Guerrilla marketing: quando serie tv e film conquistano le città

Sono tante le serie tv o i film che prendono “possesso” della città grazie a degli eventi e delle operazioni di guerrilla marketing. Scopri alcuni dei casi meglio riusciti a cura dei grandi colossi dello streaming, come Netflix.
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Il bello del lancio di una serie tv o di un film risiede anche nelle operazioni di marketing che ruotano intorno ad esse. Netflix è sicuramente il leader nella produzione di eventi di larga scala che possano attivamente coinvolgere il proprio pubblico in occasione dell’uscita dei loro prodotti seriali.

Per il lancio della quarta stagione di Stranger Things, uno dei prodotti di punta della piattaforma statunitense, i monumenti delle principali capitali e città europee hanno avuto un incontro ravvicinato con un Demogorgone. A Milano, più precisamente in Piazza Duomo, è stato prioiettato il noto varco tra la nostra dimensione e quella dell’Upside Down, oltre ad aver trasmesso in anteprima il primo episodio delle nuove avventure di Mike, Lucas, Will, Dustin e Undici. Inoltre, durante il weekend, dalle 11 alle 20, Piazza Duomo è tornata indietro al 1986 con delle insegne al led dei marchi più rappresentativi di quell’epoca, un’edicola ricca di gadget a tema Stranger Things, lo stand “Surfer Boy’s Pizza“, una pista di pattinaggio ad hoc e un bus maledetto che contense di immergersi appieno nell’universo fantas-horror nato dal genio dei Duffer Brothers.

Non è la prima volta che Milano diventa la protagonista del lancio di una serie tv su Netflix. Già nel luglio nel 2019, era stato allestito in Piazza Affari un maxischermo per la proiezione dei primi due episodi della terza stagione de La Casa di Carta. All’epoca, avevano presenziato all’evento anche alcuni attori della serie spagnola: Esther Acebo, Ursula Corberò, Luka Peros, Miguel Herrán e Jaime Lorente.

Crediti foto: Ninja Marketing

Nel 2018, invece, Black Mirror realizzò un’iniziativa di guerrilla marketing veramente spettacolare. Per chi non lo sapesse, la serie antologica racconta come la tecnologia possa alterare il nostro futuro fino a farci perdere il controllo della nostra stessa vita. Lo spazio BASE di Milano, ha permesso ai fan della serie di vivere quel mondo fuori controllo, facendone parte per una sera. In poche parole, è nato il “Black Future Social Club“, un luogo esclusivo visitabile solo da chi aveva più di mille follower su Instagram. Durante la permanenza nel club fittizio, era necessario postare delle foto utilizzando degli hashtag completamente personalizzati ed ottenere nell’arco di poco tempo 50 like. In caso contrario, si veniva sbattuti fuori dal club.

Non fu da meno Game of Thrones, visibile in Italia su Sky. Poco tempo prima dell’inizio della quinta stagione, i blocchi di cemento presenti ai lati delle strade e dei marciapiedi della città diventarono personaggi della serie. L’esempio più creativo di guerrilla marketing si tenne però in Inghilterra, quando, nel 2013, il servizio di streaming BlinkBox lasciò una testa di drago enorme (e anche discretamente inquietante) su una spiaggia inglese. Negli Stati Uniti, invece, la HBO fece proiettare l’ombra di un drago sul proprio edificio, lungo l’ottava avenue.

L’operazione di guerrilla marketing per “Suburra – Il Film” del 2015

Sempre in Italia e in questo caso parlando di film, un’operazione simile fu messa in atto da “Suburra – Il Film“, pellica del 2015 diretta da Stefano Sollima e con un cast composto da Claudio Amendola, Elio Germano, Pierfrancesco Favino, Alessandro Borghi e Greta Scarano. Il film ruota attorno ad una maxi speculazione edilizia, ribattezzata “Waterfront”, con l’obiettivo di cambiare i connotati di Ostia e trasformarla in una sorta di parco giochi (d’azzardo) a cielo aperto. A ridosso dell’uscita del film nelle sale, iniziarono a circolare in quel di Ostia dei camioncini vela e dei volantini che parlavano proprio del progetto. Oltre a coinvolgere la capitale, anche nei pressi di alcuni tombini di Milano comparve la scritta: “Sta per venire tutto a galla“, affiancata dall’hashtag #Suburra.

Qualsiasi sia l’operazione messa in atto dalla casa di produzione, il successo è assicurato, specie nel momento in cui i fan vengono coinvolti atttivamente (e implicitamente) nella promozione di un prodotto seriale o cinematografico. Oggi parlare di branded entertainment significa cogliere l’attenzione del consumatore nel caos dettato da tutte le novità che ci vengono offerte tra i diversi canali di intrattenimento: Amazon Prime, Disney+, Netflix stesso e persino Youtube. I protagonisti di questa pratica sembrano essere i prodotti o le aziende stesse, ma il suo successo sembra essere principalmente l’espediente narrativo messo in atto per fidelizzare l’opinione pubblica. Chiamali scemi! Con me ci sono sempre riusciuti.

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