NEGRAMARO – “ORA TI CANTO IL MARE” OMAGGIO CURRERI E DALLA

A poco meno di un anno dal loro ultimo album “Contatto” I Negramaro stupiscono ancora una volta tornando con un singolo che non ti aspetti, che già profuma di Hit .

Sarà che arrivando da Lecce , e quindi dal Salento, in cui ci sono posti da vedere e scoprire incredibili , il mare è spesso presente nelle vostre canzoni.

Che mare é quello che volevi cantare in questo brano ?

G: “Mare infinito atemporale, un mare che si allontana dai tormentoni estivi per non essere più estate ma essere la vita, che è quello che ci ha spinto a pubblicare un brano a settembre, che ha un titolo così, ha un testo così, e tra l’altro ha una sua vitalità, una sua vita”.

Un racconto di quello che si sta vivendo?

G : “Esattamente! Il pezzo nasce con << fuori è primavera>> e finisce con << l’autunno alle porte >> quindi è un po’ un racconto di quello che stiamo vivendo in questo momento e stiamo sfruttando anche il momento dell’epoca che stiamo vivendo in cui quello che dici lo puoi raccontare subito senza dover aspettare gli album per esempio”.

Tutto immediato senza troppe strategie?

G : “L’album è una cosa a cui teniamo tanto ancora adesso, però in questo momento su un suono , una base e uno strumentale di Andrea ( Andro) , mi è venuto di cantare questa cosa, ci abbiamo lavorato insieme a Orange, ci siamo stimolati così tanto che ad un certo punto abbiamo capito che non c’era necessita di aspettare altro tempo, e soprattutto quando abbiamo dovuto rimandare il tour questa era la nostra voglia di essere in tour”.

Quindi un brano al posto del tour

G : “Si, al posto del tour abbiamo deciso di far uscire una canzone che ci rappresenta , abbiamo un po’ l’ossessione del mare, io ce l’ho perché per me paradossalmente il mare rappresenta l’alternativa possibile, mia nonna da piccolo mi diceva << sulu alla morte non ce rimediu >> (solo alla morte non c’è rimedio) che non è male, però il mare mi da tutta vita quindi il mare che cantiamo questa volta è di << vorrei potesse non finire mai >> noi in <<< Estate >> dicevamo questa cosa e questo è un po’ il sequel eterno”.

L’ultima volta che hai parlato Live del mare era durante il tour di << Amore che Torni >> ribadendo che il << il mare è di tutti >> . E’ passato del tempo e sono cambiate molte cose nella vita delle persone , pensi che sia stato capito il concetto?

A: “Sicuramente ci teniamo sempre a ribadirlo, nel senso, che a mio parere non è stato compreso su larga scala, sarebbe un sogno aver raggiunto questo risultato. Sicuramente siamo stati capaci di sensibilizzare il nostro pubblico, abbiamo cercato di farlo anche in altri contesti, vedi il premio Amnesty international che ha sottolineato le potenzialità del testo di una canzone, legato al mare anche quello, alle difficoltà che tutti sappiamo legati al fenomeno della ricerca della serenità da parte della gente semplicemente”.

Stai parlando di profughi?

“Non mi va di parlare di profughi, perché ormai sono termini abusati, semplicemente la ricerca della felicità, noi abbiamo cercato di sostenere questo principio e questo diritto che è un po’ di tutti e l’abbiamo fatto con consapevolezza durante i nostri tour”.

Parliamo della produzione che si è avvalsa della collaborazione di Orange, musiche di Andro, suoni che strizzano l’occhio al mondo funky, e , un modo di cantare diverso dal Giuliano che ti aspetti, che mi ha ricordato Lucio Dalla.

G: “Nel momento in cui ho scritto il ritornello, la strofa mi è venuta subito appena ha messo il suono Andrea, il ritornello ci ho messo un po’ a raggiungerlo e devo dire che questo è una valanga”.

Come lo avete trovato alla fine?

A: “Aveva usato questo ritornello come uno special finale, cioè aveva fatto un altro ritornello poi arrivava questo ritornello che poi è diventato il main alla fine, lo aveva messo alla fine del pezzo come uno special finale, ed io ho detto cos’è, qualsiasi cosa sia questa cosa, deve essere il ritornello, questa cosa spacca”.

E su Lucio Dalla che mi dici?

G : “Lucio Dalla di un tempo preciso, quello degli Stadio, perché Gaetano Curreri è un carissimo amico, ma soprattuto un grande autore ed un grande performer con tutta la band . Per noi sono un riferimento, e a me mi ha ricordato “Grande Figlio di puttana” mi ricorda quel mondo li, ironico, leggero ma anche profondissimo”.

Quindo omaggio a Curreri?

G : “Si, oggi ne approfitto e l’omaggio lo faccio a Gaetano che deve stare bene, che tra l’altro in uno dei messaggi ufficiali che mi ha mandato a me, ci considera gli eredi degli Stadio, che non è male viste le concrete esperienze di tanti altri noi non lo abbiamo mai fatto un riferimento preciso, però loro ci sono dentro di noi, se pensi alle band italiane, gli Stadio sono proprio da recuperare proprio in questo momento che tra l’altro in tutta questo revival degli anni ’90 e ’80 gli stadio secondo me sono un punto di riferimento di tutti”.

Com’é nata l’idea di Orange?

G: “Andro è una persona molto attenta ai producer giovani”.

A: “Ultimamente stando in giro e frequentando un po’ il girone dei produttori, mi è capitato di ascoltare il lavoro di tanti ragazzi che sicuramente sono forti ed in gamba, per questo mi è capitato di ascoltare dei lavori di Daniele Orange, molti dei quali fatti anche con Frenetic, ci siamo contattati e gli ho chiesto se voleva condividere con noi questo viaggio”.

Il condividere con altri produttori non è proprio da tutti, lo sai?

A: “Il fatto che io abbia prodotto l’ultimo album non vuol dire che debba essere sempre il punto, magari dare una guida o una direzione, però in qualche modo l’idea di coinvolgere una figura esterna che potesse dare il suo tocco, la sua esperienza, per noi è stato sempre stimolante da questo punto di vista”.

Quindi un modo nuovo di lavorare su progetti futuri?

A : “Sicuramente! continueremo a fare questo lavoro di ricerca e di voglia di contaminazione, a tal proposito ci tengo a spendere due parole per Daniele Orange, perché oltre al fatto di aver lavorato insieme in questa per me bellissima collaborazione, umanamente sono felice di aver conosciuto una persona così positiva, solare, veramente una bellissima persona, positiva e professionale, un musicista vero”.

Sembra passata una vita da Contatto uscito lo scorso 13 novembre del 2021, non è neanche un anno . Possiamo dire che far uscire un album oggi è sconveniente per una serie di motivi?

Mesi di lavoro che si bruciano in poco tempo , difficoltà di promuovere più singoli per le discografiche e le stesse radio che invece hanno necessità di avere sempre cose fresche, e rischio fino a che non si torna in tour , che certi pezzi perché non suonati abbastanza, non potranno essere inseriti in scaletta. Il vostro pensiero in merito?

G: “Quello che dici praticamente ha un senso, ideologicamente no, se l’ideologia vuoi che sia morta ti do ragione, il romanticismo è finito? si hai ragione, il romanticismo non è finito ? si hai ancora ragione però il desiderio di fare i dischi, album, non cambierà mai in noi”.

A : “Stiamo facendo una cosa perché sono cambiati i tempi, i tempi ti danno anche la possibilità di comunicare soprattutto rispetto ad un disco, per noi è veramente un porto aperto, Contatto ha dentro di se tutti i tipi di link che uno può immaginarsi fino a prova contraria, e fino a che non arriverà il prossimo album, ma noi miriamo all’idea del prossimo album”.

Anche tu condividi quello che dico?

“Certo ,tutto quello che dici è giusto però c’è un filone, una regia totale che chi ha meno della nostra storia e del nostro percorso vive la musica in una certa maniera, guardando ad un grande percorso che è un viaggio che ogni volta si fa, ma già questo “ora Ti canto il mare” sembra che sia fuori da contatto e fuori dal prossimo ma in realtà sono i link necessari ad arrivare ad un prossimo album, che per noi rimane un film macroscopico”.

Possiamo dire che non siete stati fortunati anche nella promozione essendo arrivato il covid?

A: “Un album va anche portato in giro, in qualche modo se i tempi sono cambiati non è colpa di nessuno, c’è stata una virata del mercato che ultimante ha visto una congestione di produzioni perché c’è stato un periodo in cui nessuno poteva andare in giro a cantare i propri pezzi in un qualche modo saranno stati tutti in studio a produrre, magari singolo perché non avevano degli album a disposizione”.

Ti abbiamo visto nelle tuo storie con Blanco e Sangiovanni , che per una serie di coincidenze fortuite avete avuto modo di conoscere. Siete sempre stati un passo avanti con i featuring , e lo dimostra il fatto che in Contatto ci fosse quello con Madame, già conosciuta dagli addetti ai lavori, ma non certo al grande pubblico. Un vostro pensiero su questi artisti?

G: “Io penso che essere dei riferimenti per Madame, Blanco e Sangiovanni ,che ho avuto il piacere di vedere a casa in Salento o in studio, è una cosa importante, perché sono veramente la nuovissima generazione di autori, che non è una cazzata dopo decenni di interpretismo italiano e talent”.

Ti piacciono molto?

“Sono bravi perché nel loro dna c’è tutto quello che abbiamo fatto anche noi, nel senso che alla fine fino oggi abbiamo occupato uno spazio temporale importante dal 2005 ad oggi, l’epoca in cui sono nati questi ragazzi.

Blanco che canta La prima volta o Estate sembrerebbe una cazzata, in realtà fa parte degli ascolti dei loro genitori, dei loro vicini, secondo me noi abbiamo contribuiti in qualche maniera a creare un mainstream diverso dal pop di una volta, e insieme a tanti altri della musica italiana in questi anni abituato a ragionare da un punto di partenza diverso”.

In che senso?

“Che sono già pieni di tante informazioni, noi abbiamo cercato di portare tutto quello che ci piaceva dagli anni ’60 in poi dentro alla nostra musica, gli anni ’70, ’80, abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare per avere nel nostro bagaglio culturale tutto quello che abbiamo vissuto, per cui la nostra esperienza diventa secondo me fondamentale anche in una canzone semplice come <<Ora ti canto il mare>>. Come hai detto tu ci sono Dalla, gli Stadio e i Daft Punk per me no? tutta un’ondata nuova della nuova generazione per cui vederli già pronti a 18 anni, diversi dai nostri 18 anni, perché loro sono veramente già pronti, hanno una capacita ed una gestione di se stessi che è incredibile”.

Fammi un esempio

G: “Madame quando ha scritto il pezzo <<Non è vero niente>> lo ha fatto in questo studio mentre facevamo il provino, lei è venuta ha cantato ed ha registrato. Con Sangiovanni abbiamo avuto degli incontri, così con la voglia di fare delle cose, le abbiamo fatte ma magari non verranno mai fuori, li ho visti essere sul pezzo nitidi, lucidi, precisi, sono già avanti su questo, ora starà a loro se essere sostanza o estetica, perché questi tre non è un caso abbiamo voluto incontrarli e respirati, perchè sono quelli che hanno dentro di lor più futuro di tanti altri”.

Siete carichissimi nei loro confronti

G :”Ste , tu ci conosci bene, non siamo in grado di mentire, diciamo sempre quello che pensiamo, Blanco è un ragazzo 18 anni che però camuffa di punk rock delle ballad pazzesche, camuffa di contemporaneità dei classici, quando loro capiranno che la loro forza sta in quello che sono e non in quello che sembrano essere per moda, allora fra trent’anni staranno ancora parlando di loro, se loro capiscono che sono sostanza e la loro rivoluzione è sostanza, spaccheranno tutto, se loro fra 6 minuti di disco diventeranno la copia di loro stessi e continueranno a copiare se stessi, nel senso a riprodurre esteticamente quello che fanno non ci sarà futuro”.

Ci tenete particolarmente al discorso della <<Sostanza>>

G: “Prima di noi il mainstream era un altro tipo di porto, era quello che aveva dei connotati precisi con una musica italiana bellissima ma era solo quello, abbiamo fatto un grande lavoro sui numeri uno delle radio, con << Via le mani dagli occhi>> , <<Nuvole e lenzuola>>, e <<Mentre tutto scorre>>. Oggi parliamo di rock ma anche quel rock dei Maneskin è frutto di tutto quello che abbiamo fatto noi, la differenza che ha 20 anni quando andammo a fare Sanremo nel 2005 ci cacciarono a calci in culo e dopo tre anni facevamo San Siro, i giornalisti ci chiamavano emergenti. Dopo 16 anni vince un gruppo rock di ventenni quindi l’Italia ci ha messo un po’ di più ma in quel di più che ci ha messo noi abbiamo fatto la nostra parte secondo me è fondamentale saperlo consapevolmente.>>

Sei felice del loro successo?

G: “Sono felice di quello che è successo ai Maneskin perché sono giovanissimi, e in un momento in cui tutti fanno dell’app uno strumento preciso per fare la musica loro dicono ai ragazzi e coetanei quanto è bello suonare il nostro sogno, quindi questa cosa è fondamentale”.

E tocchiamo un argomento che sta particolarmente a cuore a molti , se non a tutti , i concerti. Molti colleghi hanno cantato e suonato in questa estate 2021 e non sono mancate polemiche come nel caso di Salmo . Dov’è il limite tra buoni propositi e dove incoscienza ?

A: “Personalmente penso sia difficile capirlo, perché non c’è tanta trasparenza o presa di posizioni importanti da parte delle istituzioni che tendono a confondere molto le idee degli artisti generando questo tipo di confusione. Non voglio criticare le scelte di Salmo, al tempo stesso penso che siano state un po’azzardate o forse poco efficaci più che azzardate, il mio punto di vista è quello di unirsi invece di disunirsi, nel senso che gli artisti in questo momento dovrebbero essere più solidali tra di loro e più uniti in modo da essere più forti”.

Tour spostato a Marzo 2022 , quando insieme al biglietto, diventerà normalità presentare il green pass . Perché è importante vaccinarsi?

G: “Perché si può avere solo fiducia nella scienza e non nell’ignoranza, se ci permettiamo un’evoluzione è solo grazie alla scienza e alla la medicina”.

A: “Più che altro a me quello che viene da pensare è che si pensa che il vaccino sia una scoperta di adesso, come se il vaccino fosse stato inventato, al di là di quello per il covid. Il vaccino in genere è un’arma contro il virus che è stata inventata adesso, mentre i vaccini sono sempre esistiti, ci sono stati sempre i vaccini che sono stati la soluzione a grossi problemi, adesso è diventato un po’ il nemico in certe situazioni, quando in realtà con tutti i dubbi del caso che rispetto, anche io quando mi sono vaccinato ho avuto i miei dubbi e le di mie paure , però devi fare una scelta e in questo caso va misurato anche il coraggio della comunità di affrontare una pandemia, non di qualcosa di stupido o di semplice, stiamo parlando di un’emergenza sanitaria vera, reale, lunga ed estenuante”.

G: Penso che se non fosse stato per i vaccini con un raffreddore saresti morto, sono tutte formule devastanti di pericoli per la vita umana”.

Veniamo al video , voci di corridoio mi dicono che è stata una levataccia . Raccontatemi (ridono)

G: “No vabbè due giorni fuori dal mondo, a parte che io ho cantato dentro l’acqua, fuori dall’acqua, ballando, ho fatto 70 soluzioni di continuità e la cosa bella che ha partecipato, con grande gioia Nicoletta Manni che è la prima ballerina della scala, e tra l’altro storia incredibile nella storia è che è del nostro paese mio e di Andrea e l’abbiamo saputo dopo”.

Una “Carrambata

G: “E’ di Copertino e la madre aveva la scuola di danza dove lei ha mosso i primi passi difronte a casa di mia nonna, da prima ballerina della scala, e prima di fare questo video lei mi aveva scritto un messaggio, il giorno in cui abbiamo fatto <<Ora ti canto il mare>> e il testo era << Giuliano il mio sogno sarebbe fare un video con voi>> , ed io ho risposto << ah eccolo, ora ti canto il mare>> lei ha accettato subito e quindi quella sera abbiamo finito alle 9 la prima session dalla mattina alle 8 e io ci tenevo che, siccome Nicoletta compiva 30 anni quel giorno allora abbiamo detto <<questa si è passata tutto il compleanno con noi>> le abbiamo fatto la festa solo che alle 4 del mattino dovevamo girare ancora , le abbiamo preparato la festa e alle 4 avevamo il secondo set di mattina quindi siamo andati dritti io alle 6:30 ho fatto l’ultima cantata sul faro ad Otranto, live e poi per due giorni sono morto”.

Vi sentite un po’ anche voi campioni d’Europa? Dato che avete alzato la coppa festeggiando con gli azzurri la vittoria a euro 2020.

A: “20 ore dopo, neanche 24 ore dopo, è stato bellissimo, devo dire che secondo me siamo stati tra i più invidiati in assoluto in quel momento quindi non oso immaginare perché già gli amici mi scrivevano <<quanto ti sto invidiando>>, figuriamoci i non amici”.

G: “Vabbe io ho cantatato con Ciro Immobile, con i napoletani della squadra che cantavano Malafemmena”

A: “La cosa bella è stata l’immediatezza che loro non hanno, ancora loro erano in quel clima di sogno e non si stavano rendendo conto neanche loro di questa cosa qui”

C’é qualcuno tra li azzurri che si è emozionato particolarmente? Chi è che canta meglio?

G: “Sirigu che è stato è un motivatore incredibile della squadra, lui ha fatto tutto in panchina, tanto che era il coordinatore delle emozioni in quella serata, ci ha rivelato anche una cosa che in tutti gli stadi in cui andavano c’erano i pezzi che passavano anche conosciuti italiani. c’era l’inno del 2014 , <<Un amore così grande >> che passava ogni volta nella playlist dello stadio, e ogni volta che passava nello stadio lui e Donnarumma si guardavano anche se stavano a distanza, vevano questo rito di guardarsi a distanza e di caricarsi con quel brano, quindi questa cosa nella finale quando ci sono stati i rigori che loro hanno fatto una preparazione e c’era quest’inno che passava, ci sentiamo allo 0,00001% di aver contribuito come motivatori della nazionale”.

Spesso vi chiedo di Milano , stavolta vi chiedo i posti che vi fanno stare meglio quando li frequentante .

G: “Il Waveforms Studio di Andro è un posto che mi piace, un posto magico perché lo vivo come un posto mio, poi i navigli perché sono legato proprio all’Italia che vive i suoi posti così, i centri nevralgici possiamo dire, puoi fare il fighetto quanto vuoi ma la strada in Italia ti fa vivere la città , Roma è così, Lecce è così, Milano in alcuni posti è così, è bellissima proprio così”

A: “A me la cosa che mi piace di Milano è la velocità del cambiamento continuo che ha e la possibilità di scoprire sempre dei nuovi posti, nonostante anche io ho dei miei punti di riferimento che più o meno coincidono, però il fatto che ogni volta c’è sempre qualcosa di nuovo, un posto nuovo da scoprire, qualcosa che succede di nuovo , questa parte stimolante della città per me è insostituibile e impagabile”.

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