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SAMUEL: “QUESTO TOUR É DAVVERO UN CINEMA”

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Dopo averlo fatto già la scorsa stagione , anche questa estate Samuel è impegnato con un calendario fitto di concerti e questa sera al Circolo Magnolia sarà in concerto con il suo “Cinema Tour“.

Siamo a circa metà del “Cinema Tour che ha debuttato lo scorso 23 agosto e che questa sera ti vedrà esibire a Milano. Un bilancio fino ad ora?

Molto positivo perché in un momento così difficile e complicato, viste anche le restrizioni, in cui hanno inserito il green pass e c’è ancora abbastanza confusione , non era scontato”.

Le tante date potevano “Stancare” il tuo pubblico?

“Si, poteva averne già abbastanza , invece è ancora lì, e questo vuol dire che il disco nuovo è arrivato alle persone. Gli ultimi due singoli usciti Cocoricò e Cinema stanno macinando emozionando e trascinano le persone a sentire il disco, sono felice”.

Ti ricordi qual è stato l’ultimo pensiero prima di partire per questa lunga estate?

“Io l’ultimo pensiero l’ho avuto prima di partire per l’Eolie Music Fest, che è il festival alle Eolie di cui sono direttore artistico, e mi sono trovato a prepararmi la valigia dicendo “questa valigia me la porterò fino a ottobre” e così sta avvenendo perché non l’ho mai cambiata e non ho mai smesso di viaggiare”.

In tutto il periodo pandemico sei sempre stato molto vicino ai lavoratori dello spettacolo , lo dimostrano le 25 date della scorsa estate per poter “far lavorare” un po’ di manovalanza .

Si è respirata aria migliore in questo 2021? per la serie “Inizi a vedere la luce in fondo al tunnel per il mondo della musica?

“Ma qualcosa si percepisce nel senso che sicuramente con l’avvento del vaccino e l’introduzione di questo documento che accerta il fatto che tu sia vaccinato, c’è sempre molta attenzione ma c’è un po’ più di rilassatezza. Nel senso a me è capitato di vedere ai concerti le persone che si alzavano, stavano sempre distanziati , però potevano ballare con un filino più di tranquillità, e poi si risedevano”.

Mi sembra una bella cosa

“C’é più attenzione a quello che sta accadendo però con un pochino di più di cuor leggero rispetto all’altro anno in cui ti trovavi in situazioni con la mascherina e non potevi assolutamente muoverti. In quel contesto lì il concerto è vissuto completamente in un altra maniera, soprattutto per progetti come i nostri che sono da sempre legati all’attività fisica della musica quindi è difficile pensare che ai nostri concerti tu stia sempre seduto. Infatti l’anno scorso i subsonica non sono nemmeno usciti dalla sala prove, mentre quest’anno ho visto un graduale avvicinamento a quella che potrebbe essere un’eventuale normalità del prossimo futuro”.

Tu sei un dj e quindi molto spesso nei tuoi brani parti dall’istinto sonoro che crea quel feeling e mood che può far volare un brano . E’ stato problematico fare una scaletta “ferma” per uno che da sempre ha fatto saltare migliaia di persone nei suoi concerti?

“Si, è stato problematico. Abbiamo dovuto ragionarci parecchio, però mentre la facevamo, mentre la suonavamo sia con i subsonica che io da solo, ci siamo resi conto, mi sono reso conto, che era un modo nuovo per assistere ad un nostro concerto”.

Un modo diverso di esprimersi?

“Si, proprio cosi, ho notato un’attenzione maggiore a certe sfumature che magari ballando e saltando e bevendoti una birra non riesci a cogliere. Ho sempre avuto un’attitudine positiva per tutto quello che accade, cercato di tirare fuori il meglio di quello che avevo tra le mani e di questi due anni in cui sono stato in tournée mi porto a casa proprio questo, aver avuto la possibilità di parlare un linguaggio diverso da quello che avevo sempre parlato e vedere le persone che ascoltavano me ed erano li per ascoltare me per quello che hanno sempre visto e saputo di me”.

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