Clementino / Black Pulcinella
ph. Narciso Miatto

Clementino: “Nei panni di Black Pulcinella mi sento un supereroe”

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Nuovo album per Clementino in cui torna a rappare in modo molto diretto. “Black Pulcinella” è stata anche l’occasione per parlare delle 15 tracce all’interno del disco e non solo.

Ero molto incuriosito di questa chiacchierata con te, uno perché non avevo mai avuto occasione di farlo prima di oggi, due perché essendo io un grande appassionato dei supereroi Marvel non vedevo l’ora di conoscere colui che è “Black Pulcinella” . Di fatto un supereroe  su cui il Prime o Netflix della situazione potrebbero crearci una serie e sarebbe fighissimo e di grande cultura essendo pulcinella per la commedia dell’arte comico e vivace, ma dentro è triste,  un po’ come te. Non ci hai pensato?

“Penso che ci starebbe benissimo, ho una passione per le action figure di cui sono collezionista, ne posseggo 232”

Qual è stato il primo che hai comprato? te lo ricordi? 

“Se non ricordo male , Joker o The Ultimate Warrior , uno dei wrestler della Wwe , icona degli anni 90, ma potrei dirti anche He Man perché ero un amante dei Masters Of the Universe.”

Nei vari ascolti  di “Black Pulcinella” fatti in questi giorni mi sono chiesto “Quanta voglia avevi di tornare a fare rap duro e crudo?” è una sorta di liberazione quasi? Perché?

“Si, tantissimo perché io vengo da quella roba li, vengo dalle gare di freestyle, poi mi piace l’arte del MC mi chiamo Maccaro Clemente, ce l’ho proprio nell’iniziale, e quindi sono uno che da ragazzino andava a Praga all’hip hop camp per sentire rapper americani.  Da sempre sono stato un big boy  con la cultura hip hop, writer, i breaker, andavo alle jam, quindi è una cosa che mi è sempre piaciuta.”

La svolta qual é stata?

“Ho visto che nell’ultimo ce la facevo più a sentire sempre le stesse cose, mi è sempre piaciuta la west coast di Los Angeles , noi a Napoli siamo la West coast italiana geograficamente parlando e  ho sempre preferito il rap con la camicia a fiori a maniche corte piuttosto che quello con il cappotto pesante quindi, questo fatto del napoletano che dice “scusate arrivo in ritardo, scusate il ritardo” come Troisi se ci pensi i beat west coast di Los Angeles arrivano in ritardo perché sono in levare ed io volevo fare questa roba qua.

Ho sempre ascoltato Snoop Dogg, Kendrick Lamar, Dr. Dre tutta quella scuola là ed ero arrivato ad un certo punto che veramente sentivo sempre le stesse cose in Italia, ho detto “non mi va di fare le stesse cose che fanno tutti” ma non per qualcosa perché sono meglio o peggio assolutamente, ma perché quando prendi 5 parole e le distribuisci ai rapper, dove su 10 rapper tutti e 10 dicono quelle parole in rima ad un certo punto ti scocci, io non è che voglio fare il nonno per carità però comunque, è vero se io dico “Youtube, Clementino e camicia” e poi arriva un altro e dice “camicia, Clementino e Youtube” arriva un altro e dice “Youtube, Youtube, Clementino, Clementino” ad un certo punto ti scocci perché tu senti tutti sti personaggi dire sempre le stesse cose con gli stessi termini, ad un certo punto non distinguevo più uno dall’altro, tutti uguali .  Allora ho detto “sai che c’è di nuovo?” invece di fare la copia della copia cerco di fare l’evoluzione di me stesso ed è così che è nato ATM che è la mia canzone diciamo, è il primo singolo dell’album dove io faccio la comedy rap che è un pochino il ritorno a Pulcinella”

Clementino
ph. Narciso Miatto

Un’artista molto spesso al riascolto del suo album non è mai contento e cambierebbe qualcosa, da un suono ad una strofa, ad una ritmica . Tu oggi se potessi cosa cambieresti di Black Pulcinella?

“Aggiungerei un pezzo con un rapper americano, mi piacerebbe Snoop Dogg, i Cypress Hill, questi qua però come fai”

Posso dirti? ho visto cose ultimamente che fanno si che tutto possa accadere 

“Eh non lo so! io non saprei dirtelo, sono un umile servitore della musica rap che vive a Nola e noi  nominiamo Nola “Nola York”, abbiamo messo anche la localizzazione su Instagram. Si mi piacerebbe tanto, ma io tutti questi meccanismi non li conosco nel senso che nel 2009 sono uscito con un album che si chiama “Iena” dove all’interno c’erano due featuing uno era R.A. the Rugged Man e un altro era ILL Bill il rapper dei Non Phixion.”

Com’é andata in quel caso?

“Io gli ho fatto sentire il mio rap a loro, è piaciuto e mi hanno dato la strofa finita senza girare intorno a mille cose, e quindi dovrei riuscire a contattare Snoop Dogg e dargli la strofa e dire “ti piace?” ma è difficile.”

Tornando all’album invece?

“Oltre ad aggiungere un pezzo nuovo sicuramente c’è tanto da cambiare perché non si finisce mai di cambiare le cose ,però è bello pure lasciare degli errori sull’album altrimenti io non mi troverei mai con la totale perfezione. Sono nato per avere sempre qualcosa che non va nella vita, il mio equilibrio l’ho sempre raggiunto quando c’è qualcosa che non va, quindi meglio accussì.”

Quali pensi possano essere le tracce che daranno o stanno dando soddisfazioni a coloro che lo ascolteranno?

“Allora ATM, Revenge con Enzo Dong, Universe, Desaparecidos e quella con Rocco Hunt Emirates, Eclissi, Dark Side, insomma ce ne sono un bel po’ “

“Quando sono diventato famoso non ho saputo gestire bene la fama e mi sono affidato subito all’alcol e alla droga” da quel periodo ne sei uscito, con impegno forza e perseveranza. La tua immagine è comunque legata ad un personaggio super esplosivo e lo dimostra il fatto che se non fossi versatile e amato non saresti anche un personaggio Tv. A quasi 40 anni che festeggerai il prossimo 21 Dicembre, cosa ti piacerebbe dire ad un giovane Clementino?

“Quello che hanno detto i miei genitori a me insomma, direi ad un giovane Clementino “Statte accuorte” (Stai attento) perché “continua a lavorare e la sera ritirati presto” questo direi.

Sicuramente anche quello che ho fatto comunque ha fatto parte della mia costruzione quindi è normale, perché poi vivere fuori casa, andare a Roma, a Milano, una città che comunque ti prende in un vortice e se sei una persona sensibile e ti lasci prendere è un pochino un casino, quindi vivere da soli senza avere comunque magari un genitore, ma non perché, io ho sempre avuto i miei genitori al mio fianco che mi hanno sempre consigliato cose giuste, il problema era vivere da solo perché ero in un’altra città e allora comunque con chi vai a vivere, con chi sei, ci sono tanti fattori, sicuramente direi a Clementino “quando ti vengono i 5 minuti magari sfoga diversamente, vai in palestra” semplicemente quello però sai ormai il passato è passato è andato ed ora dobbiamo vivere il qui e oggi, il presente.”

Posso permettermi di dire che tra le varie tracce, forse quella in cui ti ho trovato più centrato e te stesso è è quella con Enzo Dong “Revenge”

“È un pezzo che ho scritto a Roccaraso, eravamo sulle montagne, io ogni tanto mi allontano per scrivere e abbiamo scritto questa canzone e quella parla anche del non gestire il successo, perché molte volte quando sei piccolino dici “ah voglio diventare famoso” poi quando sei famoso diventi famoso devi riuscire a mantenerlo, non è che diventi famoso e sei un super eroe, insomma è lì la parte difficile. E’ chiaro che tu da ragazzino dici “oh diventerò famoso” però non immagini come sia il successo per questo io dico rime tipo “Vuless tnè diciott ann po’ fa nata vot / Vuless turnà arret p’ mantenr a parol” cioè “vorrei tornare indietro per mantenere la parola” il classico non lo faccio più e quando dopo capita di nuovo va un’altra volta lì, ora non voglio più soffrire. Ora sto bene, ho realizzato tanti dei miei sogni, quello di andare in tv, di fare l’attore, di fare il rapper, la gente mi conosce, mi chiedono di fare i freestyle, è una cosa fantastica, quindi ora sta a me e il destino è nelle mie mani, cioè a mantenere questa cosa.”

Che effetto ti ha fatto lavorare di nuovo con artisti con cui avevi già collaborato anni fa, come il caso di Rocco Hunt , con cui che nel 2011 avevi fatto “O’ mar O’ sole”, e vederti oggi nel 2022 con una carriera per entrambi fatta di grandi successi, credibilità e rispetto? Tutto questo ovviamente porta a Emirates , uno dei brani dell’album .

“Con Rocchino mi conosco da una vita, ci siamo sempre voluti bene e quando siamo tornati in studio abbiamo fatto questa canzone che si chiama “Emirates” che è proprio una canzone che parla di rivalsa di riscatto insomma, quando diciamo che adesso noi siamo la sesta stella di questo hotel è una bella cosa e alla fine sono contento perché fare un pezzo che parla delle soddisfazioni ci mancava, noi abbiamo collaborato tanto però un pezzo del genere ci mancava”

Chiudo con una curiosità, a cui so che risponderai essendo tu un po’ come una nota birra “schietta e sincera” delle varie collaborazioni di questo album, quale è quella che ti ha sorpreso maggiormente ?

“Enzo Dong perché Enzo l’ho invitato per prima cosa perché è un carissimo amico mio, e rispetto molto il suo modo di fare rap, super grezzo e selvaggio. Quando poi siamo andati a cena insieme, siamo tornati in macchina, io gli ho fatto sentire Revenge come pezzo mio da solo, lui è impazzito e mi dice “nono, fammi fare la strofa qua, fammela fare qua” io avevo programmato di fargli fare la strofa in un pezzo un po’ più divertente invece quando lui ha detto “fammela fare qua” l’ho visto talmente entusiasta che ho detto “ ma proviamo a fargliela fare qui” ha fatto la strofa e non mi ha deluso, forse la strofa più bella della sua carriera, ha fatto una strofa devastante Enzo Dong su quel pezzo perché ha tirato fuori la sua anima e devo dire che Revenge è un po’ il sangue di Black Pulcinella”

Chi vince lo scudetto

“ah (ride) hai toccato un tasto dolente, che ti devo dire …l’Argentina”

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