UMBERTO TOZZI: “PER QUESTO TOUR HO RISCOPERTO BRANI CHE RARAMENTE AVEVO SUONATO DAL VIVO”

Dopo un’anteprima a Bellaria Igea Marina, ha preso il via dallo Stupinigi Sonic Park di NichelinoSongs”, il tour estivo di Umberto Tozzi

Umberto Tozzi

Dopo il lungo stop e uno speciale concerto in diretta streaming da Montecarlo, Umberto Tozzi è tornato sul palco con Songs, un tour in cui il cantautore rilegge le sue hits in una inedita chiave acustica.

Il pubblico potrà, così, ascoltare per la prima volta dal vivo uno show che porterà la musica alla sua essenza. Una nuova veste per un progetto speciale nel quale non mancheranno sorprese, soprattutto nella scaletta.

Questo il calendario completo del tour, prodotto e organizzato da Friends & Partners.

  • 16 Luglio: Treviso – Arena Della Marca
  • 17 Luglio: Udine – Castello
  • 19 Luglio: Milano – Carroponte
  • 25 Luglio: Ferrara – Piazza Trento Trieste
  • 7 Agosto: Marina Di Pisa (PI) – Piazza Baleari – Festival Marenia
  • 9 Agosto: Asiago (VI) – Piazza Carli
  • 14 Agosto: Cittanova (RC) – Viale Campanella
  • 18 Agosto: Zafferana Etnea (CT) – Anfiteatro Falcone E Borsellino
  • 28 Agosto: Sassuolo (MO) – Piazza Delle Rose
  • 11 Settembre: Langhirano (PR) – Piazzale Melli
  • 17 Settembre: Firenze – Anfiteatro Delle Cascine Ernesto De Pascale – Ultravox Firenze

Intervista a Umberto Tozzi

Ad aprile sei stato protagonista di un concerto in streaming. Com’è andata?

«È andata molto bene e peraltro è stata l’idea per proporre questo tour con cui siamo in giro ora. Una bellissima occasione e musicalmente mi è piaciuto molto».

Che sensazione hai provato tornando sul palco dopo tanto tempo?

«Onestamente non ho vissuto molto bene l’incubo del covid. Mi sono emozionato molto durante il primo concerto. Sembrava un traguardo così lontano, poi una volta salito sul palco subentra l’adrenalina e tutto passa».

Per la prima volta proponi un set totalmente acustico. Sicuramente un’esigenza visto il periodo, ma anche un modo per assaporare le tue hits in modo ancor più profondo…

«Sicuramente è anche una questione di budget, perchè la capienza dei posti è limitata. Ho cercato di prendere l’essenziale per anche proporre uno spettacolo musicale non solo chitarra e voce. Quindi per avere un po’ di ritmica ho portato con me un percussionista, la mia violista e corista e il sassofonista, così ci sono diverse varianti di arrangiamento durante il concerto».

Hai notato un cambiamento da parte del pubblico?

«La prima data di Bellaria Igea Marina come impatto del pubblico è stata veramente molto soft, ma devo dire da Nichelino e Vigevano è stato quasi come tornare ai vecchi concerti. La gente si alza in piedi, al posto, e canta. Per noi è bellissimo».

Nella scaletta c’è spazio anche per qualche brano che non cantavi da un po’?

«Ho dovuto in qualche modo creare un concerto più intimo, quindi sono andato a riscoprire dei brani che avevo scritto, ma che non avevo quasi mai cantato negli altri tour perchè sono canzoni che hanno un altro tipo di impatto. Pezzi nati in maniera molto molto diversa come tipo di suono. Io abitualmente nei concerti con la grande band che ho faccio più casino, siamo più rockeggianti. Certe canzoni non ci stavano con quel mood. Invece in questo ci stanno benissimo e ho voluto riproporre anche pezzi che non ho mai fatto dal vivo».

Il 19 luglio sarai a Milano. Hai qualche ricordo legato al pubblico milanese?

«A Milano mi sento a casa, un po’ come a Torino. La bellezza del pubblico di Milano è che mi ha sempre accolto in maniera molto affettuosa, quasi fossi nato lì. È un motivo di gratificazione per me».

La musica italiana sta tornando protagonista anche all’estero proprio come tanti anni fa, quando anche i tuoi pezzi spopolavano. Credi che la vittoria all’Eurovision dei Maneskin sia stata il punto di svolta o è una rivoluzione partita da più lontano?

«Non te lo so dire con precisione perchè non conosco così bene il mercato attuale. I Maneskin fanno un rock che io facevo quando ero giovane. Sono bravissimi, ma se mi posso permettere, non c’è questa grande novità. ‘Stella Stai‘ che era una canzone un po’ rock è nata nel 1980, quindi sono passati più di 40 anni. Non so se oggi c’è un’apertura maggiore verso gli artisti italiani all’estero. Prima c’è stata perchè la mia musica era abbastanza originale come metrica ed era molto più inglese che italiana. I tempi sono profondamente cambiati e non si può prevedere il futuro, soprattutto nella musica».

Un tuo disco di inediti manca da 9 anni. Ci stai lavorando?

Ci sto lavorando, ma non sono ancora convinto del tutto del materiale che ho registrato. Per il momento preferisco concentrarmi su altre cose, ma arriverà anche il tempo per uscire con un disco nuovo».

Foto di Luca Brunetti

Simone Zani
Simone Zanihttp://www.stefanofisico.it
Speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali. In vent’anni ha realizzato oltre 8.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo "La Festa di Don Martello".

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