SCENA UNITA: TIRIAMO LE SOMME

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Quello messo in atto da SCENA UNITA è stato “uno spettacolo” di solidarietà corale, collaborativa e unitaria, che ha portato, in soli sette mesi a fornire delle risposte concrete per una ripartenza di un intero comparto, quello dello della musica, dell’arte e dello spettacolo, messo in ginocchio dalla pandemia e dai tanti mesi di arresto. Il fondo privatogestito da Fondazione Cesvi in collaborazione con La Musica Che Gira e Music Innovation Hub, è riuscito a raccogliere 4.780.000 Euro coinvolgendo oltre 150 artisti e più di 100 realtà aziendali che hanno sostenuto fin dall’inizio l’obiettivo per cui era nato: dare un concreto e immediato aiuto ai lavoratori e alle maestranze del mondo della musica e dello spettacolo colpiti duramente ed impossibilitati ad operare e, al contempo, sostenere progettualità per la ripartenza del settore.

Il 17 Giugno si è tenuta una conferenza in cui si è potuto tirare le somme del progetto e capire cosa prospetta il futuro.

Il principale promotore dell’evento è stato il rapper Fedez che ha dichiarato: “L’idea che mi era venuta in mente era far sì che ogni artista potesse sfruttare i rapporti che di natura hanno con i vari brand e le case discografiche e cercare di fare una cordata per raccogliere quanti più soldi possibile. C’era poi il problema di come creare il fondo e come raccogliere i denari, ci siam parlati con Cristina (Parodi, la presentatrice dell’evento ndr) che ci ha segnalato Cesvi. Alcuni mi hanno scritto ed altri li ho contattati io, una macchina fantastica. Music Innovation Hub si è unita con gentilezza. Pian piano siamo arrivati a quasi 4 milioni di euro. È una cosa incredibile se si pensa al fatto che sia stata una cosa spontanea. Già pagati 77 dei 106 richiedenti approvati. Questo sottolinea l’efficienza“.

È intervenuto in collegamento video anche Manuel Agnelli: “È stato importante non aspettare arrivasse qualcun altro ma dare un esempio concreto subito. Quello che è successo è stata una cosa unica che non ho mai visto succedere prima. Ancora oggi si fa molto fatica a comunicare l’entità di questi problemi al mondo dell’informazione ed ai vari giornalisti. Non sono solo i cantanti importanti ad avere dei problemi. È importante reiterare ed insistere a livello di informazione, queste iniziative ci permettono di farci sentire. Tutti questi mesi però di interlocuzione col ministero non sembrano però aver portato grandi cambiamenti nel sistema, le nostre richieste son state abbastanza ignorate nella proposta di legge. Bisogna riprendere in mano tutto ed unire la scena musicale.

Tra gli artisti aderenti al progetto ci sono anche le nuove leve come Gaia che dichiara: “In un momento come questo non esserci sarebbe quasi più assurdo che esserci. Avrei dovuto iniziare il primo tour nel 2020, sono uscita con il primo disco in un momento di totale lockdown. Non ho mai avuto occasione di fare un live. Ho avuto la possibilità però di conoscere tanti artisti e lavoratori ed essere sensibilizzata. Ognuno di noi non ha magari la possibilità economica di aiutare in maniera diretta ma ci siamo per informare e sensibilizzare il pubblico e raccogliere fondi in altri modi. A Sanremo, per esempio, ho deciso insieme a Ferragamo e Scena Unita di donare uno dei miei abiti di scena.”

Interviene in collegamento video anche Giusy Ferreri: “È assolutamente importante esserci, lo dice il nome stesso: Scena Unita. Tutte le persone che fan parte dello spettacolo devono essere unite. Bravo Fedez che ha avuto questa iniziativa, mi ricordo quando ne parlò ad XFactor ed io decisi di interessarmi e di scoprire di cosa si trattava. Scrissi al suo collaboratore per avere maggiori informazioni ed eccomi qui. C’è stata una reazione a catena, quando mi sono unita pure io molti amici mi hanno scritto per capire come potessero partecipare pure loro. Quest’anno finalmente qualche concerto riusciremo a farlo dopo un primo inizio timido nel 2020. Lo scorso anno c’erano grandissime titubanze su quanto potesse essere giusto esporsi, perchè a noi serve che la gente si riunisca e non sapevamo quanto e come chiedere si potesse fare. Quest’anno con il distanziamento e le sicurezze varie possiamo riuscire ad ottenere qualcosa, anche solo un piccolo tour. Sono riuscita ad organizzare un tour estivo con tutta la mia band e ne sono molto felice.”

Dei giovani artisti partecipanti fa parte anche Shade. “I ragazzi più giovani son quelli che si mettono di più in gioco. È un’iniziativa paradossale perchè di solito siamo noi che veniamo rincorsi e stavolta siamo noi che abbiamo rincorso. Io il giorno in cui uscì il DPCM mi son sentito davvero male, perchè pensavo a tutte le persone che ci tengono compagnia durante i concerti che non potevano più lavorare. È stato terapeutico anche per noi far parte di qualcosa di concreto. Dispiace che le istituzioni non ci ascoltino sempre.”

Infine interviene anche Michele Bravi: “Una delle frasi che più si sente adesso è “quanto ci manca andare ai concerti”. Negli ultimi mesi si è parlato tanto del mondo dello spettacolo dal punto di vista burocratico ma si è perso il punto di vista umano e creativo. Siamo stati tutti travolti da questa emergenza e abbiamo un po’ dimenticato il lato umano. Scena Unita permette a tutti quanti di poter tornare sul palco, noi ci mettiamo sempre la faccia ma dietro queste facce ci sono tante altre persone più nascoste. Il paese deve incominciare ad interessarsi della cultura.”

Sulle istituzioni ha anche precisato di nuovo Fedez: “Da Franceschini vogliamo una politica fatta meno di annunci e più di pragmatismo. Molto spesso mi son chiesto come si potrebbe accendere il dibattito politico sulla riforma ma non ho mai trovato una vera risposta.”

Dopo gli artisti sono intervenuti gli imprenditori ed i patrocinanti. Fulvio De Rosa, uno dei più grandi imprenditori musicali, ha preso la parola: “Il nostro settore registra la perdita a livello economico superiore a qualsiasi altra attività. Ci sono figure professionali che si sono sapute reinventare. L’unica cosa positiva è che questa tragedia ha permesso di fare la fotografia della situazione, di mettere in atto delle soluzioni con le istituzioni per cercare di arrivare a nuove misure di sostegno e di wellfare.”

Largo anche a Paolo Caroli, project manager di CESVI: “Il mio lavoro è coordinare un piccolo team che si occupa del lavoro di prossimità. I bandi Scena Unita son due, uno per i lavoratori dipendenti e l’altro per le imprese individuali. Abbiamo sfruttato con grande rapidità l’aiuto per le persone più vulnerabili. Il settore è molto articolato, vario e frammentato. L’81% dei progetti che abbiamo ricevuto riguarda attività del territorio, il contributo consiste soprattutto nel mettere in cartellone per tutta Italia eventi multiculturali.

Parole critiche anche quelle di Giovanbattista Praticò di La Musica Che Gira: “L’esperienza è andata molto bene, abbiamo raccolto una grande cifra. La fotografia che ci arriva è quella di soggetti molto vulnerabili, speriamo che in futuro non ci sia più bisogno di queste iniziative perchè il mondo artistico ha dei difetti strutturali per colpa di buchi legislativi. È importante una vera riforma, non un semplice cerotto ma un’intervento a cuore aperto. Le leggi di ora non sono nulla di rivoluzionario. Se oggi ci troviamo qui è perchè il nostro lavoro non è mai stato considerato importante, viviamo di cultura passata ma ignoriamo la cultura presente. Ci sono diversi progetti di riqualificazione. Bisogna ascoltare il settore. Negli ultimi 10-15 anni il settore è cresciuto, si è evoluto ed il governo non ha avuto gli strumenti per adeguarsi a queste evoluzioni. Si spera di continuare a lavorare tutti insieme. Se ciascuno inizia con esigenze ad personam non si va da nessuna parte.

Il ruolo della fondazione CESVI è stato fondamentale. Le parole di Maurizio Carrara che ne è stato direttore a lungo sono molto positive: “CESVI è una fondazione che lavora in 23 paesi del mondo con migliaia di persone, per la pandemia abbiamo deciso di rientrare a casa nostra ed aiutare le persone in difficoltà. Abbiamo messo al centro efficienza e trasparenza ed aiuto a chi ne ha più bisogno. Abbiamo visto la passione parlando con Fedez. I risultati son stati ottimi, siamo felici di aver partecipato a questa iniziativa. Uniti si può vincere, ci troverete in giro per le strade italiane d’ora in poi.

Infine ci son state le dichiarazioni di Andrea Rapaccini, presidente di Music Innovation Hub: “Per me non c’è un’industria musicale. Per esserci industria ci vuole politica industriale ed io non vedo nessun tipo di politica sulla musica. Finchè le istituzioni ma anche lo stesso settore non ragionano da industria non si arriverà mai ad una soluzione. Gli operatori della musica sono abbastanza indipendenti, non fanno squadra come in alcuni casi nell’ambito dell’audiovideo. Se si fosse più uniti si potrebbero fare grandi cose.”

Infine ci son state le dichiarazioni di Andrea Rapaccini, presidente di Music Innovation Hub: “Per me non c’è un’industria musicale. Per esserci industria ci vuole politica industriale ed io non vedo nessun tipo di politica sulla musica. Finchè le istituzioni ma anche lo stesso settore non ragionano da industria non si arriverà mai ad una soluzione. Gli operatori della musica sono abbastanza indipendenti, non fanno squadra come in alcuni casi nell’ambito dell’audiovideo. Se si fosse più uniti si potrebbero fare grandi cose.”

Quale sarà il futuro di Scena Unita? A questa domanda ha risposto lo stesso Fedez: “Scena Unita non si può fermare perchè deve monitorare tutti i progetti fino ad Ottobre. Non estenderemo ad altri bandi ma Scena Unita continuerà a vivere e ci sarà sempre.”

Infine c’è stato tempo anche per un’ultima frecciatina. “Chi non ha aderito perchè non lo ha fatto? Dovete chiederlo a loro, io non parlo per conto di altri.


Potete trovare ulteriori dettagli e l’elenco dei beneficiari nel sito www.scenaunita.org

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