Francesco Renga

FRANCESCO RENGA: “MI SONO STANCATO DELLE VOCI RADDOPPIATE, QUINDI HO RIVISTO LA TESSITURA DI ALCUNI BRANI”

Ha preso il via da Bellaria Igea Marina, Acoustic Trio Estate 2021 il tour estivo di Francesco Renga. Ne abbiamo parlato in un’intervista.
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Ha preso il via da Bellaria Igea Marina, Acoustic Trio Estate 2021 il tour estivo di Francesco Renga. Ne abbiamo parlato in un’intervista.

Francesco Renga 2021

Acoustic Trio Estate 2021, questo il nome del tour con cui Francesco Renga torna dal vivo. L’artista si presenta in gran forma pronto a regalare emozioni con la sua voce in una dimensione inedita e più intima. Un modo per riscoprire oltre vent’anni di repertorio solista. Il tour, partito da Bellaria Igea Marina, proseguirà il 12 luglio al Castello Sforzesco di Vigevano.

Queste le altre date. 15 luglio all’Area Produttiva di Tarantasca (CN) in occasione dell’Onde Sonore Festival, il 31 luglio all’Arena degli Ulivi a Fasano (BR), il 20 agosto all’Anfiteatro Falcone e Borsellino di Zafferana Etnea (CT), il 21 agosto all’Arena Villa Dante di Messina, il 28 agosto in Piazza Carl Marx per il Festival dei Borghi di Marsciano (PG).

Sul palco Francesco Renga è accompagnato da Fulvio Arnoldi (chitarra acustica e tastiere), Vincenzo Messina (pianoforte e tastiere) e Stefano Brandoni (chitarre).

Intervista a Francesco Renga

Cosa provi a tornare sul palco dopo tutto questo tempo?

«Sento una sensazione diversa. Provo un’emozione amplificata all’ennesima potenza. Cantare dal vivo e incontrare il pubblico è quello che più mi è mancato. Il tour sarà un abbraccio, anche se per ora solo visivo. Stabiliremo un contatto grazie alla musica e tra noi ci sarà uno scambio di energia, anche solo guardandoci negli occhi.»

Come ti sei preparato?

«Siamo tutti un po’ arrugginiti dopo così tanto tempo lontani dai palchi. Per questo tour ho sentito forte la volontà di ascoltare veramente il pubblico. Mi esibirò utilizzando le spie sul palco e non gli in ear, che mi fanno sentire come in un acquario. Così facendo riuscirò ad avvertire nelle orecchie il suono del pubblico. Ascoltarli cantare mi serve per ritrovare tutte quelle sensazioni che avevo perso. La musica è si muove e poter ascoltare il pubblico mi serve anche per ritrovare tutte le mie posizioni di emissione, di tenuta e di diaframma. Mi serve anche tornare a sentire la voce che rimbalza sulla capsula del microfono.»

Come hai scelto i brani della scaletta?

«Ho messo insieme le canzoni che mi piacerebbe che il pubblico cantasse insieme a me. Una scelta naturale, brani che il pubblico secondo me si aspetta. Ci sono, però, anche tre o quattro chicche, pezzi che non facevo da un po’. Tra questi c’è Spiccare Il Volo, un brano difficile, ma che trova nella dimensione acustica la sua essenza. In un momento così non poteva poi mancare un doveroso omaggio a Franco Battiato

Come sei riuscito a far convivere in un solo show un repertorio di oltre vent’anni di canzoni?

«Ho rielaborato molti pezzi cambiando le tonalità e adattandoli a una dimensione acustica. Ultimamente mi sono stancato delle voci raddoppiate, quindi ho rivisto la tessitura di alcuni brani e li ho riadattati per poterli cantare con un’unica voce. Non voglio più essere incatenato a una voce guida o a una sequenza. Voglio lavorare alla vecchia. Questa è una strada che porterò avanti anche nel prossimo futuro e nel tour invernale, che non sarà acustico.»

Come valuti la tua esperienza al Festival di Sanremo 2021?

«Ho sottovalutato l’assenza del pubblico. Non avevo messo in conto che sarei salito su un palcoscenico e che in platea nessuno mi avrebbe ascoltato. Poi ho avuto qualche problema tecnico e la canzone è vocalmente impegnativa e probabilmente non del tutto scritta per una vocalità come la mia. Arrivavo da un anno di inattività e devo dire che tutta questa ruggine alla fine si è sentita. Il brano sanremese non farà parte della scaletta di questo tour, ma l’ascolteremo quest’inverno.»

Come mai hai scelto di non pubblicare niente quest’estate?

«Lo scorso anno cono uscito con Insieme: Grandi Amori, un brano che in quel momento per me rappresentava la liberazione, la fine di un momento che invece poi si è ripresentato. Era un brano gioioso, ma io non ho nessun tipo di velleità rispetto a un mercato di canzoni estive. Questa moda del reggaeton mi dà quasi fastidio!»

Foto di Toni Thorimbert

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