The Sound of Milano: dieci canzoni per amare la città

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Milano è tante cose: il Duomo e la sua piazza perennemente affollata, i Navigli, lo skyline di Porta Garibaldi con la sua Biblioteca degli Alberi e la magica CityLife, San Siro, il Castello Sforzesco e la balera dell’Ortica. Come ogni città che si rispetti, il capoluogo lombardo vanta una tradizione musicale di tutto rispetto: da Enzo Jannacci al duo Cochi e Renato, da Giorgio Gaber ad Adriano Celentano. Nel presente, i cantautori e i rapper di oggi si difendono bene e continuano a conservare quello spirito milanese inossidabile che emerge con vigore nelle produzioni che siamo soliti ascoltare in radio o Spotify.

Abbiamo pensato di raccontarvi Milano e il suo legame con la musica attraverso dieci canzoni, che spaziano dal pop al rap, dalla tradizione all’innovazione. La casa della musica, nonchè la sede di tutte e tre le principali major internazionali, è qui e brilla come mai prima d’ora, grazie anche e soprattutto al contributo di chi ha contribuito a definire il sound meneghino.

Crediti foto: Cristina Gottardi (Unsplash)

Enzo Jannacci – El purtava i scarp del tennis

Rilasciato nel 1964, è uno dei brani più simbolici e che meglio descrivono la città. Viene successivamente inserito nel disco “La Milano di Enzo Jannacci” e conquista un posto speciale nel cuore di tutti i milanesi. In un’intervista rilasciata all’allora direttore della rivista “Scarp’ de tenis” (periodico non profit gestito dalla Caritas Ambrosiana), il cantautore aveva raccontato l’ispirazione dietro al pezzo: «Il titolo non è importante per le scarpe da tennis portate dal barbone. C’è un riferimento autobiografico, perché io ero stato rifiutato all’interno del circolo del tennis lombardo in quanto povero ragazzo di periferia. Ecco, auguro ai venditori di ‘Scarp de’ tenis’ che non ci siano più rifiuti in questa città, come allora hanno rifiutato me e poi tanti altri. Il titolo della canzone fa riferimento a un mondo di circoli esclusivi. Sa cosa le dico? Ma lasciamoli per i c***i loro questi […]Ma che rimangano pure nei loro campi da golf o da tennis se vogliono essere esclusi o se vogliono escludere». Ad oggi, il singolo rimane un classico della musica popolare italiana.

Giorgio Gaber – “Porta Romana”

Da non confondere con la canzone milanese “Porta romana bella“, questo piccolo capolavoro di Gaber uscì come Lato A del doppio singolo “Porta romana/Una ragazzina“, pubblicato nel 1963 per l’etichetta discografica Ricordi. Giorgio stesso lo aveva definito «Un brano in cui riprendevo, purgandolo un po’, un vecchio motivo popolare milanese e ne facevo una cosina per tutti i palati con il testo molto poetico di Simonetta». La canzone ricorda un amore finito e denso di malinconia, quando il protagonista pensa a tutto quello che faceva Milano con la sua bella. E anche se in città niente è come prima, la magia e lo spirito di Gaber e dei suoi pezzi.

Il Signor G, così come veniva bonariamente definito dai suoi colleghi e dagli addetti ai lavori, è stato uno dei massimi esponenti del rock and roll italiano, nonchè una delle penne più interessanti del genere del teatro canzone.

Ornella Vanoni – “Tu mi ricordi Milano

«Una vecchia canzone che ho cantato anni fa, e mai come in questo momento, la sento così vicina». Con queste parole, il 17 marzo 2020, Ornella condivideva sul suo profilo Facebook una delle più belle dediche che siano mai state fatte a Milano, specie con l’avvento della pandemia e la necessità di rimanere a casa per tutelarsi e prendersi cura dei più fragili.

Tu mi ricordi Milano
Il suo viso strano che d’inverno è più vivo…
Il giro di boa quotidiano di gente che parte, di gente che arriva

La parte più calda e più densa
La mia confidenza confidenza con questa città
Mi pare che tu rassomigli a questi Navigli vestiti di nebbia
Al mare di questi bambini che giocan vicini a ricordi di sabbia”

La Signora della canzone ci trasporta in un viaggio sonoro delicato e avvolgente, mantenendo la sua cifra stilistica impegnativa e raffinata. Il brano e tutti i suoi progetti successivi ce lo hanno dimostrato nel corso degli anni.

Irama e Francesco Sarcina – “Milano

Anche Irama e il leader de Le Vibrazioni hanno deciso di fare un piccolo tributo alla città lombarda durante la pandemia, rilasciando una canzone i cui proventi raccolti in seguito alle vendite del pezzo, sono stati donati in beneficenza all’Ospedale Niguarda. Il videoclip legato al brano è stato realizzato grazie allo scambio di una vecchia telecmera, con la quale i due artisti hanno effettuato delle riprese homemade, raccontando la loro quotidianità nelle rispettive abitazioni. Il risultato è tanto intimo quanto commovente e resterà per sempre un ricordo indelebile di un’epoca storica che ci ha segnato profondamente.

Articolo 31 – “Milano Milano

Milano Milano” è il tour personale del capoluogo a cura di J-Ax e DJ Jad, in cui il duo canta l’amore per una città dalle mille contraddizioni, piena di pregi e difetti che la rendono unica. Nel pezzo vengono citati i luoghi simbolo di Milano, come Piazza Duomo, Porta Venezia e Porta Roma, ma anhce i «i quartieri duri» e i «locali tra t***e e avvocati tra muri e palazzi pittati e futuri pazzi sclerati».

Rkomi e Marracash – “Milano Bachata

Questo singolo, in collaborazione con il King del Rap Marracash, rappresenta la prima parte della vita artistica di Mirko Martorana, altrimenti conosicuto come Rkomi. Nonostante il cantante milanese abbia preso le distanze dal mondo del rap, così come avevamo imparato a conoscerlo, “Milano bachata” è una delle tracce di punta del suo primo progetto rilasciato per Roccia Music: “Io in terra” (2017).

L’album, seguito dell’EP “Dasein Sollen” (sempre nel 2017), ha contribuito a definire lo status di Rkomi come nuova leva dell’hip-hop italiano. Influenzato fortemente da artisti della scena americana come Tyler The Creator e Chance The Rapper, Mirko ha trovato la sua strada virando verso delle sonorità più pop nei due dischi che hanno seguito la sua prima fatica: “Visti dall’alto” e il concept album “Taxi Driver“, disco più venduto del 2021.

Dargen D’Amico –Amo Milano

Una dedica contenuta nell’album del 2015 “D’IO”, “Amo Milano” è un pezzo rap che ha il sapore di uno scioglilingua. Dargen D’Amico, rapper, produttore, autore e attualmente collaboratore di Fedez, rappresenta lo spirito contemporaneo di una città in divenire. Provate a premere play sul vostro iPhone mentre passeggiate per gli scorci più suggestivi della città. Non ve ne pentirete!

Mahmood –Milano Good Vibes

Milano Good Vibes” è stato uno dei biglietti da visita del cantante di Gratosoglio pre-Sanremo 2019. In soli 3 minuti, Alessandro Mahmoud definisce la città un bellissimo deserto, invitandoci a ricercarne il bello e soprattutto ad apprezzarne anche la tranquillità e la sua dimensione meno caotica e travolgente.

Mahmood è reduce dalla parecipazione all’Eurovision Song Contest 2022 in copia con BLANCO, oltre alla vitoria del Festival di Sanemo 2022 con la loro “Brividi“, una ballad per pianoforte e archi che ha travolto la Classifica FIMI e quella dei singoli più ascoltati su Spotify. Nel 2021, il cantautore ha pubblicato il secondo album in studio: “Ghettolimpo“, dandoci la prova di essere un’artista ulteriormente versatile ed eclettico, capace di osare, sperimentare ed emozionare senza snaturarsi. Al giorno d’oggi ben pochi lo sanno fare.

Adriano Celentano – “Il ragazzo della Via Gluck

La canzone simbolo di Celentano è senza ombra di dubbio questo brano fortemente autobiografico. Una ballata folk che ha permesso agli ascoltatori di scoprire un lato diverso di Adriano. Alle porte del quartiere Greco di Milano, in via Cristoforo Gluck, era nata una stella che ancora non sapeva di esserlo.

Nel testo del pezzo, pubblicato nel 1966 e successivamente nel 1968 come title drack del disco omonimo, emerge tutta la nostalgia di un mondo passato, di un’infanzia e di un’adolescenza ormai messe nel cassetto e di un giovane Adriano Celentano che deve affrontare la vita adulta sotto ogni punto di vista. Questa fase di transizione consiste concretamente nel trasferimento nella casa del fratello maggiore e il conseguente abbandono della residenza che gli aveva dato i natali.

Se vi dicessi “C’era un ragazzo che come me […]”, sono sicurissima che rispondereste: “Amava i Beatles e i Rolling Stones“.

Baustelle – “Un romantico a Milano”

Un romantico a Milano è un brano musicale del gruppo Indie rock italiano Baustelle, dedicato allo scrittore toscano Luciano Banciardi, emigrato a Milano negli anni ’50. Il videoclip ufficiale è un omaggio ad un classico del cinema francese e più precisamente alla Nouvelle Vague, “Baci rubati” di François Truffaut. Nel singolo si fa riferimento anche a due Manzoni (Alessandro, autore del romanzo storico “I Promessi Sposi“, e l’intellettuale Pietro Manzoni), mettendo in contrapposizione letteratura e filosofia.

«Mamma
che ne dici di un romantico a Milano?
fra i Manzoni preferisco quello vero:Piero
Leggi
c’è un maniaco sul ‘Corriere della Sera’
la sua mano per la zingara di Brera
è nera
Fuggi»

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