La Kalush Orchestra canta la resistenza ucraina con “Stefania”

La Kalush Orchestra ha vinto l’Eurovision Song Contest 2022. La loro Stefania è un inno alla resistenza del popolo ucraino.
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La Kalush Orchestra ha vinto l’Eurovision Song Contest a Torino, rappresentando l’Ucraina nella competizione e portando sul palco del Pala Olimpico la loro “Stefania“, un brano dedicato in primis alla madre del cantante Oleh Psjuk, ma anche un forte grido di speranza nei confronti di una nazione martoriata dal conflitto russo-ucraino iniziato lo scorso 24 febbraio.

Crediti foto: Parole & Dintorni (Ufficio Stampa)

La manifestazione, che si è svolta a Torino dal 10 al 14 maggio, ha visto la band ucraina raggiungere la prima posizione nella classifica con ben 631 punti, assegnati dalla giuria e dal televoto. Quest ultimo ha giocato un ruolo fondamentale nella vittoria del gruppo, dimostrando come tutti i paesi europei si siano uniti con l’intento di sostenere la causa dell’Urcraina e del Presidente Zelensky, che poco prima dell’inizio della manifestazione aveva invitato tutto il mondo a votare proprio per il quintetto.

“Stefania” è una canzone estremamente orecchiabile, che spazia dal rap all’hip-hop, ma con delle venature folk molto caratteristiche. Nonostante il titolo del pezzo corrisponda proprio al nome della mamma di Oleh, il brano è dedicato a tutte le madri dei membri della band e racconta delle vere esperienze di vita. Ed è stato proprio Oleh in persona a raccontare la settimana super intensa che li ha visti protagonisti a Torino. Durante l’ultima puntata di “Che Tempo Che Fa“, Fabio Fazio ha chiesto alla band come avessero affrontato questo momento carico di adrenalina e tensione: «Abbiamo passato molto tempo a provare. Ci siamo sicuramente stancati, ma il nostro obiettivo principale era far conoscere la nostra cultura e la nostra identità a tutto il mondo: vogliono ucciderla, ma deve sopravvivere. Attraverso l’Eurovision il mondo ha potuto apprezzare la nostra lingua, così come la nostra musica».

Dopo aver ringraziato il Presidente Zelensky, la Kalush Orchestra ha raccontato a Fazio che sarebbero tornati subito a combattere in prima linea dopo l’esperienza dell’Eurovision Song Contest 2022. «Ci occuperemo delle nostre attività. Io [Oleh] tornerò a lavorare nell’organizzazione di volontariato che ho fondato e con cui aiuto quotidianamente chi ha necessità di trovare un alloggio o delle medicine. Ogni ucraino in questo momento ha una priorità, aiutare e condividere ciò che può con gli altri. Abbiamo una chat telegram in cui ognuno può scrivere di cosa ha bisogno».

Crediti foto: Parole & Dintorni (Ufficio Stampa)

La Kalush Orchestra si forma nel 2019, quando i membri Igor Didenchuk e MC CarpetMan (Kylym Men) rispondono ad un post di Facebook di Oleh in cui cercava musicisti per formare un vero e proprio complesso. La band si amplia ulteriormente con l’aggiunta dei polistrumentisti Tymofii Muzychuk e Vitaliy Duzhyk e il loro primo singolo “Shtomber Womber” è stato pubblicato pochi mesi prima dell’inizio del conflitto, a dicembre 2021.

Con la loro partecipazione al ESC 2022, i cinque artisti che devono il loro nome alla piccola città ai piedi dei Carpazi dove le sirene suonano anche quattro volte al giorno dall’inizio dei bombardamenti russi, sono diventati il volto e la voce di una nazione che sta vivendo qualcosa di veramente impensabile fino a pochi mesi fa. Per questo motivo, il gruppo ha deciso di devolvere (tramite Sony Music Enterntainment) tutti i proventi netti del brano ad un’associazione umanitaria volta a tutelare il fabbisogno del popolo ucraino. «Abbiamo bisogno di pace. Sogniamo il giorno in cui la pace arrivi in tutto il nostro Paese, senza vedere più i missili che colpiscono le case. Non dimenticateci. Non dimenticate ele nostre radici. Tenetevi forti insieme. Slava Ukraini!»

Oggi è uscito anche il videoclip ufficiale di “Stefania“, girato tra le rovine di Borodyanka, Gostomel, Bucha e Irpin’, due delle città più martoriate dagli attacchi russi. Le note del brano si diffondono tra palazzi distrutti e volti di civili in fuga. Lo potete recuperare qui sotto:

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