Sangiovanni
Ph. Elena Di Vincenzo

Che bella sorpresa il mondo (live) di Sangiovanni!

Abbiamo visto Sangiovanni in concerto a Milano, dove il cantante ha presentato dal vivo il nuovo album “cadere volare”.
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Se c’è un aspetto di Sangiovanni che mi ha sempre colpito, è la sua maturità. Dopo l’esperienza tra i banchi di scuola ad Amici, è arrivato il momento di confrontarsi con sé stesso e con il suo pubblico in un Club Tour che lo poterà lungo lo Stivale. Ieri sera mi ha piacevolmente sorpreso, perchè quello che ho visto sul palco dell’Alcatraz è andato ben oltre le mie aspettative e mi ha fatto ulteriormente capire che, svestiti i panni del cantante, dietro la figura di Sangio c’è prima di tutto Giovanni Pietro Damian: un ragazzo di soli 19 anni che sta costruendo un percorso in un’industria che sa essere un’arma a doppio taglio.

Crediti foto: Elena Di Vincenzo

La sua hit “malibù“, scritta da Alessandro La Cava e dal Re Mida della musica italiana Dardust, è stata la canzone più ascoltata dell’anno in Italia su Spotify (conta 115 milioni di ascolti fin dalla sua uscita nel 2021) e ha fatto da apripista al successo radiofonico ottenuto anche con i brani contenuti nell’EP “sangiovanni” (Sugar Music/Universal Music), che in poco tempo ha persino collezionato ben tre dischi di platino. Pezzi come “Lady“, “tutta la notte” e “hype“, presentati durante la sua partecipazione al talent di Canale 5, lo hanno catapultato alla #1 della FIMI, ma gli hanno anche dimostrato quanto sia complesso reggere la pressione e le aspettative nel mondo della musica. Specialmente quando sei giovanissimo e stai cercando di capire chi sei veramente o cosa vuoi dalla tua vita.

Ed è così che Sangiovanni si è rimesso in discussione, prendendo parte al Festival di Sanremo e rilasciando un disco perfettamente rappresentativo della sua vita odierna: “cadere volare“. Non ha paura di raccontare il turbinio di pensieri e sensazioni che prova, ma lo fa con leggerezza, senza venire meno alla promessa di essere sempre sé stesso e non una maschera. Ce lo ricorda anche durante il live: “Vivete sempre la vostra vita come se fosse un concerto, siate sempre chi volete essere, fate sempre quello che volete. Voglio che usciate da questo c***o di club senza voce“. Fin dal suo ingresso sulle note della title track del progetto, Sangio comunica energia e libertà al tempo stesso. Da spazio ai suoi fan, facendone salire due sul palco a fine serata e facendogli firmare la console della DJ che lo accompagna sul palco e che con dimestichezza ci trasporta da un mondo sonoro ad un altro.

Crediti foto: Elena Di Vincenzo

Un viaggio che rincorre anche la crescita in atto del giovanissimo artista, a partire da pezzi emotivamente coinvolgenti come “cortocicuito“, “sigarette alla menta” e il primo singolo estratto dall’LP: “cielo dammi la luna“. Quando Sangiovanni abbassa il microfono ci pensano le sue fan a mantenere l’adrenalina dentro l’Alcatraz, specialmente quando il cantante ripropone i sucessi del suo EP omonimo: da “guccy bag” a “tutta la notte“, passando per “Lady“, il singolo “perso nel buio” (in duetto con Madame, attualmente a sua volta in tour) e la trascinante “malibù“, che viene cantata ricercando il contatto con chi gli ha permesso di essere lì, in piedi, a schiena dritta. I suoi fan e la sua dedizione, la sua passione e la sua maturità (che dono prezioso quando si è così giovani!) e il suo coraggio di osare, rischiare, provarci, cadere e poi spiccare il volo. Bravo Sangio. Continua così.

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