Ditonellapiaga è l’icona camaleontica di cui la musica ha fortemente bisogno

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Non è da tutti salire sul palco di uno dei luoghi (e dei settori) più colpiti dalla pandemia da COVID-19 e calcarlo come se fosse una veterana. Margherita Carducci, ai più nota come Ditonellapiaga, ci è riuscita egregiamente, senza sbavature e senza imperfezioni. Sono tantissimi i ragazzi presenti al Circolo Magnolia in occasione del suo primo concerto milanese. Sono tutti ammassati sotto il palcoscenico che di lì a poche ore, vedrà impegnata la cantautrice romana nel raccontare la sua storia, che è anche un po’ la nostra.

Al suo ingresso, accompagnata dagli inseparabili producers e “guide spirituali” bbprod, il pubblico è letteralmente in visibilio. Basta un “Ciao Milano! Che bello vedervi finalmente tutti ammassati!” per attestare la voglia del pubblico di tornare a ballare, di riappropriarsi degli spazi che a lungo gli (e ci) sono stati negati. C’è tanta, tantissima voglia di contatto, di ballare, di cantare a squarciagola e di lasciarsi andare per una singola notte senza pensare alle conseguenze del giorno dopo.

Crediti foto: Chiara Mirelli

Nell’arco di un’ora Ditonellapiaga ripercorre la sua discografia, interpretando i brani contenuti nell’EP “Morsi” e nell’album di debutto “Camouflage“, uscito lo scorso gennaio. Il live riflette proprio la natura multiforme del progetto discografico, un viaggio a cavallo tra il pop (“Spreco di potenziale“) e l’R&B (“Non ti perdo mai“, “Come fai“, “Dalla terra all’universo“), il nu-soul (“Connessioni“) e tanta musica elettronica (“Prozac” è un gioiellino da rave e una delle tracce più potenti del suo LP), dai ritmi latin (“Repito“, con un’affascinante storia basata su irriverenti giochi di parole e con un videoclip alla Thelma & Louise) ad un concentrato di “Chimica” fornitoci anche da una “guest star” di eccezione: Rettore.

Ed è proprio il pezzo cantato in coppia con l’icona della musica anni ’80, presentato sul palco dell’ultimo Festival di Sanremo, a far tremare le pareti del Magnolia dimenticare completamente due anni di rinunce e privazioni, due anni in cui la musica si è vista portare via tutto, spogliandosi di ogni sovrastruttura. Nemmeno nella musica di Ditonellapiaga ce ne sono: i suoi testi sono carichi di ironia, emozioni, ricordi, di malinconia e cinismo che si scontrano ripetutamente, ma anche di romanticismo, di ragazzi impossibili e di storie d’amore non corrisposte.

L’universo di Margherita è tutto da scoprire e questo concerto ha saputo regalarcene i lati più grintosi e delicati, ma anche quelli quelli più giocosi, sexy, sfrontati. Cresciuta a jam session nella scena romana, ci ha dimostrato cosa significa stare in piedi su un palcoscenico, raccontandosi e rimanendo pienamente fedele a sé stessa e alle sue origini, senza ricercare i grandi numeri e senza puntare ad essere una figura patinata o perfetta in ogni sua sfaccettatura. Il suo autoritratto in musica ci ha conquistato fin dal primo giorno. Proposto su un palcoscenico, ha acquisito un’ulteriore carica e corposità, che conferma lo status di Ditonellapiaga come uno dei progetti più interessanti della scena musicale italiana: indie, ma non troppo. Teatrale, cinematografica e raffinata, quasi attrice a pensarci bene. Figlia della Generazione Z, ma legata alla tradizionale canzone d’autore. Mettere il ditonellapiaga non ci è mai stato così piacevole.

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