Gio Evan

GIO EVAN: “METÀ MONDO È L’INCONTRO CHE AVVIENE TRA LO SPIRITO E IL CORPO”

Nuovo singolo per Gio Evan. L’artista, dopo il 23° posto a Sanremo e la pubblicazione dell’album “Mareducato”, è tornato con il brano inedito “Metà Mondo”
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Nuovo singolo per Gio Evan. L’artista, dopo il 23° posto a Sanremo e la pubblicazione dell’album Mareducato, è tornato con il brano inedito Metà Mondo

Gio Evan

Dopo aver conquistato una nuova porzione di pubblico grazie alla partecipazione al Festival di Sanremo con Arnica, ora Gio Evan torna con il nuovo singolo Metà Mondo.

Il brano, un up-tempo ricco di riferimenti a sonorità sudamericane e africane, chiude idealmente il concept iniziato con la pubblicazione dell’album Mareducato.

Il brano è accompagnato da un videoclip diretto da Serena Porta e Claudio D’Elia.

Intervista a Gio Evan

Cosa rappresenta il nuovo singolo “Metà mondo”?

«Metà Mondo è l’incontro che avviene tra lo spirito e il corpo, rappresenta il viaggio fisico e metafisico. Ho partorito questa canzone nella staticità della pandemia e quindi è stata avvolta all’inizio da un manto di saudade, una nostalgia feroce che non si voleva staccare da me, nonostante io praticassi un’allegria costante. Poi siamo ritornati alle piccole vittorie in termini di libertà e il brano ha assunto un significato nuovo.»

Hai definito il brano come “la mia canzone più allegra di sempre”. Dal punto di vista sonoro, qual è stata l’idea che hai seguito?

«Quando ho vissuto in Sudamerica mi sono innamorato del charango, una chitarrina che suonano tantissimo in Paraguay. Sono partito da quell’idea sonora e poi ho allargato l’obiettivo sulla musica tribale, sui suoni africani, cercando di contaminare la mia tradizione italiana con qualcosa di etnico. La mia idea è portare in Italia un po’ di Africa, Sudamerica, Asia…»

Hai descritto “Metà mondo” come “La canzone dell’estate per chi non ascolta canzoni dell’estate.” Esiste ancora un’idea di canzone per l’estate?

«Io direi proprio di sì. C’è proprio uno studio su come fare la canzone dell’estate. È diventato un compito, un algoritmo. Non significa che sia un male, ma in questo caso l’obiettivo è studiare matematicamente un sound che funziona in estate e che ormai conosciamo fin troppo bene. Negli ultimi dieci anni le canzoni dell’estate sono simili tra loro ed è per questo che si ricordano. C’è uno studio, non sono pezzi che nascono di pancia. Quando in Universal abbiamo fatto ascoltare questo pezzo sapevamo che non stavamo rispettando i canoni dei brani estivi. Sono contento perchè hanno apprezzato il nostro lavoro.»

Gio evan

Con questo brano chiudi idealmente il percorso di “Mareducato”?

«Questa è la canzone con cui distruggo l’idea di Mareducato, un concept album che narra di come dalla riva si arriva all’abisso. Ma dopo l’abisso cosa c’è? Di sicuro la consapevolezza di essere arrivati, ma poi cresce la volontà di arrivare dall’altra parte, anche se non si sa come. Metà Mondo rappresenta il mezzo dell’Oceano! Non sei più nel luogo da dove provieni, ma non sei nemmeno arrivato dall’altra parte. Stai per imbarcarti verso una destinazione che non conosci. Sei nel pieno dell’abisso. Questo è il Metà Mondo, un segnalibro che va a distruggere Mareducato, ma anche Arnica. Con questo brano voglio far capire al pubblico che mi ha conosciuto a Sanremo che io non sono solo Arnica. Sono contraddittorio, incoerente come l’arte desidera.»

L’abisso è una liberazione oppure un modo per dire ‘mi basta così’?

«L’abisso è una dimensione di profondità. Bisogna usare il nostro abisso per sprofondarci dentro, bisogna entrare nella stanza più intima di noi stessi. È anche l’unica via che permette di vivere la superficie. D’altronde solo una persona intelligente può permettersi di comportarsi da stupido. Solo un colto, un intellettuale può permettersi di praticare la stupidità che è sacra, quando si è in grado di gestirla e di cogliere la profondità del ragionamento dell’altro. L’abisso ti permette di planare sulle cose come diceva Italo Calvino riguardo la leggerezza

Sono passati ormai quasi 4 mesi dal Festival di Sanremo. Oggi come valuti l’esperienza?

«Sono molto affezionato a Sanremo e quest’anno l’esperienza mi ha fatto impazzire, perchè è stata molto intima e da quello che mi hanno detto anche diversa dal solito. Lo rifarei mille volte, a patto che accanto a me ci sia il mio team! Ormai siamo preparatissimi perchè una tensione come quella che ho vissuto in quella settimana non l’ho mai provata e credo che non la proverò mai.»

Come saranno strutturati i tuoi live?

«Non vedo l’ora! Ho una gran voglia di abbattere il muro della distanza e lo farò con la musica. Voglio saltare sul palco, aggredirlo, farlo mio! Il mio compito sarà quello di emanare vicinanza e grinta perchè mi sento come un wrestler! Sto affrontando la preparazione come se fosse un round! Sarà uno spettacolo unico, in cui unirò la musica ad altri linguaggi.

Rispetto al tour del prossimo autunno, questo sarà più energico. Nel repertorio abbiamo tante canzoni e non sempre è semplice trovare una chiave per proporle tutte! In estate evidenzieremo più la grinta di Metà Mondo e di brani più veloci e spensierati e una dimensione più giocosa. In autunno ci sarà più spazio, invece, per la parte introspettiva. Tireremo le somme dello spirito!»

Il tour di Gio Evan prenderà il via il 9 luglio dal Phenomenon di Fontaneto d’Agogna.

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