Elton John

Elton John a San Siro per l’ultimo concerto in Italia

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Elton John la sera del 4 giugno ha letteralmente tirato giù lo stadio San Siro in quella che segna l’ultima data italiana della sua carriera. Un Meazza che torna ad essere sold out dopo due anni di pandemia e senza concerti. Una serata indimenticabile, una di quelle che fanno la storia, che tra qualche anno chi ha partecipato potrà dire “Io c’ero“.

Si respira un’atmosfera magica, quasi surreale. Non sembra vero essere di nuovo ad un concerto sotto il cielo di Milano con 50 000 spettatori seduti suoi sedili colorati e sulle sedie che riempiono il prato.

Puntuale come solo gli inglesi sanno essere, Elton John è salito sul palco alle 20:00 spaccate entrando dal lato sinistro dello stage. Un outfit decisamente non banale: un frak nero con paillettes blu e rosse a impreziosire il bordo del colletto e dell’intera coda. Seduto al centro del palco ad un lungo pianoforte a coda nero per celebrare i suoi più di 55 anni di carriera.

Molti i momenti emozionanti, come il ricordo dell’amica e collega Aretha Franklin cui l’artista ha dedicato il brano “Border song”. Con la voce tremante, Elton John ha dichiarato che tra le sue influenze musicali l’amica occupa uno dei primi posti. Un sodalizio musicale quello con la Franklin che nel 1989 li ha visti conquistare le classifiche mondiali con il brano “Through da storm”.

È a meta concerto che, ormai con il buio, intona “Candle in the wind” mentre sui maxischermi passano le immagini di Marylin Monroe cui la canzone era stata originariamente dedicata. Le voci si uniscono all’unisono e le braccia ondeggiano con le torce dei cellulari accese. La sensazione è quella di essere sospesi in un’altra dimensione, buio, musica e le centinaia di lucine a creare l’effetto di un cielo stellato. Un’atmosfera fin troppo emozionante che in questi due anni di silenzio era mancata decisamente. San Siro torna ad alzare il volume e per farlo quale inizio migliore che con una star internazionale come Elton John?

Classe 1947, Elton Hercules John si può dire che sia sul palco da una vita. Cantante, compositore e musicista ha raggiunto una fama internazionale con le sue canzoni appartenenti al genere pop contemporaneo. Il suo punto di forza è sicuramente il pianoforte, tanto che ieri sera a San Siro vi è rimasto seduto per tutta la durata dello show. Numeri da capogiro quelli registrati nella sua carriera e che lo rendono uno dei più famosi cantautori di sempre. Nella sua carriera ha ottenuto venticinque dischi di platino e trentacinque d’oro, due Premi Oscar e sei Grammy Awards.

Dopo un’ora e un quarto e undici tracce, scende dal palco per un break e un cambio outfit. Ricompare in frak rosa antico con le immancabili paillettes e riscalda il pubblico con un brano solo piano, batteria e chitarre elettriche in un crescendo di hype. Con “I’m Still Standing” inaugura un dieci minuti di festa che lo vedranno esibirsi anche nei brani “Crocodille Rock” e “Saturday Night’s Alright For Fighting “. Una triade di pezzi che fa alzare tutti quanti in piedi. Gente che balla, batte le mani a tempo; è gioia pura mista a un clima bollente, sia per le temperature atmosferiche che per la performance dell’artista che infiamma letteralmente gli spalti e la platea.

Il finale è dolceamaro, Elton John prende il microfono e racconta di aver suonato ben 77 volte in Italia, di cui 13 a Milano. Commosso ringrazia il suo pubblico italiano con un saluto che sa di malinconia ma anche di soddisfazione. Non tutti possono vantare una carriera musicale come la sua.

Scende dal palco per tornarci ancora per un’ultimissima volta in vestaglia. Sono davvero le ultime note che Milano potrà ascoltare e per questo momento si esibisce in “Cold Heart” duettando con un’immensa Dualipa che appare sullo schermo e in “Your Song”.  Prima della traccia finale “Goodbye Yellow Brick Road” prende parola e ringrazia il pubblico e l’Italia, che rivela essere uno dei suoi posti preferiti per suonare e per passare il tempo libero.

Un concerto intenso e che termina con Elton John che sale verso l’alto grazie a una piattaforma, scompare dietro le quinte e si incammina verso l’infinito lungo un sentiero che appare sui maxischermi . Questo il suo modo di uscire di scena e dire grazie ad un pubblico che lo ha sempre sostenuto e seguito in ogni sua tappa.

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