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Ma che cos’è l’indie?!

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Dai non fate i timidi… Lo sappiamo tutti che andate matti per la cosiddetta “musica indie” ma almeno una volta nella vita vi siete chiesti che cosa davvero fosse. Sono centinaia le playlist, solo editoriali di Spotify, che contengono nel titolo questa parola che nasconde in realtà un mondo. Noi siamo qua per risolvere tutti i vostri dubbi e oggi cercheremo di ripercorrere la storia dell‘Indie con voi.

Vorrei portarti al mare, anzi portarti il mare… Cantava così Coez, il caro Silvano ci ha sempre deliziati con quelle frasi che, durante gli anni delle medie e del liceo, usavamo negli stati di WhatsApp e su tutti i social come descrizione di foto ispiratissime. Malinconia, sogni nostalgici, tanta tristezza condita da giusto un filo di inconsapevole felicità, forse sono questi gli ingredienti della musica indie, che oggi viene considerata un vero e proprio genere musicale appunto, ma come nasce e cosa vuol dire veramente?

Partiamo, più generalmente, da quello che vuol dire, di per sé, la parola… Indie, semplicemente, sta per Indipendente. Discostiamoci un attimo da quello che oggi è il genere musicale, potremmo definire così tutti gli artisti emergenti, underground che si autoproducono, che non stanno quindi sotto il contratto di una major discografica. E fin qua ci siamo, quindi in teoria indie potrebbe esserlo anche un rapper emergente o una band che fa rock e metal… Sì, ma no. Arriviamo per gradi a capire cosa davvero è la musica indie perché, negli ultimi anni, si usa il termine (come già vi abbiamo anticipato) per definire un vero e proprio genere musicale.

Generalmente potremmo dire che l’indie nasca attorno agli anni Ottanta (sì, proprio così) e si lega proprio alla volontà di alcuni artisti di voler produrre musica slegata dai contratti con le major discografiche. É proprio in quegli anni che, tra l’Inghilterra e gli Stati Uniti, nascono i gruppi che faranno la storia della musica tra cui gli Smiths, i My Bloody Valentine, i Nirvana e gli Oasis solo per citarne alcuni. Il genere alternativo e assolutamente originale per l’epoca mischiato al grunge porta sempre di più le major discografiche ad interessarsi a questo “nuovo genere” apprezzatissimo dal pubblico, tutto questo rende questo mix di generi sempre più mainstream e caratterizzato da una sua proprio identità.

L’indie in Italia

Si pensa che l’indie in Italia sia nato attorno agli anni ’90 con quelle band che davano al pubblico un’alternativa al solito “pop”… Gli Afterhours, i Blue Vertigo fino ad arrivare ai Tiromancino di Federico Zampaglione. É bello infatti pensare come oggi, Zampaglione, da uno degli apripista dell’indie italiano si faccia accompagnare, nel suo ultimo album “Ho Cambiato Tante Case” dagli idoli indie della generazione z: Galeffi, Gazzelle e Franco126.

C’è molto in comune con questi artisti. Sono un Caronte: traghetto generi e mondi musicali dall’indie verso il mainstream. Credo che questo sia il mio ruolo. In realtà non ho mai appartenuto del tutto al mondo mainstream, non mi ci ritrovo, ma di certo con i Tiromancino abbiamo navigato in quella direzione – dice Zampaglione – negli anni ’90 facevamo parte di quella cordata dell’underground italiano che a un certo punto è arrivato nelle radio e al grande pubblico grazie ad alcuni pezzi ‘cantabili” che però non perdevano determinati suoni. Le nuove generazioni, i nomi che ho coinvolto, stanno facendo qualche cosa di simile. Io vedo un filo conduttore ed è il motivo per cui ci siamo ritrovati a fare musica insieme. Nulla è stato studiato a tavolino. Io sono fan loro, loro ascoltano i miei dischi”. Ed ecco qua, spiegazione perfetta di come funzioni l’indie!

Ma come si distingue il genere indie dal semplice pop? Sicuramente le basi “poco studiate” (anche se di studio dietro ce n’è tantissimo), semplici ma di trasporto, malinconiche ma non sempre, che richiamano spesso il pop britannico che ha segnato la musica degli anni Novanta. Quello che però lo caratterizza maggiormente è la cura dei testi, la scelta delle parole e dei temi trattati con completa trasparenza e, potremmo dire, totale vulnerabilità. Gazzelle, Brunori Sas, Coez, ARIETE, Svegliaginevra, Eugenio in Via di Gioia, Calcutta

Proprio Calcutta è stato uno dei pionieri dell’Indie moderno con il suo album Evergreen. Uno dei singoli più famosi nasconde un aneddoto particolare che, in qualche modo, racchiude l’essenza dell’identità dell’indie. Paracetamolo nasce da una critica mossa da uno YouTuber che affermava che per scrivere canzoni indie bastasse prendere parole e concetti a caso, come per esempio il bugiardino di una medicina… Beh, Calcutta non si è offeso, non ci ha pensato nemmeno due volte e ci ha creato una hit.

Quelli che vi abbiamo citato poco fa sono solo alcuni dei nomi che costellano il panorama indie italiano, genere che si sta facendo sempre più strada diventando il preferito delle nuove generazioni. Stiamo parlando di cantautori e cantautrici che hanno la capacità di diventare portavoce dei sentimenti dei loro coetanei accostando immagini, attualità e sentimenti con un linguaggio tutto loro che solo l’orecchio più attento e il cuore più sensibile riesce ad apprezzare a pieno.

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