SELTON: “BENVENUTI NEL NOSTRO MONDO”

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I Selton sono un trio giovane, che unisce le loro origini brasiliane ad una fortissima milanesità. Nei loro dischi possiamo trovare tantissimi generi diversi, tra il folk, il rock, il pop e la musica etnica brasiliana. Il loro ultimo disco, “Benvenuti”, è uscito il 16 Aprile e contiene una fotografia della loro essenza così particolare. In occasione dell’annuncio delle date del loro tour dell’estate 2021 abbiamo raggiunto il cantante Ramiro per farci quattro chiacchiere.

Come ci si sente ad essere tra i primi in Italia a ricominciare con i concerti?

È una sensazione incredibile dopo un periodo difficile. E’ bellissimo. Sapere che stai per far uscire un disco ma non sapere se potrai mai suonarlo live è stato tremendo. Ora finalmente invece possiamo farlo.

Il vostro tour inizierà il 12 giugno al Magnolia, a Milano. La data è già sold out. Cosa rappresenta Milano per voi?

Milano per noi è diventata un po’ casa. Siamo arrivati in una Milano di dieci anni fa e abbiamo visto la città cambiare e crescere intorno a noi. Siamo arrivati d’inverno, col freddo e senza sapere bene cosa aspettarci. Pian piano siamo riusciti ad amarla e ad apprezzarla. A Milano senti il sapore internazionale, abbiamo visto trasformarsi Loreto, dove viviamo, che all’inizio era un posto di periferia molto cupo e col tempo sempre più gente giovane ha iniziato a trasferirsi qua. Loreto Paradiso è il titolo di un nostro disco e pian piano abbiam visto il nostro quartiere diventare sempre più davvero un paradiso, multiculturale, giovane, aperto. Quando torniamo in Brasile ci sentiamo ovviamente a casa, perchè è lì che siamo nati, ma non è la casa che ci siamo costruiti con le nostre forze ed il nostro lavoro.

Siete multicurali ed avete viaggiato tanto. Qual è la vostra città preferita e cosa apprezzate dei vari posti in cui avete vissuto?

Rio De Janeiro è una città magica sotto diversi punti di vista. San Paolo è bella ma un po’ ti spaventa perchè è molto grande. Barcellona è la città più incredibile che ho mai visto ma è una città difficile se vuoi rimanere perchè i catalani sono molto chiusi. Milano ha la dinamica di una città grossa ma è a misura d’uomo, la puoi girare in bicicletta. Con altre città non succede, Londra e San Paolo sono metropoli, ti assorbono e ti mangiano vivo.

Cosa dobbiamo aspettarci da questo tour?

Iniziamo come band di strada quindi fa parte di noi lo show, la voglia di fare i performer. Nei nostri concerti ci piace sempre intrattenere e sorprendere ma non posso dire ovviamente altro. Venitelo a scoprire.

Qual è la genesi del vostro disco “Benvenuti”?

Benvenuti è stato un po’ un esperimento. Abbiamo sempre prodotto con Tommaso Colliva, il nostro produttore di fiducia. Questa volta abbiamo voluto spingerci e metterci in gioco, abbiamo deciso di uscire dalla comfort zone, chiamare produttori e musicisti nuovi, chiamare anche musicisti brasiliani. Abbiamo portato anche i nostri featuring a registrare in Brasile.

Qual è il pezzo più rappresentativo del disco?

Benvenuti è il pezzo simbolo, il pezzo più politico e sociale del disco. Venne scritto quando c’era ancora Salvini al governo e si parlava della chiusura dei porti. Ci siamo sentiti poco apprezzati, poco ben accetti in Italia. Quel pezzo è un tentativo di parlare del fatto che siamo tutti nella stessa barca, la vita è fatta di spostamenti. La cultura e l’identità non sono cose definite, sono in costante evoluzione. Tu ti senti italiano perchè mangi la pasta e la pizza ma magari la pizza te l’ha cucinata un egiziano.

Come definireste i Selton a chi non vi conosce?

Siamo tre amici che ci siamo incontrati forse per caso ma è stata la nostra fortuna. Da quando abbiamo iniziato a suonare insieme abbiamo subito preso tutte le decisioni insieme compresa quella di trasferirci a Milano. Siamo una famiglia, è come se fossimo sposati (ride ndr). Da quando facciamo musica la nostra è sempre una costante ricerca, siamo un grandissimo mix di culture. Ci siamo incontrati a Barcellona e qualche anno dopo siamo finiti a fare Jannacci in portoghese. Ogni disco è un calderone di tante cose diverse, non abbiamo un genere preciso.

Quali sono le vostre aspirazioni?

La nostra aspirazione è dare dei bei messaggi, delle belle sensazioni, non serve per forza mandare un messaggio politico. Si può anche essere la colonna sonora della vita, molte persone ci scrivono che li abbiamo aiutati in un momento difficile dandogli allegria, anche questo è importante e ci rende orgogliosi di quello che facciamo.

Vi viene mai la nostalgia di casa (la famosa saudade)?

A volte ci viene la saudade, certo. La cosa particolare è che è una parola esclusivamente portoghese ma è un sentimento universale, accomuna tutti quelli che vanno via di casa e che iniziano un nuovo percorso. È molto forte per noi soprattutto oggi che il Brasile attraversa un brutto periodo socio-economico e che non si può tornare ma si vorrebbe tanto.

Cosa pensate dell’evoluzione del mondo della musica oggi? Streaming, la fine del fisico, la predominanza dei talent show…

Lo streaming ha messo tutto il mercato musicale in ginocchio. La gente vuole ascoltare tutto gratis o comunque pagando pochissimo e questo non va bene. La cosa positiva però è che ha fatto emergere degli artisti che non sarebbero magari mai emersi normalmente. Dei talent show non ci piace il mettere la musica in un contesto di gara, però ci sono comunque dei bravissimi artisti che son venuti fuori dai talent show (come Gaia o Francesca Michielin). Noi non lo faremmo mai ma son comunque dei modi per esprimere se stessi.

Quale data del tour non vedete l’ora di fare?

Suonare a Milano ha sempre un peso diverso, ma non vediamo l’ora di tornare anche a Roma od in Puglia dove sappiamo che abbiamo tanti fan che ci amano e ci seguono sempre.

Ecco le date del Benvenuti Tour:

12.06 – MILANO
CIRCOLO MAGNOLIA sold out

25.06 – PADOVA
ANFITEATRO DEL VENDA

02.07 – TORINO
HIROSHIMA SOUND GARDEN

08.07 – PRATO
OFFICINA JUNGLE

10.07 – MARINA ROMEA (RA)
BAGNO POLKA

16.07 – COMO
WOW FESTIVAL

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