NEK: “UN’ESTATE (QUASI) NORMALE PER IL MIO LIVE ACUSTICO”

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Per un artista che da sempre fa dischi per potere andare in tour ed essere a contatto con il proprio pubblico, questi due anni non devono essere stati semplici, per uno che ha rischiato di vedere compromessa la propria carriera a causa di un gravissimo infortunio, ancora di più. Ecco per questa estate e le date di <<Live Acustico>> hanno un significato ancora più importante per Filippo Neviani, per tutti Nek.

Filippo , estate 2021 , è come te la saresti immaginata qualche mese fa? Come “Un’Estate Normale”?

<<No perché non erano scontate certe situazioni, primo fra tutte il fatto che io potessi risalire sul palco e usare la mia mano incidentata suonando uno strumento che non è una chitarra purtroppo ma è un basso, non era scontato che potessi risalire su un palco, per tanti non era scontato che si riaprissero le attività e si tornasse ad una pseudo normalità, credo che sia tutto oro colato quello che stiamo vivendo oggi.>>

Quindi possiamo definirla una nuova ripartenza?

<<L’importante poi è che da questo nuovo modo di vedere le cose sia un punto di partenza, che alla fine ci siamo resi conto di quanto sia importante non dare nulla per scontato ormai, non più, perché la situazione può cambiare in men che non si dica e ci viene vietata la libertà e non ci vengono concessi i saluti ed i rapporti con le altre persone, questo credo che sia il più grande disagio soprattutto per chi fa il mio mestiere.>>

Quanto disagio nel cantare senza pubblico?

<<Il mio mestiere per la stragrande maggioranza è fatto di persone, di pubblico, di pareri e insomma cantare davanti a nessuno diventa scomodo, quindi mai come in questo momento mi sono reso conto di quanto fosse importante la gente. Avere davanti ad un palco un pubblico che applaude e risponde alle tue sensazioni che trasmetti, non era matematico che succedesse tutto questo quindi accolgo questa <<Estate Normale>> come fosse eccezionale.>>

Nek tu hai debuttato qualche giorno fa da Bellaria con “Live acustico 2021”. Qual è stato l’ultimo pensiero prima di salire sul palco e il primo appena sceso?

<<Il primo pensiero è stato <<spero che la gente si diverta>> la mia preoccupazione più grande è riuscire ancora ad intrattenere le persone primo perché era circa un anno che ero fermo quindi mi sentivo di base arrugginito, e vero è che il concerto di Bellaria è stato come fosse una prova generale nella quale ho cominciato di nuovo prendere dimestichezza e quant’altro.>> 

Immagino sia un po’ come andare in bicicletta.

<<Stare lontano da un palco un anno, quel palco li, cioè il palco dove si suona, non è stato facile, poi diciamo che l’ingranaggio si è rimesso in movimento e sarà sempre meglio fino ad esplodere nell’ultima data quando finirà questo tour dove magari sarà tutto perfetto ma sarà già finita anche questa esperienza.>>

Che impressione ti ha fatto vedere tutte le persone con le mascherine sedute che ascoltavano la tua musica, è stato difficile o diverso trovare l’empatia che normalmente creavi in “un’estate normale”?

<<E’ stato un po’ così, però poi alla fine mi sono subito abituato. Le persone la mascherina un po’ la abbassavano per cantare, insomma eravamo all’aperto seguivano tutti i protocolli di contingentazione, quindi voglio dire più di così, non aveva prezzo vedere la gente lì e sentire le canzoni che venivano cantate dalla persone, gli applausi, le urla, delle mascherine poco mi è importato dopo.>>

Ogni fatto che accade nella vita di ogni persona inevitabilmente la modifica. Questi due anni hanno cambiato anche la tua in diverse cose. Nei momenti più difficili a che cosa ti sei aggrappato maggiormente , fede , famiglia , amici e chi ti senti di dover ringraziare in modo speciale?

<<Fede e famiglia sicuramente, non c’è altro che io ricordi, specie nel momento dell’incidente, la famiglia soprattutto, il fatto di non essere solo, io conosco amici che hanno vissuto il lockdown da soli, che si sono ammalati poi per fortuna è andato tutto bene, ma hanno sentito ancora più forte la solitudine nella malattia, il fatto che nessuno ci fosse a rincuorar loro o dar loro forza ed incoraggiarli e questo è importantissimo dal punto di vita psicologico per una persona, io da quel punto di vista sono stato supportato in toto proprio, mi ritengo una persona fortunata.>>

Ora come va con la mano?

<<Non è normale, per il fatto che poi un musicista come me che ha usato la mano sinistra per più di trent’anni per scrivere canzoni è chiaro che quella situazione è una situazione difficile da gestire, sai la difficoltà in questo genere di incidenti mettono in funzione purtroppo il panico e la paura, e la paura è un sentimento difficile da gestire, o ti immobilizzi o scappi.>>

Tu hai reagito alla grande!

<<Io sono riuscito a fuggire a muovermi a non rimanere bloccato, ho rischiato naturalmente, perché quando ero in ospedale la mia mente andava d’ovunque, andava al passato, andava la futuro, tornerò quello di prima? non tornerò quello di prima ,sono un Filippo diverso con una consapevolezza diversa, con un arto sinistro che non ha le stesse potenzialità di quello destro, ma non sono certo rimasto a piangermi addosso e sto continuamente cercando di migliorare la mia mano sinistra affinché possa recuperare il più possibile.>>

La conferma che volere è potere.

<<E’ un continuo upgrade, ma lo devi volere tu, deve essere la tua testa che muove anche il tuo fisico, non deve essere il contrario altrimenti sarei rimasto fermo immobile bloccato in panico.>>

Nek se non avessi avuto questa maturità da uomo di 50 anni, questa stabilità di famiglia, questa fede, tu pensi che saresti riuscito ad uscire da questa situazione?

<<Non lo so, in quei momenti in cui non sai di tirare fuori delle abilità a tua insaputa a volte le cose possono andare o male, nel senso che ti accorgi di essere una persona che purtroppo non ha forza per andare oltre. Succede, non è una colpa perché davanti a queste situazioni così straordinarie e terrificanti non si sa mai come si può reagire eppure riesci a tirare fuori le qualità che normalmente non avresti avuto la possibilità di farle emergere.>>

Con un post in cui hai scritto “ Da Bambino ero innamorato di te, Quando eri in Tv mi batteva forte il cuore” hai salutato Raffaella Carrà con una foto presa dalla tua partecipazione a “Forte Forte Forte”. Cosa ricordi di lei? 

<<E’ stata una donna straordinaria, a parte la bellezza fisica, cioè è una donna che è stata bella anche da anziana, insomma è una persona che è rimasta in forma fino all’ultimo , io non l’ho vista negli ultimi anni ma la ricordo nelle recenti interviste che le hanno fatto, una donna affascinante, lo vedevi dal suo sorriso, questo sorriso gigantesco affascinante meraviglioso, poi una persona affabile, una persona diretta, schietta, che ti metteva a tuo agio, era una grande professionista che amava fortemente il suo lavoro e aveva un grande rispetto per gli ospiti e le persone che le stavano intorno, un forte rispetto per gli altri.>> 

Credi che gli album oggi abbiamo ancora senso, o le regole del mercato suggeriscano di uscire con tanti singoli per essere sempre attuali?

<<E’ una presa di coscienza che con immenso rammarico accetto perché le regole del mercato, comunque il volere delle persone aderisce a questo, certo io sono uno che è nato dai dischi, per me il disco è un opera d’arte, per me il disco racchiude tutto un tuo sentimento, un mondo tuo, un percorso, una strada che hai iniziato e l’hai racchiusa in un insieme di canzoni che formano la tua traiettoria in quel periodo, quel disco racconta di te in un certo modo.>>

E’ un po’ finita la poesia per un certo tipo di cantautori?

<<Quando si parla di album si parla di opera d’arte ,come quando hai un quadro, insomma pensare di dover fare singoli che sono fini a se stessi mi piange un po’ il cuore tant’è che quello che diciamo così è quello che funziona in questo momento. L’importante alla fine dei conti credo che in ogni pezzo ci sia sempre qualcosa da dire, che ogni canzone abbia la sua anima, diventi particolare per ognuno di noi, cioè che abbia sempre un posto in ognuno di noi e che non rimanga nel dimenticatoio.>> 

Per il secondo anno condurrai la terza serata dei Seat Music Awards. Che esperienza è stata? Nel rivederti in cosa ti eri piaciuto e in cosa meno, ma sopratutto come ti trovi nei panni del conduttore?

<<Bellissima, mi hanno dato una responsabilità importate, voglio dire presentare la puntata speciale di questo show bellissimo che raggruppa tutta la musica specie in questo periodo. L’altra volta è stato dedicato ai lavoratori del mondo dello spettacolo, c’erano tutti, avevamo tutti un’emozione particolare perché ci si rimetteva in piedi dopo un primo momento di passo della società, poi questo arriva dopo il secondo lockdown con una consapevolezza ancora diversa sempre rivolta al mondo dello spettacolo, con uno sguardo più largo specie sulle canzoni.>>

Nel rivederti, in cosa ti sei piaciuto e in cosa meno, ma soprattutto come ti vedrai sul palco in questo anno nuovo?

<<Quest’anno ho avuto due o tre prove, per esempio Francesca Fialdini mi ha fatto condurre due puntate in diretta del suo show, un’ora e mezza a schiaffo in diretta è una grande scuola quella, quindi sicuramente quello che posso dirti è che sarò più a mio agio in questa seconda seconda edizione dei Music Awards, me la godrò molto di più rispetto alla prima. Nella prima ero molto teso nonostante dopo pochi minuti il palco lo sentissi molto più addosso, poi sai fare questo mestiere da trent’anni certamente mi aiuta.>>

Quale sarà il primo concerto di un/una collega che tornerai a vedere da spettatore?

<<Il concerto di Sting sicuramente perché sai con Sting c’è questa amicizia e poi c’è tanto da imparare oltre a seguire da una vita l’artista e amarlo sin dai tempi del gruppo.>>

Maneskin, Madame, Sangiovanni, tre modi e stili diversi di fare musica di ragazzi molto giovani che stanno ottenendo grandi risultati in Italia e all’estero. Con“Laura non c’è” avevi 24 anni. Per uno che ha girato il mondo, diversi mercati discografici, ed che è ancora qua dopo tanti anni, se potessi dar loro un consiglio quale sarebbe e perché?

<<Tanta umiltà perché l’umiltà concede il consiglio, l’ascolto, il migliorarsi continuamente.Non pensiate di aver ottenuto grandi risultati avendo grande successo oggi, la cosa importante è la longevità artistica, devono viversi a pieno il momento perché sono momenti straordinari, devono viverla con la massima umiltà possibile perché ci sarà sempre qualcuno meglio di loro e si può sempre migliorare e allo stesso tempo dovranno preoccuparsi di resistere da qui per altri trent’anni che è la cosa più importante.>>

Hai un appartamento a Milano, cosa ti piace di questa città in modo particolare e quali sono le zone che ti piace frequentare?

<<Milano è sempre accesa, è il valore aggiunto della città, anche Roma è una grande città però ad un certo orario, è una mia sensazione ovviamente, ma la vedo più assopita. Milano invece la trovo accesa anche di notte, è una sensazione che io ho, ma non per quanto riguarda i locali, mi da la sensazione di essere una città comunque che veglia sui suoi cittadini sempre, mentre Roma si, poi va beh Milano, anche per lavoro , è la città che frequento di più in assoluto pur essendo io uomo di provincia ed essendo abituato alle realtà più piccole.>>


QUESTE LE DATE DEL TOUR
prodotte e organizzate da Friends & Partners (calendario in aggiornamento):


16 luglio: MILANO – CARROPONTE

23 luglio: ROMA – CAVEA

27 luglio: PORTO ROTONDO (OT) – ANFITEATRO

30 luglio: TREVISO – ARENA DELLA MARCA

2 agosto: UDINE – CASTELLO

5 agosto: LA SPEZIA – PIAZZA EUROPA

7 agosto: SAMMICHELE DI BARI (BA) – SAMMICHELE MUSIC FESTIVAL

18 agosto: PRESICCE (LE) – FESTIVAL I COLORI DELL’ODIO

5 settembre: FIRENZE – ULTRAVOX FIRENZE

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