Leo Gassmann Down

LEO GASSMANN: “È IMPORTANTE CHE OGNUNO ABBIA IL PROPRIO SPAZIO PER PORTARE UN MESSAGGIO”

Un anno e mezzo dopo la sua vittoria al Festival di Sanremo con “Vai Bene Così”, torna Leo Gassmann con il nuovo singolo “Down”.
27 Condivisioni
27
0
0

Un anno e mezzo dopo la sua vittoria al Festival di Sanremo con “Vai Bene Così”, torna Leo Gassmann con il nuovo singolo “Down”.

Leo Gassmann Down

E’ uscito Down, il nuovo singolo inedito del cantautore Leo Gassmann. Un brano che rappresenta una svolta dal punto di vista sonoro e che si caratterizza per sonorità punk rock, in cui spicca anche l’utilizzo dell’autotune.

Per la realizzazione del pezzo Leo si è affidato a Francesco “Katoo” Catitti, che ha vestito il pezzo in modo da esaltare il testo del brano.

Attualmente il cantautore è al lavoro per la realizzazione di un nuovo album.

Intervista a Leo Gassmann

Il brano parla della tua lotta contro certi demoni. Quando è nato?

«Il brano è nato in seguito a un anno che per tutti e quindi anche per me è stato molto difficile, contornato da tante delusioni e tanti fattori negativi che si sono presentati uno dopo l’altro.

Sono arrivate anche situazioni immeritate che mi hanno fatto pensare a quanto la vita fosse ingiusta. Poi però mi sono reso conto che invece di scappare e scacciare i demoni bisogna accoglierli nella nostra vita, perchè sono proprio quelli che ci danno la voglia di andare avanti e di migliorarci ogni giorno.

Sono proprio quelli che ci rendono unici. Non bisogna nascondere le proprie paure perchè non si può fuggire. Si può soltanto accettarle per quelle che sono e trasformarle in qualcosa di positivo.»

Un tema che avevi già toccato con “Vai Bene Così”.

«Tutta la mia musica gira intorno alla volontà di creare dei testi e della musica che possano portare dei messaggi di positività. Soprattutto nei momenti più difficili.

Nella mia produzione, però, ci sono anche brani più spensierati ed è giusto che sia così.

Per il nuovo singolo mi piaceva tornare con una tematica più divertente rispetto a “Vai Bene Così”, che è un pezzo più introspettivo.

Down” è un brano dalle sonorità tipicamente punk rock. Un po’ perchè mi piace molto sperimentare e non amo la monotonia. Mi piace sorprendere, sorprendermi creando cose nuove per essere all’altezza in ogni situazione.

Ultimamente mi sono affezionato moltissimo a quelle sonorità e nell’album a cui sto lavorando ci saranno diversi brani con questo mood.

Penso che il rock possa essere un genere che può tornare ed essere protagonista della rinascita di valori e anche nuovi generi. La musica si deve evolvere ed è importante che ognuno abbia il proprio spazio per portare un messaggio.»

Nel brano spicca l’utilizzo dell’autotune. Come mai hai scelto questo effetto sonoro?

«Sono un grande fan degli artisti internazionali come Post Malone che utilizzano l’autotune in una maniera intelligente rispetto a quella a cui siamo abituati in Italia. Qui è usato in maniera troppo netta e si crea anche una sorta di piattezza anche a livello vocale.

Ho scritto questo brano e ho pensato subito all’autotune. Il fatto che a un certo punto io balbetto è un po’ come se saltasse il segnale. Ho individuato l’autotune come un suono per caratterizzare la generazione del presente. Come se a un certo punto la voce non arrivasse bene alle orecchie dell’ascoltatore. È un messaggio nascosto, una questione di concetto sul quale discutere.»

Qual è il valore aggiunto che ha dato la produzione di Katoo?

«È stato bello poter lavorare con Francesco Catitti che è un grandissimo produttore. Mi ha dato la possibilità di crescere come artista e come individuo.

Quando abbiamo deciso di lavorare a questo progetto, ho dichiarato subito i miei riferimenti e le mie influenze, ovvero un brano che ricordasse come sonorità l’Inghilterra e l’America moderna. Un riferimento agli anni 2000, ma riportato nel presente grazie a sonorità moderne e al cantato con l’autotune.

Francesco era gasatissimo. Abbiamo trascorso una giornata in studio. È stato bello vedere come lavora. Di solito lavoro con Matteo Costanzo che a mio modo di vedere è un produttore fortissimo, secondo me uno dei migliori della mia generazione. Ha tanto da imparare e può dimostrare con il tempo tutto il suo valore.

È sempre importante sperimentare anche con altri artisti senza necessariamente chiudersi, ma ampliando gli orizzonti. Questa con Katoo è stata un’esperienza bellissima che spero di poter ripetere in futuro.»

E’ passato un anno e mezzo dalla tua vittoria al Festival di Sanremo. Ti è dispiaciuto non esserci quest’anno?

«Non sono una persona competitiva, ma per me il Festival di Sanremo è stata una delle esperienze più belle della mia vita e non la dimenticherò mai.

Non esserci andato quest’anno può essere visto in tanti modi. Anche come un regalo, permettendomi di avere del tempo per lavorare alla mia musica.

Quando vai a Sanremo hai la fretta di dover chiudere per forza un album e avere più materiale possibile. Siamo abituati a vivere in una società che corre tantissimo. Io non mi ero mai fermato.

È stato importante avere del tempo per me con i miei amici, la mia squadra per lavorare a un disco che potrà sorprendere le persone che avranno il piacere di ascoltarlo.

C’è sempre tempo per tornare su quel palco che è uno dei più belli. Il più emozionante sul quale sono salito. Sono felice che sia stato dato spazio a degli artisti che non ci erano ancora saliti.

Hanno meritato di stare lì e secondo me è stato importante dare spazio ad altri ragazzi.

Gli artisti oggi più che mai hanno bisogno di essere uniti e di credere l’uno nell’altro e di aiutarsi a vicenda per far sì che si crei un movimento che possa ispirare gli altri settori.»

Foto di Francesco Ormando

Ti potrebbe anche piacere