“VI” Day: Le Vibrazioni raccontano il loro nuovo EP

La band milanese ha presentato in conferenza stampa il suo nuovo EP, “VI”, un progetto in cui emerge l’anima più viscerale del gruppo.
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Le Vibrazioni pubblicano oggi, venerdì 15 aprile, “VI” (Artist First) il loro nuovo lavoro discografico contentente “Tantissimo“, brano presentato al Festival di Sanremo 2022, e altri cinque brani inediti. “VI” verrà pubblicato anche in versione vinile limitata autografata e sarà disponibile nei negozi in formato fisico a partire dal 6 maggio.

Le Vibrazioni
Crediti foto: MA9 Promotion / Ufficio Stampa

VI” è un EP nel quale le Vibrazioni hanno deciso di racchiudere sei brani che raccontano una chiara presa di posizione sonora e in cui emerge l’animo più viscerale della band che presenta un sound compatto e in continua evoluzione. Si tratta di un lavoro analogico, energico, con suoni ruvidi e fedeli alla tradizione del gruppo milanese, ma che non trascura la sua parte poetica e melodica. Le canzoni vogliono essere dei racconti di frammenti di vita vissuta e di quelle cicatrici che rimangono indelebili sulla pelle. Cicatrici di cui Le Vibrazioni vanno estremamente fieri, perché rappresentano l’amore e l’evoluzione da cui ripartire per andare oltre, superarsi, fare un passo in avanti.

Riguardo al progetto, Francesco Sarcina, ha dichiarato: “Ci siamo resi conto che è cambiata tantissimo la fruizione della musica. Tutto è diventato fondamentalmente liquido. La nostea idea è quella di far uscire divesi EP che poi portino all’uscita di un album vero e proprio, in modo tale da adattarci al mercato odierno. Questo progetto include cinque brani più un intro strumentale. Nonosntate siano solo cinque, la sua scrittura e il suo sound sono ben definiti: penso sia abbastanza rappresentativo. Siamo molto contenti. Sarebbe strano non esserlo a fronte di questo lavoro. Ogni brano è una nostra creatura”.

Sull’intro che apre “VI“, il cantautore ha aggiunto: “Si propone come un racconto che non ha bisogno di parole. Deriva da un brano che già esiste e che abbiamo preferito non inserire subito.Non lo conoscete ancora, probabilmente uscirà nel secondo EP. In questo modo abbiamo creato una suite sonora. Per me era importante chiedere a chi ho davanti di raccontarsi, di parlare di sé stesso. Ci sono tante persone che ascoltano e si rivedono nelle nostre canzoni, ma sarebbe bello sapere anche cosa ne pensano e come ne escono da questo ascolto. Di fatto, è come chiedere al prossimo di raccontarsi. La canzone dice proprio questo“.

Una cosa è certa, l‘energia percepita in questo EP è alle stelle: “Ho imparato a fare di necessità virtù, ma soprattutto a non afflingermi per un problema. Anche se sono ferito o incazzato, questa rabbia dura poco. Fa perdere un sacco di tempo. Andrebbe incanalata in funzione di qualcosa di più utile. Abbiamo pensato che fosse il momento giusto per graffiare e andarci a prendere con i denti, con i morsi e con le unghie quello che ci apparitiene da quando abbiamo appena diciotto-diciannove anni. Siamo rimasti chiusi in casa a lungo, studiando, leggendo e approofondendo quanto già sapevamo. Da quando sono state aperte le gabbie, invece, ci siamo trovati in sala prove. Per una band questo aspetto è vitale: ha bisgno di un posto dove suonare e per quanto abbiamo imparato a lavorare via etere, non c’è paragone. Le generazioni attuali sono perse nelle loro pippe digitali, nel mandarsi le cose. Trovarci in sala prove, confrontarci e lavorare costantemente fa parte della nostra etica lavorativa. Lo abbiamo fatto per più di 20 anni e l’attitudine è sempre la stessa. Cosa è cambiato? Abbiamo sicuramente un bagaglio culturale più ampio e che inevitabilmente apportiamo ai lavori che facciamo. Abbiamo imparato a sfruttare al meglio e fare tesoro di ogni esperienza. Dopo 2000 concerti e cinque anni di esperienze musicali distinte (in seguito alla pausa della band ndr.), questo è un upgrade“.

Non manca un bilancio dell’esperienza sanremese, che ha visto Le Vibrazioni calcare il palco dell’Ariston con “Tantissimo: “Sicuramente è stata una settimana particolare. Andare a Sanremo è sempre un evento importante, perchè in tre minuti devi dare il meglio di te. Sapevamo di portare un brano molto poco sanremese e che questo avrebbe potuto generare delle incomprensioni, ma al tempo stesso sentivamo che il nostro lavoro sarebbe stato riconosciuto successivamente. Siamo in un’epoca dove escono una marea di cose. Buona parte di queste sono inutili e finiscono per togliere dello spazio che potrebbe essere dato a chi, invece, ne è capace. ‘Tantissimo’ ha fatto il suo lavoro e ha preso tutto il pubblico che volevamo. L’importante è rimanere vivi e secondo me il Festival ha dimostrato proprio questo: dopo 20 anni siamo ancora qua. Adesso andiamo avanti. Se dovessimo strizzare gli occhi alle super hit faremmo un altro lavoro“. 

Crediti foto: MA9 Promotion / Ufficio Stampa

A breve Sarcina prenderà parte al nuovo talent show “The Band“, nuovo programma condotto da Carlo Conti su Rai 1: “Dare un supporto alla musica in generale è un piacere. Se si parla di band, è ancora meglio. Ad Amici avevo portato i The Kolors, che poi hanno vinto. Le dinamiche televisive vanno sempre tenute in conto. Un consiglio per le band che prenderanno parte al programma? Suonate tanto. Inutile dirsi cavolate. Si può andare in tv ed avere successo. Abbiamo visto delle band da fenomeni che sanno come muoversi sul palco, ma non hanno le canzoni. Bisogna suonare in sala prove, soffrirci lì dentro e tantare di andare in giro e portarla la propria musica sui palchi il più possibile. Oggi ci sei tu e domani ce n’è un altro: è un meccanismo ‘mangia e sputa’, che porta a non affezionarsi a chi ascoltiamo, perchè manca il lato artistico, poetico e culturale legato alla musica. Attenzione al mercato del pesce! Esistono anche degli artisti che raccontano tante belle cose. La musica purtroppo viene vista come un bene di lusso, invece è un arte a tutto tondo“.

Il 1 ottobre 2022 le Vibrazioni torneranno sul palco del Fabrique di Milano, inaugurando un tour nei club: “Il palco è il nostro vero momento catartico, in cui siamo connessi con madre natura stessa, con l’energia divina che ci circonda, tra di noi come band e con il nostro pubblico. Mi sento parte di un tutt’uno infinito ed immenso, quando suono. Non c’è droga o sensazione o goduria miglirore di quel momento in cui mi trovo sul paloscenico e mi sembra di volare. I concerti danno una dipendenza totale. Il 1 ottobre saremo al Fabrique e poi gireremo nei club. Saremo al 1 Maggio di Roma, suoneremo due brnai, ma c’è di buono che grazie ai pezzi più rock che stiamo facendo per nostra natura abbiamo dei brani evergreen, di repertorio. Partirà anche il tour estivo, lo comunicheremo a breve sui nostri social. Io voglio solo suonare, mi va benissimo anche ai matrimoni“.

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