“STAR IN THE STAR”… UNA MASCHERA GIA’ VISTA?

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In esclusiva per I lettori di STEFANOFISICO.IT , abbiamo visionato una puntata del format originale da cui è tratto “STAR IN THE STAR“, nuovo varietà (gioco musicale) da Settembre su Canale 5.

In Germania si chiamava BIG PERFORMANCE e sulla rete televisiva RTL, nonostante la presenza in giuria di una sempre piacevole Michelle Hunziker, non ha brillato per grandi ascolti.
Il format arriva nel nostro Paese dal 16 settembre, prodotto da Banijay Italia, con la missione di interessare il pubblico generalista di Canale 5.
Diciamolo subito: è un programma con un meccanismo divertente, ma non sarà la rivelazione televisiva dell’anno. Immaginate “Tale e Quale Show” con il meccanismo del “Cantante Mascherato” ed un pizzico di “Lip Sync Battle” (format mai arrivato in Italia) e avrete già compreso perfettamente il programma.
10 personaggi dello spettacolo i cui nomi non verranno svelati, si presenteranno sul palcoscenico direttamente e completamente travestiti da 10 star della Musica. Ciascuno di loro presenterà al pubblico un’esibizione da 3 minuti, di cui il primo minuto e mezzo in playback con la voce del personaggio musicale interpretato ed il resto dal vivo con la propria voce. Forse nel playback c’è l’unica sorpresa di questa trasmissione.
Intorno alla finta “star” ci saranno ballerini e luci al fine di creare una valida “illusione” e di non far indovinare quale personaggio si cela dietro la “maschera”.
E qui andrebbe sottolineato il primo errore commesso dagli autori nello spot di lancio del programma: hanno preferito insistere sulla “maschera”, rincorrendo Milly con affanno, quando avrebbero potuto invece incuriosire con il termine “illusione”, correttamente utilizzato nello spot della versione tedesca. A volte basterebbe copiare.
Ai 3 giudici il compito di stilare una classifica delle “star” meglio interpretate e di indovinare i personaggi che le interpretano. Al termine di ogni puntata lo svelamento: il meno apprezzato dovrà struccarsi dal vivo e rivelare la propria identità, senza dentiera, parrucca e matita.
Se non fossero esistiti “Tale e Quale Show” ed “Il Cantante Mascherato”, “Star in the Star” sarebbe stato probabilmente il programma dell’anno.
Rischia invece di rivelarsi una brutta copia dei due format già esistenti e affida l’arduo compito di non smembrarlo, a volti discutibili.
Ma guai a parlare di plagio perché il gruppo Banijay produce tutti e tre i programmi e dunque non può copiare se stesso. Per di piu’, è ora di dirlo francamente, in tv nessuno inventa piu’ niente. “Star in The Star “ sarà pure figlio di “Tale e Quale Show”, ma lo stesso programma si rifà ad una vecchia e cara tradizione di programmi Mediaset come “Re per una notte” del troppo spesso dimenticato Gigi Sabani, “Momenti di gloria” condotto da Mike Bongiorno con Roberta Capua e persino come “Stella Gemella” già condotto nientemeno che da Lorella Cuccarini.
Ed ecco che appare comprensibile il no alla conduzione da parte della stessa Cuccarini (che di STAR IN THE STAR sarebbe stata conduttrice perfetta): Lorella è una signora della tv che conosce bene il mezzo ed i generi. Lei che conduceva nel 2008 “Stella Gemella” prima che nascesse “Tale e Quale Show” e che nel 1996 conduceva “Campioni di Ballo” prima che nascesse “Ballando con Le stelle” non ha bisogno a ragione di fare torti a Carlo Conti e Milly Carlucci copiandoli, perché di quei generi è stata pioniera prima di loro con versioni migliori, anche se qualcuno a volte finge di dimenticarlo.
Ed ecco che allora la Rete propone il programma a Paolo Bonolis che rifiuta il progetto (perchè in questo programma lo stile del conduttore non è centrale) e ad Ilary Blasi che invece desiderosa di trovare una sua identità fuori dai reality accetta stupendo: conduttrice simpatica e molto amata dal pubblico di Canale 5, offre il meglio di se quando sbotta e si stufa, quando sfila e disarma il rito della televisione noiosa. Il Varietà “tradizionale”, perché questo è STAR IN THE STAR, potrebbe non essere il suo pane e rischia di relegarla ad un compitino svolto con sufficienza, come accaduto alla seppur brava collega Michelle con “All Together Now”.
Come se non bastasse la Produzione cade nell’errore di affiancarle una giuria inspiegabile: Claudio Amendola, Pucci e Marcella Bella. Un attore della fiction molto amato, che in diretta non fa ridere. Un comico spremuto, che già su Italia 1 stanca a sufficienza. Ed infine la “star della musica” (dei tempi che furono) per tentare l’effetto Goggi- Berti-Vanoni. Ecco… forse solo lei, pettinata a punto per la tv “pop trash” dei nostri giorni, potrà al massimo aspirare al meme provvisorio di “Queenstagram” per una sera, in assenza di regine vere.
Ilary siamo nelle tue mani: pensaci tu, prova a stupirci come tu sai fare e nel caso “facce ride” che cosi’ non sbagli.

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