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Kendrick Lamar: dalle strade al Premio Pulitzer

Kendrick Lamar è partito dalla strada e, rivoluzionando il mondo del rap, è arrivato a vincere il Premio Pulitzer. Questa sera suonerà nella nostra Milano e, per l’occasione, vogliamo ripercorrerne la carriera.
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É nato a Compton ed è cresciuto per quelle strade dove si respirava il rap quello vero, quello crudo che voleva trasmettere dei messaggi importanti; è cresciuto in quelle strade in cui Dr. Dre e Tupac hanno girato il video della leggendaria California Love. Kendrick Lamar viene considerato da molti come un predestinato del rap e non potremmo che dare ragione a questa affermazione aggiungendo che come lui non c’è nessuno e che, le regole del rap, le abbia proprio cambiate distinguendosi in un mondo saturo di musica rap.

Se sei un amante del rap, della cultura underground e hip hop, non puoi non conoscerlo e venerarlo perché lui è l’artista che tutti i rapper vorrebbero essere: penna abile e riconoscibile, carisma artistico, profondità tematica e vena artistica che si fa strada senza sforzi. Tutti i suoi album sono stati costruiti testualmente e musicalmente in maniera magistrale, album dove nessuna traccia risulta fuori posto e i temi trattati sono sempre attuali.

L’ultima uscita che vede la firma di Kendrick Lamar è Mr. Morale & the Big Steppers, 70 minuti di musica suddivisi per 19 tracce e su ognuna vale la pena fermarsi tanto per capire cosa l’artista vuole comunicare. Un viaggio che ci permette di entrare nella sua mente, nella mente di un artista che punta a migliorarsi sempre. Un album che non è stato accolto dal pubblico con estremo entusiasmo forse perché ascoltato troppo di fretta e senza prestare attenzione alle parole e al profondo significato dei testi. Si parla di attualità in Savior, dell’eccessivo dilagare del politicamente corretto in N95 e Worldwide Steppers e di così tanti temi che è difficile inquadrarli tutti.

Un quadro completo prodotto e dipinto alla perfezione che è la voce di uno degli dei del rap del ventunesimo secolo. Un rapper che vuole dire quello che pensa senza mezze misure e che vuole far ragionare l’ascoltatore comunicando qualcosa, usando la musica come mezzo di confronto.

Kendrick Lamar conquista un Pulitzer

Tutto vero, era l’aprile 2018 quando Kendrick Lamar ha ricevuto uno dei premi più ambiti in ambito artistico-letterario, il Premio Pulitzer. Il prestigioso premio gli venne consegnato grazie alla pubblicazione del suo album DAMN. con questo merito: “Una virtuosa collezione di canzoni unificata dalla sua autenticità vernacolare e dal dinamismo ritmico che offre vignette interessanti che catturano la complessità della moderna vita afroamericana“.

L’album, il quarto di studio del rapper statunitense, fu apprezzato globalmente e, da lì, esce la hit mondiale Humble. Un album che lascia una traccia nella storia, come già aveva fatto To Pimp a Butterfly, un capolavoro fatto di immagini che risvegliano la coscienza di chi ascolta i brani con sguardo attento e critico. Kendrick Lamar ha fatto la storia portandosi a casa quel premio e diventando il primo rapper a vincere e il Pulitzer nella categoria musicale nonché il primo artista di musica contemporanea/popolare a portarsi a casa il premio.

Il miglior rapper della nostra generazione?

Forse la barriera linguistica (che poi si potrebbe facilmente superare) non ci fa comprendere subito la magnificenza e la maestria con cui Kendrick Lamar costruisce i suoi testi facendo dello storytelling un punto di forza, solo per questo potremmo dire che Lamar sia il miglior rapper della nostra generazione. Nel 2010 la sua musica era una ventata di aria fresca, ma ancora oggi niente in commercio è paragonabile al suo stile narrativo, riflessioni che per la maggior parte dei consumatori di musica potrebbero risultare pesanti ed eccessive ed è forse per questo, senza nulla togliere a loro, che non raggiunge così facilmente le classifiche come colleghi quali Kanye West o The Weeknd.

Nas ha detto che è un genio della scrittura, Lamar è un alchimista delle rime, ogni parola è messa al posto giusto nel momento giusto e segue un filo narrativo preciso che, accanto alla musica, porta l’ascoltatore a farsi delle domande. É bello quando la musica è leggera, spensierata, ma è ancora più bello quando i testi sono ragionati e profondi e ci sembra così lontana da noi perché è sempre più raro trovarla nelle classifiche.

E qua sotto vi lasciamo il video di The Heart Part 5, a dir poco geniale, consigliamo di leggere il testo e capirlo per goderne a pieno.

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