MICHELE BRAVI E SOPHIE AND THE GIANTS: “VI CANTIAMO IL NOSTRO INNO ALLA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE INDIVIDUALE”

E’ uscito Falene, il nuovo singolo di Michele Bravi e Sophie and The Giants. Un brano dal sapore più estivo e che rappresenta una nuova sfaccettatura de “La Geografia del Buio

Michele Braci Sophie and The Giant

Un mood serrato, ipnotico caratterizzato da percussioni che non solo scandiscono il ritmo, ma trasportano l’ascoltatore in una dimensione onirica, ma reale.

Falene è il nuovo singolo di Michele Bravi, che per la prima volta è affiancato da un’artista internazionale, Sophie and The Giants, che nel 2020 ha fatto centro anche nel nostro paese con Hypnotized e si è ripetuta quest’anno con Right Now.

Michele torna a esibirsi dal vivo con sei date live piano e voce, a partire da venerdì 23 luglio a Villanova di Ostuni (BR), presso il Porto Vecchio in un suggestivo concerto all’alba, proseguendo poi a San Romano in Garfagnana, lunedì 2 agosto presso la Fortezza delle Verrucole, a seguire sarà a Teramo, domenica 8 agosto al Teramo Natura Indomita, giovedì 12 agosto sarà a Jesolo (VE) al Suonica Festival e venerdì 13 agosto a Majano (UD) all’Area Concerti del Festival di Majano. Il tour si concluderà martedì 14 settembre a Catania presso la Villa Bellini.

Intervista a Michele Bravi e Sophie and The Giants

Cosa rappresenta per te “Falene”?

«“Falene” è un nuovo capitolo di “La geografia del buio”, il disco uscito lo scorso mese di gennaio. Un progetto che parla di come si convive con il dolore, con il buio. “Falene” ha un titolo molto evocativo, parlando, quindi, di animali notturni che sanno benissimo come convivere con il buio, ma anche girare intorno a una luce senza cadere nel fatalismo. “Falene” è una metafora. Un’immagine che rappresenta tutte le persone che almeno una volta nella loro vita si sono sentite fuori posto. Questa canzone vuole essere una sorta di inno per chi si è sentito falena. Io e Sophie abbiamo un desiderio e l’uscita a giugno non è casuale. Vorremmo che questa canzone possa diventare anche un inno del pride! Un brano che racconta la libertà di espressione individuale. “Falene” si colloca nella “Geografia del buio” con questa chiave.»

Sophie, qual è l’aspetto del percorso artistico di Michele che più ti ha colpito?

«Io e Michele dal punto di vista artistico siamo molto simili, anche come tipologia di percorso e visione della vita in generale. Mi piace come riesce a descrivere i momenti più bui dell’anima. Abbiamo un’affinità che rende semplice lavorare insieme.»

Qual è l’aspetto del testo che lega il singolo a “La geografia del buio”?

«In realtà è proprio la metafora principale. “Balliamo al buio come le falene”. Sono parole ricche di significato e nello specifico canto che bisogna accettare di essere l’oscurità, ma anche trovare un modo per giocare. Tra me e Sophie c’è una grande similitudine artistica, perchè entrambi abbiamo questa sorta di convivenza continua tra luce e ombra. Questo singolo nello specifico racconta come far convivere i due opposti. Le falene non fanno altro che ballare tra spigoli bui e luminosi. Un gran modo per abitare il buio!»

A livello di sonorità qual è l’ispirazione?

«Non è stato facile trovare l’identità sonora del pezzo. Le falene hanno di base un significato evocativo e tribale molto forte. Addirittura ci sono delle leggende che narrano siano delle streghe che ancora devono trovare un corpo. Delle anime senza corpo. A un certo punto nel testo cito la Colombia e non è casuale. Io umanamente e privatamente ho un grande legame con la cultura del paese sudamericano. Per la produzione volevo ci fosse un forte richiamo alla musica colombiana. Per me è un’ispirazione continua. In Colombia hanno un tipo di ospitalità e una profondità negli atteggiamenti quasi ritualistica. Ritualizzano ogni fase della vita. Ci tenevo tantissimo ci fosse una certe tribalità nel suono. È stato un percorso partito proprio da una riflessione sulla cultura di quel paese.»

Le percussioni hanno un ruolo preponderante soprattutto nella prima parte. Qual è il messaggio che intendi lanciare con questi suoni?

«Sulle percussioni è stato fatto un lavoro davvero profondo. Tutti i suoni sono stati realizzati con il corpo, non c’è una percussione digitale. Anche per questo considero “Falene” come la vena erotica de “La Geografia del Buio”. Racconto, quindi, una parte dell’oscurità dell’anima in maniera più sensuale. È per questo che la percussività è prodotta dal corpo. Già nell’album c’era un pezzo intitolato “Storia del Mio Corpo”, che faceva capire quanto per me è importante l’aspetto materiale e fisico di una sensazione.»

Sophie, l’Italia ha scoperto la tua musica e i riscontri sono stati ottimi fin da subito. Ti aspettavi questo successo?

«No, non me lo aspettavo proprio! Mi dispiace solo non poter comunicare con le persone che amano la mia musica nella loro lingua! Ringrazierò sempre l’Italia per i riconoscimenti e gli attestati di stima ricevuti da “Hypnotized”»

Sophie, cosa ti aspetti da questo nuovo singolo con Michele?

«Vorrei tanto che le persone amassero questo brano così come lo apprezzo io. Sarei felice se l’impatto degli ascoltatori sia positivo, così come è il messaggio del pezzo. Mi auguro, poi, di poterlo cantare più volte insieme a Michele

Michele, pensi che con questo brano il percorso discografico de “La geografia del buio” sia concluso?

«Non lo so, perchè io credo che i dischi abbiano sempre una doppia vita. Durante la scrittura e poi quando lo pubblichi. A ma piace prolungare i dischi nel tempo e già lo avevo fatto in passato, anche con il disco precedente. È un approccio che amo perchè quando la tua scrittura incontra le persone, anche il tuo processo creativo cambia, si amplifica, si distorce. È quello che è successo con Falene. Ci tenevo che fosse un pezzetto ulteriore del racconto iniziato con La Geografia del Buio. Una fase che si è aggiunta nel momento in cui il disco è diventato di tutti. Per questo non escludo che possano uscire altri singoli legati al progetto, altre fasi di questo racconto. Ci sono nuovi brani che sarebbero pronti, ma non ho ancora capito se sono parte de La Geografia del Buio o l’inizio di un racconto nuovo. Lo scoprirò vedendo anche la reazione che il pubblico avrà con l’ascolto di “Falene”. Capirò quindi se “La Geografia del Buio” è un disco con cui ho già detto abbastanza, se vale la pena aprire un nuovo capitolo e se è meglio iniziare un racconto completamente differente.»

Che estate ti aspetti dall’estate 2021?

«Ho un grande desiderio. Come artista mi manca il palco, il contatto con il pubblico. Stiamo programmando un paio di occasioni in cui ci esibiremo insieme.

Mi aspetto di riprendere in mano la creatività anche sotto forma di spettacolo live. Non guardo negli occhi il mio pubblico da troppo tempo. La musica non si è fermata, è vero, ma senza l’incontro con il pubblico non è la stessa cosa! A “La Geografia del Buio” per ora manca solo il contatto fisico con chi lo ha ascoltato. Mi auguro di recuperare questo aspetto durante l’estate.»

Simone Zani
Simone Zanihttp://www.stefanofisico.it
Speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali. In vent’anni ha realizzato oltre 8.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo "La Festa di Don Martello".

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