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La musica alla 75° edizione del Festival di Cannes

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É iniziata ieri, 17 maggio, e si concluderà il 28 di questo mese la 75° edizione del Festival del cinema di Cannes. Tanti i film in gara e come ogni anno anche grande spazio alla musica. Oltre alle meravigliose colonne sonore quest’anno verranno anche presentati dei documentari dedicati ai grandi nomi della musica internazionale. Vediamo assieme quali saranno!

Splende il sole in questi giorni su La Croisette e la voglia di tornare al cinema sembra intensificarsi sempre di più. Tantissimi i film in gara ma uno dei più attesi quest’anno è il documentario biopic su colui che è stato forse il più grande artista della storia della musica mondiale. Grande emozione allora per un film musicale (fuori concorso), stiamo parlando di Elvis diretto da Baz Luhrmann. Il biopic (perché documentario non è) racconta la vita della leggenda Elvis Presley, interpretato da Austin Butler, concentrandosi principalmente sul rapporto artistico, quasi ventennale, con il suo manager, il colonnello Tom Parker interpretato da niente di meno che Tom Hanks.

Centrale è anche la narrazione della storia con la moglie Priscilla che, parlando della performance dell’attore si è espressa così a riguardo: «Non voglio che questo passi per un insulto, ma non conosco nessuno che possa davvero entrare nei suoi panni. Non ho visto nessuno che possa interpretare Elvis. Ma ho sentito che l’attore ha fatto un ottimo lavoro». Effettivamente indossare i panni del re del rock non è cosa da poco…

Potremmo dare il nostro personale giudizio solamente il 22 giugno 2022 quando la pellicola arriverà anche nelle sale italiane. Importantissimo il contributo italiano nella colonna sonora. I nostri Måneskin continuano a conquistare i cuori di tutto il mondo e il loro nome viene inserito nella soundtrack ufficiale con una meravigliosa cover di “If I Can Dream” che hanno presentato in anteprima alla finale dell’Eurovision.

Restiamo sul rock n’ roll ma cambiamo artista: Jerry Lee Lewis: Trouble in Mind. Come titolo una sua canzone, il documentario è dedicato a Lee Lewis, cantautore e pianista statunitense, uno dei padri del rock n’ roll. É stato soprannominato “The Killer” per il suo modo selvaggio e l’anticonformismo che caratterizzavano le sue esibizioni dal vivo. Il film è diretto da Ethan Coen, fratello di Joel, e questo film segna una rivoluzione anche per lui. I due fratelli hanno sempre lavorato all’unisono, assieme su tutti gli aspetti del film, sotto lo pseudonimo di Roderick Jaynes. Lewis ha lasciato una grande impronta nella storia della musica, tanto quanto ha fatto Elvis, ma di lui si conosce ancora troppo poco.

E infine arriviamo a lui, David Bowie, a cui viene dedicato il documentario Moonage Daydream, diretto da Brett Morgen e con ben 5 anni di produzione alle spalle. Sono tanti i documentari dedicati alla leggenda della musica ma questo è un viaggio speciale nel suo universo artistico ed è il primo prodotto cinematografico ad essere approvato dagli eredi.

Non parliamo di un biopic ma di un vero e proprio documentario con filmati e foto di repertorio inedite, il tutto progettato come fosse un sogno lucido, ad occhi aperti, nell’arte di Bowie. La regista ha voluto mettere in luce tutti i lati artistici di Bowie, dalla danza alla sceneggiatura fino alla recitazione. Il titolo Moonage Daydream fa riferimento all’omonima canzone di David Bowie estratta dall’album del 1972 The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, che ha introdotto il mondo al suo iconico personaggio teatrale che oggi tutti conosciamo: Ziggy Stardust.

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