PREMI TENCO 2021: SENZA AGGETTIVI NE BARRIERE

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La conferenza stampa dei Premi Tenco del 2021 vuole sottolineare l’importanza e la costanza della diversità nella musica. Erano presenti tutti i premiati e le alte figure istituzionali che hanno reso il premio quello che è. “Sono molto contento che siamo arrivati a questa conferenza stampa che precede i premi Tenco. È frutto di un duro lavoro di tutti, uomini e donne” ha dichiarato in apertura il presidente Sergio Staino. Ha lasciato la parola subito al direttore artistico Sergio Sacchi che ha espresso soprattutto il pensiero e le ideologie della manifestazione. “Il titolo quest’anno è Una canzone senza aggettivi. Perchè questo titolo? Una volta esisteva solo la musica leggera ed era un grande calderone, poi negli anni ’80 si è iniziato ad introdurre diversi genitivi che definivano la provenienza ed il contenitore di diffusione (la canzone commerciale, alternativa, da festival e da evasione). Man mano certe differenze venivano a cadere, per esempio i cantautori che iniziavano a posizionarsi alti in classifica. Il Premio Tenco è durato più del Muro di Berlino perchè noi non fomentiamo differenze, non c’è nemmeno più la discrimina che chi partecipa al Tenco non va poi a Sanremo. Vedi Vecchioni e Ruggeri che han vinto il Premio Tenco e poi han vinto anche il Festival“. E poi sottolinea: “Per noi una canzone può essere solo o bella o brutta. La canzone d’autore noi la definiamo per scontato bella indipendentemente dalla provenienza. Gli ultimi premi Tenco sono andati anche a persone che una volta avrebbero fatto storcere il naso ai puristi (e non escludiamo che possano farli storcere ancora oggi)“.


Uno dei premi Tenco del 2021 andrà a Mogol per il suo consorzio artistico Mogol/Battisti che ha influenzato i gusti degli ascoltatori di canzoni italiane. Un altro premio sarà dedicato a Vittorio De Scalzi, un personaggio che è stato a cavallo tra la canzone pop e la canzone d’autore. Altri importanti premi sono dati a Fiorella Mannoia (la donna più premiata della manifestazione), Enrico Ruggeri e Stefano Bollani. Oltre a loro è stato premiato anche Paolo Pietrangeli che scrisse una canzone di protesta e rabbia come Contessa a soli vent’anni. Tra gli stranieri Jorge Drexler, già premio Oscar come miglior canzone. Il premio I Suoni Della Musica viene dedicato al fisarmonicista Gianni Coscia. Il 2021 è il quarantesimo anniversario della morte di Georges Brassens ed ovviamente i Premi Tenco non potevano dimenticarlo.

La cerimonia di premiazione si svolgerà a Sanremo, dal 21 al 23 Ottobre e sono stati intervistati i rappresentanti del comune. Parla il sindaco Alberto Biancheri: “Faccio i complimenti a tutti per questa manifestazione ormai giunta al 44esimo anno. È una manifestazione che coinvolge molto la città e trovo inammissibile che la Rai non riesca a trasmettere in diretta televisiva l’evento. Noi siamo usciti da una stagione incredibile, abbiamo aumentato l’afflusso turistico e troviamo incredibile ed assurdo come il teatro Ariston possa finire ad ospitare solo 500 persone invece della totale capienza prevista. Ne parleremo con il ministro Franceschini.
Grande emozione nelle parole dei vari artisti premiati partendo da Fiorella Mannoia: “Io sono un habituè di questo premio, ho passato tanti anni felici e tante belle esperienze, ho incontrato Joni Mitchell e Jobim, ho conosciuto tantissime persone. Ho passato serate divertenti con grandi personaggi come Francesco Guccini, ho avuto il piacere soprattutto di incontrare grazie al Tenco”. Enrico Ruggeri scherza: “Volevo suonare qualcosa per farmi ricordare da persone che non vedo da decenni ma dalla mia ultima candidatura ho composto 29 album. A questo punto farò dei medley“. Mogol si lancia in un ricordo commovente di Luigi Tenco: “Era molto amico sia mio che di mio padre. Gli consigliai di non andare a Sanremo perchè non ne aveva bisogno, lui mi disse che gli serviva per aumentare la popolarità.” Stefano Bollani invece parla di barriere: “Sono felice di ritornare. Come ha detto Fiorella è il premio degli incontri. Se riusciamo ad abbandonare i conflitti in musica li abbandoneremo in tutto.” Altre testimonianze provengono da Peppe Voltarelli (“Spero il mio disco sia portatore di libertà ed abbattimento di barriere“), Enrico Botta, uno degli autori della premiatissima Voce di Madame (“Sono davvero felice di far parte di questa premiazione della musica di qualità. È il mio primo anno e mi spronerà a fare meglio. Ho purtroppo visto il Festival da casa e spero stavolta di potervi conoscere tutti di persona“), i fratelli Mancuso (“Siamo felici di essere qui con una ricerca e con la conclusione di un percorso iniziato negli anni ’80 con la musica in siciliano“) per concludere con Carlo Mercadante (“La musica dovrebbe essere più concentrata anche sui vivai, come nello sport. Sarebbe bello puntare su quelle piccole realtà e vederle crescere. La musica è un atto d’amore, si moltiplica. Io moltiplico quindi l’affetto verso il mio staff e tutti quelli che han reagito alla situazione.”)


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