dashiki e dadà

DASHIKI E DADA’: “IL NOSTRO COLPO DI FULMINE ARTISTICO”

Lui è un producer e dj mascherato, lei una talentuosa cantautrice napoletana. Approfondiamo la conoscenza di Dashiki e Dada’, in uscita con il singolo “Gianna oh”
34 Condivisioni
34
0
0

Lui è un producer e dj mascherato, lei una talentuosa cantautrice napoletana. Approfondiamo la conoscenza di Dashiki e Dada’, in uscita con il singolo “Gianna oh”

dashiki e dadà

Come vi siete conosciuti e com’è nato questo pezzo?

Dada’: «Dashiki ha sentito la mia musica, mi ha scritto e ci siamo conosciuti. Subito dopo gli ho fatto ascoltare “Gianna oh”, l’ha trovata molto bella, così abbiamo ragionato insieme in termini sonori ed è venuto fuori quello che potete ascoltare».

Dashiki: «E’ stato un colpo di fulmine artistico. Quello che mi ha colpito subito è il sound, la voce molto internazionale di Dada’, sfumature etniche che non hanno una connotazione geografica ben precisa».

Il brano è scritto e cantato in dialetto napoletano arcaico, da cosa è stata dettata questa scelta?

Dada’: «Sì, esatto, quello della canzone è il dialetto storico, più verace, “delle nonne”. Oggi si sono sviluppati nuovi modi di parlare napoletano, questo è sicuramente il più fedele alla tradizione. Più che una scelta, per me è stata un’esigenza, perché io sogno e penso in napoletano, lo adopero tutti i giorni come se fosse la mia lingua madre, ed effettivamente lo è. É stato bello comprendere che potevo usare la lingua del mio cuore per sviluppare i miei progetti artistici».

Quali elementi e quali caratteristiche vi rendono particolarmente orgogliosi di questo pezzo?

Dashiki: «Il sound mi soddisfa in maniera particolare, perchè mette in risalto la personalità vocale di Dada’, che agisce in modo totalmente indipendente da schemi e preconcetti, senza lasciarsi intrappolare da definizioni di genere o di suono, perchè sperimenta senza paura e si lascia contaminare».

Cosa vi piacerebbe riuscire a trasmettere a chi ascolterà questa canzone?

Dada’: «Sicuramente meraviglia e sorpresa, vorrei che quando lo si ascolta si pensasse “Cosa sta succedendo?”. Penso che il brano rappresenti una sorta di cortocircuito sotto molti punti di vista, soprattutto quello sonoro. Credo che il sound sia molto particolare e prenda da subito, a prescindere dal testo. Sia con i suoni che con le parole, mi auguro di trasmettere un senso di libertà. Più che altro mi auguro che, così come Gianna ha preso per mano me conducendomi in quella che da semplice passeggiata è diventata una vera e propria falcata verso l’identità e la ricerca libera e fluida di sé stessi, questo brano possa accompagnare chi lo ascolta tra le vie di quello che è il mercato della vita, delle possibilità».

Ti potrebbe anche piacere