di una canzone?

«La cosa che più mi affascina sono i primi 10-20 minuti quando la canzone viene inventata. Spesso infatti tutto il succo viene materializzato in pochissimi minuti. I mesi successivi sono spesi per perfezionare e ultimare quell’idea che in così poco tempo ha preso vita». 

Come descriveresti il tuo rapporto con Milano?

«Molto dinamico. Un anno fa avrei dato una risposta molto negativa. Provavo ansia, giudizio e sconforto ogni volta che ci mettevo piede. Nell’ultimo anno ho cominciato a frequentare Milano giornalmente per lavoro e ho maturato nuovi sentimenti verso la città. Adesso adoro la velocità a cui tutto si muove e mi sento positivamente impostato verso un mindset di business unito alla creatività musicale».

A cosa si deve la scelta del tuo nome d’arte?

«I miei amici di Los Angeles mi chiamano “Zo”, pensavo che le due lettere da sole fossero troppo vaghe per i miliardi di risultati presenti sull’internet. Una sera mia mamma propose di aggiungerci la via in cui sono nato e cresciuto: via Vivaldi. In questo modo è nato “Zo di via Vivaldi”».

Che significato attribuisci alla parola “musica”?

«Un’amica. La musica sa starti accanto e capirti indipendentemente dalla tua necessità emotiva. É sempre lì per farti compagnia nei momenti di bisogno e per questo per me rappresenta l’amicizia».

Cosa ti piacerebbe riuscire a trasmettere a chi ascolterà la tua “Rumors”?

«Con “Rumors” mi piacerebbe trasmettere l’idea che vale la pena provarci. Vale la pena staccarsi da una situazione difficile e cercare di trovare un attimo di pace per ristabilire il proprio baricentro, così da riconnettersi con sé stessi e cominciare ad ascoltare la voce interiore che cerca di guidarci nel cammino della vita».

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