Faith Kiddo: “Vorrei vivere sempre come Kiddo, senza inibizioni”

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A distanza di poche settimane dalla pubblicazione del nuovo singolo “New Skin”, FAITH KIDDO, l’alter ego sfavillante e vulcanico di Federica Baraldi, pubblica il primo EP “Venom with Glitter”, fuori oggi su tutte le piattaforme digitali.

Faith Kiddo, fino al 2019 sei stata performer di spettacoli dal vivo. Lo sei ancora adesso o ti sei fermata?

<<Beh lo sono ancora adesso: qualora la mia vecchia band dovesse chiedermi aiuto io sono sempre pronta ad “intervenire” nonostante abbia deciso da un pò di tempo di fermarmi con tutto quello che riguarda quel progetto. Certo potessi salire su un palco lo farei anche adesso, ma è tutto un work in progress.>>

Un ricordo particolare che ti riporta al periodo vissuto con la band?

<<Un ricordo legato al camerino: eravamo una cover band e quando salivamo sul palco ce lo montavamo noi, quindi che non si dica che i cantanti non fanno nulla eh (ride). È quello, la frenesia che c’è nel fare avanti e indietro dal camerino, questo mi è sempre piaciuto tanto. Poi il lavoro di squadra, fondamentale.>>

Cosa ti manca di quella parte di vita artistica?

<<Mi manca l’energia del pubblico e tutto quello che ti trasmette ascoltandoti e ballando. È qualcosa di indescrivibile, come una magia, un insieme di emozioni.>>

Guardando la copertina del tuo nuovo EP, “Venom With Glitter”, mi viene da chiederti se sei appassionata di musical. Potrebbe essere uno spettacolo di punta di Broadway no?

<<Magari! Potrebbe essere segno di un presagio (ride). Sì comunque confermo che mi piacciono, pensa insegno anche un corso di musical e canto io, quindi senza accorgermene mi rendo conto che è qualcosa che fa parte di me.>>

Come nasce “Venom With Glitter”. L’EP ma soprattutto il progetto che c’è dietro?

<<Nasce da una sorta di evoluzione di quello che era all’inizio il progetto: pensavo di portare in scena una bambola, visto che sono grande fan delle Barbie, che con le sue emozioni e il suo vissuto si raccontasse un pò. “Venom With Glitter” è arrivato in un momento in cui mi sentivo matura, nel senso che ho lavorato ai brani con la mia produttrice Kimerica in modo più consapevole rispetto ai primi lavori che ho fatto, con la volontà di trovare diverse sfaccettature della stessa persona. Della stessa personalità. Volevamo portare la gente in questo mondo un pò cupo, facendola ballare ma con quel senso di inquietudine che a me piace tanto.>>

Quest’inquietudine te la porti dentro da sempre?

<<Si, sono sempre stata una bambina irrequieta. Diciamo che ho sempre rifiutato l’autorità litigando spesso con mamma e papà. Sono sempre stata ribelle ma controllata, perché poi faccio comunque le cose sempre secondo le regole (ride).

Nel brano “New Skin”, che ha anticipato l’uscita dell’EP, da un lato, parlando di social, scherzi su come la gente si mette in mostra ma dall’altro lo apprezzi anche. Che posizioni prendono rispettivamente su questo tema Faith Kiddo e Federica?

<<Faith Kiddo si mette in mostra, mentre Federica tende a nascondersi. Capisco che c’è una parte di me che può sembrare predominante, quella dell’esibizionismo, ma di fatto quando rientro a casa a fine giornata tendo appunto a nascondermi e nessuno mi deve cercare.>>

Riesci facilmente a switchare tra queste due personalità?

<<Si chiama bipolarismo (ride), no sto scherzando. Si ci riesco ma perché credo sia sano avere una parte intima che non mostri agli altri: se mostri troppo ti mancherà sempre qualcosa, se delle cose invece le tieni per te riesci a sopravvivere. Questo è il mio pensiero.>>

Quindi di fare l’influencer non se ne parla.

<<No ma va non ce la farei…>>

È necessario, secondo te, che un artista impari a lavorare sui social perché inevitabilmente la promozione della sua musica passa anche da lì?

<<Dipende che artista sei. I social sono una vetrina e se usati bene sono una vetrina sana, diventano malsani nel momento in cui smetti di essere te stesso per voler piacere a tutti i costi agli altri, quindi produci musica meno autentica per andare più verso le esigenze dell’ascoltatore. Ripeto dipende che artista sei, poi i social sono indubbiamente un canale comunicativo importante perciò è necessario farsi affiancare da un esperto per sfruttarli bene.>>

Faith Kiddo nasce, come hai detto tu, dall’esigenza di sopravvivere? A che cosa?

<<Senza questo sfogo farei molta fatica ad affrontare la vita di tutti i giorni. È la mia sopravvivenza perché mi permette di restare aggrappata ad una realtà che vorrei fosse sempre così. So che è un concetto un pò contorto.>>

Cosa ti porta a stare decisamente meglio quando vivi da Faith Kiddo?

<<Vivendo da Faith Kiddo ho meno inibizioni e tendo a nascondermi meno, cosa che invece faccio sempre quando sono semplicemente Federica.>>

Quando hai deciso di far nascere il tuo alter ego che caratteristiche doveva avere?

<<La cosa interessante è che non l’abbiamo messa giù a tavolino questa cosa, ma è nata col tempo, quasi a mia insaputa. Kiddo nasce da una brutta esperienza avvenuta nel settembre 2010 quando sono stata vittima di violenze, da lì, mossa da questo senso di rabbia e rancore, ho deciso di cambiare nome ispirandomi a Tarantino e al suo personaggio interpretato da Uma Thurman nei film Kill Bill. Un mese dopo mi trasferisco a Milano e tutti iniziano a conoscermi come Kiddo, come se quest’altra vita l’avessi sempre portata avanti in parallelo. È un lato di me che credo esistesse da sempre e che mi ha permesso di reagire con forza a quella drammatica situazione.>>

“New Skin” è singolo che ha anticipato l’EP, cosa puoi dirci degli altri brani?

<<Che sono pieni di rabbia e rancore… (ride). Posso dire che sono altre tre facce di questa bambola: una sensuale ma con tanta contraddizione, un altra che effettivamente è un pò schizzata e un altra ancora, che si chiama “Dirty Laundry”, più intima; ti dico intima perché è l’unico pezzo quasi prettamente acustico con la chitarra predominante. Ti da una sonorità che in modo figurato riesci quasi a toccare, quindi sembra più reale.>>

Un EP che è l’insieme di più volti. Qual’è il tuo preferito?

<<Ti dico “Go Prince Charming” che è il famoso brano più schizzato di tutti: quello più impulsivo che spiega come spesso si esageri quando si è impulsivi, ma è in questi casi che viene fuori la nostra vera natura.>>

Cosa ti auguri per il 2022 e che messaggio vorresti che “Venom With Glitter” mandasse a chi lo ascolterà?

<<Mi auguro di tornare live e portare sul palco questo EP più tutti i brani ai quali stiamo già lavorando io e Kimerica. Poi vorrei ci fossero meno paranoie nel mostrarci per chi veramente siamo, anche con i difetti: al posto di reprimerli cerchiamo di abbracciarli e diventare consapevoli che questi esistono, magari scherzandoci anche sopra.>>

Perche “Venom with Glitter”?

<<Perché ti lancio il veleno ma lo faccio con un bel sound pop, così puoi ballarci sopra.>>

GUARDA QUI LA VIDEO INTERVISTA

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