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RIOPY: “LA MIA MUSICA? È SEMPLICEMENTE PURA EMOZIONE!”

Sarà disponibile dal 2 luglio Bliss, il nuovo album del pianista e compositore francese Riopy. Ne abbiamo parlato in un’intervista
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Sarà disponibile dal 2 luglio Bliss, il nuovo album del pianista e compositore francese Riopy.

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L’album conterrà 11 brani inediti ed è stato anticipato da una suite di singoli digitali usciti negli scorsi mesi. La Vernatelle, Epiphany, Be a prelude, Joy, Noah, Sky opus fire, Sense of hope, Sweet dream e Lullaby.

Per le registrazioni l’artista, scoperto a Londra mentre lavorava in un negozio di pianoforti e apprezzato da artisti internazionali come Chris Martin, ha scelto un pianoforte Fazioli, il cui magnifico suono ha contributo a distillare nei brani melodie di pura emozione.

Questa la tracklist di Bliss.

  1. Bee
  2. La Vernatelle
  3. Epiphany
  4. Sweet dream
  5. Sense of Hope
  6. Noah
  7. Be a Prelude
  8. Lullaby
  9. Joy
  10. Sky opus fire
  11. Sweet awakening

L’artista, che su Spotify conta oltre 200 milioni di stream, si è esibito a Milano domenica 27 giugno durante Piano City, kermesse che già lo aveva ospitato nel 2017.

Intervista a Riopy

La leggenda narra che Chris Martin ti ha sentito suonare a Londra. Ci puoi raccontare com’è andata?


«Sono stato invitato a suonare a un party privato a Londra, al quale era presente anche Gwyneth Paltrow. Mi sono messo al piano dopo aver visto Chris Martin. Ero un po’ in ansia, ma ho messo tutte le mie emozioni nell’esibizione. Quando ho finito, nessuno ha emesso un fiato, ho pensato di aver fatto una pessima figura, di aver sbagliato qualcosa. Mi sono alzato e gli ospiti hanno cominciato ad applaudire alzandosi in piedi a loro volta. Mi sono sentito sollevato e mentre tornavo al mio posto Chris mi ha chiamato. Si è complimentato per la mia esibizione e ha voluto che mi sedessi al tavolo con lui. Alla fine della cena mi ha abbracciato e ringraziato. È stato bellissimo. Qualche settimana dopo ho ricevuto in regalo un pianoforte, grazie al quale ho inciso il mio primo album.»

Come definiresti la tua musica oggi?


«Penso sia solo musica con la M maiuscola. È così che la vedo, penso che il pianoforte sia uno strumento grazie al quale esprimo le mie emozioni. Sarebbe potuto essere anche un flauto, ma ho sempre sognato di avere un piano. Non saprei come definire altrimenti la mia musica. Spero sia semplicemente pura emozione.»

Il tuo precedente album “Tree of Light” aveva un approccio più etereo, mentre l’impressione è che “Bliss” porti un’idea di musica più concreta. È realmente così?


«Si concordo, Tree of Light era più intimo ed etereo, minimalista. Aveva una base e andava lentamente in una sola direzione. Il nuovo disco, invece, è un po’ più romantico, ha più cambi, è come la nebbiolina notturna. Sono due album differenti e concordo con la tua visione.»


Il periodo che abbiamo vissuto ha influito sulla tua composizione?

«Ha avuto un enorme impatto su tutta la mia vita, come penso per tutti, ma sono una persona positiva, quindi mi sono concentrato su quello che posso controllare e ne ho estratto il meglio che ho potuto. Sono stato fortunato anche perché ho una casa con giardino e avevo i miei bambini da curare.

Se non ci fosse stata la pandemia sarei stato in tour e non avrei potuto passare tanto tempo con loro. Quindi mi sento molto fortunato. Ho avuto tanto tempo per comporre musica, prendermi cura della mia famiglia. Alla fine quello che è importante per tutti, vedere il positivo in ogni cosa.»


Chiudendo gli occhi e ascoltando il brano “Sense of hope” si prova inquietudine e speranza. Per te cosa rappresenta?

«Sì giusto, perché è quello il senso della speranza, è la luce che ti fa vedere il buio. Se sei sempre stato nel buio non puoi sapere cosìè la luce. Direi più che paura, fragilità, ma si, è così. Nel pezzo c’è un po’ di nostalgia e un po’ di tristezza, ma ciò ti porta a vedere che cos’è la speranza. Ti porta in un mondo di inquietudine per poterti rassicurare.»

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Qual è il messaggio che vuoi comunicare con “Noah”?


«È molto bello perché Noah è il nome di mio figlio. Quando l’ho composta era accoccolato sul tappeto e non appena ha sentito le prime due note, voleva suonarla lui! Ho capito che come per tutta l’umanità, la cosa più importante non è cosa siamo fuori, ma quello che siamo dentro. Volevo farne una dichiarazione chiamandola Noah

Nel 2017 hai già suonato a Milano. Quali sono le caratteristiche del pubblico italiano che più ti piacciono?


«La sensibilità. So che a volte siete rumorosi, ma il pubblico italiano è il migliore che si possa avere perchè è ricco di autenticità. Un ascolto basato sui sentimenti. Una sensazione simile a quella che mi guida quando compongono la mia musica. Vorrei che il pubblico capisse che la mia musica è speranza.»

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