Perché quello schiaffo costerà caro a Will Smith?

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Uno schiaffo di cui si era subito pentito e a cui avevano subito fatto seguito delle scuse che però sono servite a ben poco. L’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha infatti deciso che l’attore Will Smith, per lo schiaffo tirato al comico Chris Rock in seguito ad una battuta poco elegante nei confronti della moglie, non potrà partecipare ai premi Oscar per i prossimi dieci anni.

Premiato con la statuetta come miglior attore protagonista per il film “King Richard”, Will Smith in un comunicato ha fatto poi sapere di aver accettato e rispettato la decisione dell’Academy in quanto la violenza deve sempre essere condannata, per questo l’attore non potrà partecipare anche ad altri eventi organizzati dall’associazione stessa.

L’ACCADUTO

Durante la 94esima cerimonia dei Premi Oscar, il comico e attore Chris Rock durante il suo monologo fa una battuta sulla capigliatura della moglie di Will Smith, Jada Pinkett Smith, dicendo che l’avrebbe vista bene per un sequel del film “G.I. Jane”, dove la protagonista ha il capo rasato. Peccato che la moglie di Smith sia costretta a tenerli così a causa dell’alopecia, una malattia che comporta la perdita dei capelli, da lì la reazione dell’attore premio Oscar che sale sul palco, tira uno schiaffo al collega e continua ad insultarlo anche una volta tornatosi a sedere tra il pubblico. Inevitabile quindi la decisione dell’Academy.

Tra prese di posizione, gaffe e sorprese sono diversi i momenti che hanno fatto discutere e che sono rimasti nella storia degli Oscar.

“Nessun uomo dichiaratamente gay ha mai vinto un Oscar. Voglio dedicarlo alla comunità LGBT sparsa per il mondo”, così Sam Smith esordiva ritirando l’ambita statuetta per la sua “Writing’s on the wall” che ha vinto come miglior canzone nel 2016, peccato non fosse stato il primo, anzi tanti l’hanno vinto prima di lui compresi Elton John e Dustin Lance Black. Dopo poco arrivarono le scuse pubbliche dell’artista. Marlon Brando si rifiutò di ritirare il premio vinto per la sua interpretazione nel Padrino del 1973, al suo posto salì sul palco una ragazza pellerossa, Sacheen Littlefeather, che spiegò come l’attore decise di non accettare il premio perché contro le ingiustizie subite dai nativi americani da parte dell’industria cinematografica. Un momento che sarebbe potuto restare nella storia, peccato che si scoprì come anche la ragazza ragazza in realtà fosse un’attrice pagata. Nel 2003 viene premiato come miglior documentario “Bowling a Columbine” di Michael Moore che una volta ritirato il premio si lasciò andare ad un’invettiva contro la guerra e il presidente americano Bush.

Ma uno dei momenti più significativi della storia degli Oscar è stato sicuramente quando nel lontano 1939 Hattie McDaniel ricevette la nomination per il suo ruolo di Mami nel film “Via col Vento”: in quel caso il produttore David O. Selznick dovette intervenire per chiedere una sospensione momentanea della legge che vietava l’ingresso ai neri in luoghi pubblici frequentati da bianchi. Permesso concordato ma che comunque non le permise di seguire la cerimonia dal tavolo ufficiale col resto del cast, ma da uno sul retro insieme al suo agente. Uno dei momenti più tristi della storia.

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