GIORGIO PANARIELLO: “IL MIO NUOVO RENATO ZERO? ACHILLE LAURO”

In attesa di salire sui palchi di tutta Italia nel 2022 con il suo nuovo spettacolo teatrale “La Favola Mia”, GIORGIO PANARIELLO in questa estate 2021 debutterà al Castello Visconteo di Vigevano con lo spettacolo “STORY”, un monologo in cui racconterà com’è nato “Panariello”. 

Giorgio Panariello, per uno che ha calcato qualsiasi tipo di palco, come ti immagini il ritorno domani? C’è un po’ di emozione? 

<<Si ce n’è di emozione, come quando non rivedi più una persona per tanto tempo, un amico che frequentavi spesso, improvvisamente lo perdi per un po’, e quando lo ritrovi c’è un attimo di imbarazzo, per poi dopo poco ritornare dove eravamo rimasti.>>

Anche tanta curiosità a causa delle restrizioni ?

<<Sono curioso di capire se sento le voro voci e le loro risate perché con la mascherina sarà tutto molto ovattato, anche i sorrisi non si vedono, non saprò mai cosa succede, se sorridono o meno, ho impostato lo spettacolo mettendo in scena uno sgabello, cosa che non ho mai fatto in vita mia di stare seduto mentre faccio lo spettacolo.>>

Una specie di chiacchierata tra amici?

<<Si, come quando si finisce una cena e ti fanno – “mi racconti della volta che…” – e tu gli racconti le cose, quindi sarà tutto molto più informale, e in quel modo lì però c’è l’emozione e la curiosità.>>

Possiamo dire che questo giovane cameriere, o ancor meglio raccattapalle di un circolo del tennis ce l’ha fatta e racconterà come è accaduto?

<<Probabilmente non ce l’ha fatta come cameriere e come raccattapalle al tennis ma ce l’ha fatta in un altro modo però, perché di mestieri ne ho fatti tanti. La mia ambizione si percepiva sin da piccolo da quando mi chiudevo in bagno con la spazzola di mia nonna e facevo finta di intervistarmi, oppure quando ero alle scuole medie e in qualche caso anche alle superiori quando con professori e insegnanti durante le lezioni continuavo a riempire quaderni della mia firma quasi come fosse la prova di un futuro autografo.>>

Per te che conosci la parola gavetta, pensi che nell’era digitale e dei social sia ancora necessaria o essendo reduci dagli europei , è un’altra partita?

<<Ti dico è un altra partita, nel mio spettacolo ne parlo dei social perché parto da una considerazione, se io a vent’anni avessi avuto il telefonino con la possibilità di fare video per i social probabilmente molti dei miei personaggi, dei miei racconti delle battute che mi hanno raccontato, le avrei buttate in rete, e sarebbero finiti nella marea di cazzate che ogni giorno arrivano sul tuo smartphone.>>

Che rapporto hai con <<loro>>?

<<All’inizio li avevo presi un po’ male perché ci ho messo degli anni per diventare famoso, perché poi è quello si vuole, essere riconosciuti per strada, ed improvvisamente un ragazzetto senza arte ne parte solo perché si inventa una roba improvvisamente ha milioni di follower.>>

Un po’ come il principio dei reality show

<<Esatto, con i quali si può arrivare al successo e alla fama rapidamente quindi diciamo che fra la gavetta ed i social, di mezzo c’è stato un percorso che ha addolcito un po’. Parafrasando quello che hai detto tu, è come la partita di finale ai mondiali, dagli ottavi in poi ogni partita è diversa, capita veramente qualsiasi cosa, quindi magari quello che adesso è un seguito da milioni di follower non è detto che poi andando in televisione o in un teatro abbia lo stesso successo e questo è quello che a noi gavettari un po’ ci consola.>>

Quanto è cambiata la sua vita da “Torno Sabato”?

<<Ha cambiato totalmente la mia vita, quello che mi ha permesso di farmi conoscere in tutta Italia e anche economicamente di mettermi a posto.>>

Il personaggio musicale che ha imitato e l’ha portata al successo è Renato Zero. Oggi quale personaggio sarebbe interessante imitare, forse Achille Lauro?

<<Si, io di istinto ti direi lui . Non ero in onda nel periodo in cui è uscito Achille Lauro, se no probabilmente lo avrei fatto. Alla fine Renato non era neanche più un’imitazione era quasi un transfer, capito?>>

Spiegati meglio.

<<Ho inventato cose di Renato che lui magari neanche fa, quindi è stata una mia trasposizione. Nello spettacolo faccio un pezzo di Renato, e racconto come l’ho incontrato, come lui ha incontrato me, insomma gli aneddoti.>>

Da qualche giorno ci lasciato Raffaella Carrà, un suo ricordo o un aneddoto ce lo racconta?

<<Io e Raffaella siamo stati amici in maniera particolare perché non ci si incontrava spesso, io nella vita privata l’avrò incontrata due o tre volte a qualche cena a casa sua sull’Argentario o a casa sua a Roma. Tra di noi un amicizia artistica fantastica, nel senso che lei aveva stima di me ed io stimavo moltissimo lei quindi quando la chiamavo a fare gli spettacoli correva, non mi ha mai detto di no, solo una volta mi ha dato di no perché non stava bene, ma ti parlo di molti anni fa.>>

Bellissima questa cosa.

<<E’ venuta da me due volte a <<Torno Sabato>> ed io ovviamente quando Raffaella chiamava andavo a <<Carramba>>. L’aneddoto carino che mi ricordo di Raffaella Carrà che mi ha fatto un immenso piacere è che lei una volta era ospite da Fazio ed era appena stata ospite da me a <<Torno Sabato>> e Fazio le chiede << ma se tu dovessi scegliere un uomo del mondo dello spettacolo con cui probabilmente avresti potuto passare una vita, con chi avresti voluto>>” e lei dice <<< Giorgio Panariello perché quando lui ha quello smoking e si slaccia il papillon è di un fascino incredibile>> e mi riempii questa cosa, capirai volavo, Raffaella Carrà.>>

Questo periodo pandemico ti ha fatto scoprire qualcosa di te che non conoscevi?

<<Che questa mia voglia di raccontarmi e raccontare non smetterà mai, mi ha fatto capire che anche laddove ad un certo punto della mia vita non potessi più fare quello che faccio, cioè salire su un palcoscenico, fare l’attore, andare in televisione ecc. comunque qualcosa la mia testa mi dice di fare, sempre questa voglia di condividere con gli altri, questo me lo ha fatto scoprire, anche nei momenti in cui non potevo incontrare il pubblico pensavo comunque al pubblico.>> 

Come vedi questo paese a Novembre?

<<Sai questo paese bisogna vederlo come si comporterà questa estate perché se dal momento che c’è un pochino in più di libertà tutti quanti ne approfittiamo si dovrà fare indubbiamente dei passi indietro perché purtroppo il problema non è tanto il nostro nemico invisibile di adesso, il nemico invisibile che sarà tra un quarto d’ora, tra un giorno fra una settimana perché cambia, non è un nemico individuabile, è come se in tempo di guerra tu stai combattendo i tedeschi ed improvvisamente si trasformano in inglesi, sono due strategie totalmente differenti.>>

Chiudo con una curiosità, che ricordo ha dello spettacolo che fece diversi anni fa a Grosseto con 37 Paganti?

<<Quello è un ricordo divertente perché appunto noi andammoa fare questo spettacolo e la sera prima avevamo fatto 7mila paganti in un paese qui in provincia di Firenze poi siamo andati a Grosseto che per noi era il confine, non era una zona in cui che eravamo mai stai e c’erano 37 paganti ed in più hanno fatto la multa a tutte e tre le machine perché le avevamo messe in divieto di sosta e non lo sapevamo quindi si era preso a ridere ovviamente.>>

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